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Cia e Urzì ai ferri corti, il commissario di Fdi: “Vicepresidenza negli accordi elettorali, si è candidato sapendolo. Rimostranze collegate a una visione personale della politica”

Non si arresta la polemica interna a Fratelli d'Italia, Urzì: "Il confondere i destini personali, come fa Cia, con i doveri del partito appartiene a un metodo non condiviso da parte di Fdi e che lo ha dimostrato sempre, anche nei momenti più difficili, come quando si scelse di stare all’opposizione - unico partito nazionale - di un governo in cui sedevano anche il Pd e i cinque stelle. I princìpi valgono sempre più di una propria posizione di vantaggio personale. Auspichiamo che anche l’assessore Cia ne possa finalmente prendere atto"

Di Filippo Schwachtje - 08 dicembre 2023 - 11:02

TRENTO. “La vicepresidenza a Fratelli d'Italia era negli accordi elettorali, Cia si è candidato sapendolo”. Sono queste le parole del commissario provinciale del partito di Giorgia Meloni in Trentino, Alessandro Urzì, mentre non si arresta la polemica tutta interna a Fratelli d'Italia dopo il rimpasto delle deleghe firmato mercoledì sera dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti.

 

Come riportato infatti (Qui Articolo), dopo quasi un mese di rivendicazioni da parte del partito di Giorgia Meloni per la nomina di Francesca Gerosa alla vice-presidenza, il via libera da parte di Fugatti è arrivato (accompagnato da un super assessorato proprio per Gerosa, che si troverà a gestire le competenze relative alle “politiche per la famiglia e natalità” e allo “sport”, deleghe che si aggiungono a “istruzione, cultura, giovani e pari opportunità”, Qui Articolo) portando ad una serie di scossoni: dal Patt è infatti arrivata la richiesta di esprimere l'assessorato esterno mentre le deleghe assegnate in un primo momento a Claudio Cia (politiche per la casa, disabilità, mobilità e trasporti) dovrebbero esser assegnate a Giulia Zanotelli (che rientrerebbe quindi in giunta da assessore 'politico' e non tecnico, come preventivato in un primo momento).

 

Una situazione che allo stesso Cia non è andata giù, portando l'assessore uscente a rompere gli schemi insediandosi anzitempo rispetto alla nomina di Gerosa per assumere le funzioni assegnate. “Il ritiro delle mie deleghe – aveva detto ieri all'Ansa – non è certo imputabile a Fugatti, ma al coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, che si è battuto per questo epilogo. Ora rifletterò se rimanere o meno nel partito, anche se sono già stato buttato fuori dalla chat del gruppo consiliare. Continuerò nel mio ruolo di consigliere, affidatomi direttamente dagli elettori, ma non posso che chiedermi il senso di avere un coordinatore che ha vissuto a Bolzano, ora vive tra Vicenza e Roma ma continua a occuparsi di un territorio autonomo come il Trentino”.

Cia ha poi rincarato la dose sui social: “Il mio assessorato barattato per un piatto di lenticchie, il titolo 'nobiliare' di vice-presidente. Ma si sa, rinunciare e mettere la propria dignità nelle mani di un 'leader' per ottenere un vantaggio, è la forma più primitiva di baratto”. Diversi i punti evidenziati in risposta da Urzì: “In relazione alle scomposte dichiarazioni dell’assessore di Fratelli D’Italia Claudio Cia, che in una nota d’agenzia ha duramente contestato la linea tenuta dal proprio partito, in pieno accordo fra i vertici nazionali e locali, sul tema della composizione della giunta provinciale di Trento per cui a Fdi veniva riconosciuto un ruolo da protagonista che passava per la vicepresidenza della giunta provinciale, va richiamato che la nomina di Francesca Gerosa a vice presidente della giunta provinciale è stata annunciata ed è stata oggetto di un accordo con i partner di coalizione già prima del voto, e i cittadini trentini in piena autonomia si sono espressi conferendole il consenso che l’ha fatta risultare la più votata tra gli eletti di Fdi”.

 

Allo stesso modo, continua Urzì: “L’accordo era noto anche a coloro che hanno voluto candidarsi con Fratelli d’Italia e, quindi, anche allo stesso Cia. Per cui non si comprendono in alcun modo le rimostranze postume, che appaiono - ancora una volta - collegate a una visione tutta personale della politica e alla poltrona di assessore assegnatagli ma non con l’accordo del partito. Purtroppo sono proprio gli atteggiamenti dell’assessore Cia ad aver fortemente indebolito la sua credibilità come esponente di Fdi, esponendolo al ritiro delle deleghe che sono in ogni caso nelle mani del presidente Fugatti che deciderà in piena autonomia”.

 

“Il confondere i destini personali, come fa Cia, con i doveri del partito – conclude il commissario di Fdi - appartiene a un metodo non condiviso da parte di Fdi e che lo ha dimostrato sempre, anche nei momenti più difficili, come quando si scelse di stare all’opposizione - unico partito nazionale - di un governo in cui sedevano anche il Pd e i cinque stelle. I princìpi valgono sempre più di una propria posizione di vantaggio personale. Auspichiamo che anche l’assessore Cia ne possa finalmente prendere atto”.

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