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Trento
04 febbraio | 20:19

Fratelli d'Italia, diviso a due settimane dal congresso: Urzì spinge Iurlaro, De Bertoldi e Ambrosi dicono "no". Zanetti: "Serve dialogo e il candidato dovrà essere unico"

La deputata originaria di Negrar e residente da anni in Valle dei Laghi, già consigliera provinciale e dal 2022 parlamentare di Fratelli d'Italia sarebbe l'alternativa con il sostegno anche del ministro (ed ex commissario) Urso. "Mettiamo da parte ogni personalismo e sediamoci attorno ad un tavolo: il nuovo presidente dovrà programmare e non ritrovarsi a gestire una situazione complicata all'interno della sua stessa squadra" prosegue il vice commissario Zanetti

Fratelli d'Italia, diviso a due settimane dal congresso: Urzì spinge Iurlaro, De Bertoldi e Ambrosi dicono "no"

TRENTO. Data e luogo sono stati fissati: l'appuntamento per i tesserati di Fratelli d'Italia del Trentino è per sabato 17 febbraio all'Itas Forum di Trento.

L'obiettivo del congresso sarà quello di eleggere il presidente provinciale del partito di Giorgia Meloni, attualmente commissariato e guidato dal deputato bolzanino Alessandro Urzì, che manterrà il ruolo di coordinatore regionale.

 

Chi sarà il nuovo segretario trentino del primo partito italiano, che alle scorse elezioni provinciali è risultato il terzo più eletto dopo Pd e Lega?

 

Al momento il partito non appare troppo compatto: da una parte la vicepresidente Francesca Gerosa e il commissario Alessandro Urzì sostengono la candidatura del segretario organizzativo Alessandro Iurlaro, volto poco noto e uomo abituato a lavorare dietro le quinte, dall'altra ci sono i parlamentari Alessia Ambrosi e Andrea De Bertoldi, che hanno altre idee e sono pronti a scendere in campo in prima persona, forti anche dell'endorsement del ministro Adolfo Urso (già commissario regionale prima di Urzì), che ha parlato della necessità di avere un volto conosciuto e forte alla guida del partito in Trentino.

 

Il riferimento a Iurlaro è evidente da parte del titolare del dicastero delle imprese e del made in Italy, ritenuto non abbastanza esperto per ricoprire tale e ruolo con Urso che sostiene apertamente la causa dei due colleghi parlamentari. Tra Ambrosi e De Bertoldi la prescelta sarebbe certamente la deputata originaria di Negrar e residente da anni in Valle dei Laghi, già consigliera provinciale e dal 2022 parlamentare di Fratelli d'Italia che, senza esporsi troppo, si è detta "lusingata" e poi ha lasciato cadere ogni discorso perché scoprirsi in questa fase sarebbe controproducente.

 

Il rischio, dunque, è quello di arrivare al Congresso di metà febbraio con il partito "spaccato" in due e, a quel punto, la palla passerebbe ai tesserati (circa 700 in provincia), con il rischio concreto - però - di eleggere un presidente che si ritroverebbe subito a dover ricucire senza poter programmare. Insomma, una vittoria "di Pirro" per Fratelli d'Italia che cerca stabilità e potrebbe trovarsi, invece, ancora più instabile di prima.

 

Ecco, perché, da Roma è arrivato un input ben preciso, che può essere sintetizzato così: risolvete subito le divergenze e arrivate al congresso con le idee chiare e un candidato unico.

L'invito a sedersi attorno ad un tavolo e ragionare per il bene del partito è stato recepito dal vice commissario provinciale e consigliere comunale Cristian Zanetti.

 

"L'auspicio è che, prima del congresso, tutte le varie correnti di pensiero del partito possano trovare l'accordo e confluire su di un unico candidato - spiega -, che sia inclusivo e rappresenti tutte le aree della nostra formazione politica, si circondi di un'ottima "squadra" e riesca immediatamente a mettersi al lavoro per migliorare la presenza di Fratelli d'Italia sul territorio, in vista dei prossimi importanti impegni elettorali da cui siamo attesi. Ritengo che confronto e dibattito debbano avvenire assolutamente prima del 17 febbraio. Abbiamo bisogno di stabilità e compattezza e arrivare al Congresso con un nome unico, supportato da tutti rappresenterebbe una grande prova di forza e maturità. Cerchiamo di far prevalere il buonsenso, mettendo da parte - tutti, nessuno escluso - ogni forma di personalismo nell'interesse comune. Chiaramente non tutti saranno contenti, ma il dialogo pre congresso servirà proprio a questo".

 

Da Roma sono arrivati messaggi chiari: trovate un accordo prima del congresso e mettetevi d'accordo.

"Beh, ma come accade ovunque e se ce l'hanno fatta in realtà molto più grandi della nostra non vedo perché anche in Trentino non si riesca a trovare una "quadra". Riuscirci senza scomodare la sede centrale darebbe prova di compattezza e rappresenterebbe una ripartenza importante. Alessandro (Urzì, ndr) ha fatto un gran lavoro, ma una provincia come la nostra deve essere in grado di esprimere un presidente senza dover ricorrere ciclicamente al commissario. Siamo il terzo partito del Trentino, siamo forti, vogliamo crescere e sappiamo come farlo. Adesso bisogna dimostrare di essere maturi e che sappiamo gestire la nostra situazione interna come si confà ad uno schieramento che ha determinati numeri".

 

Lei non si è fatto avanti? Sarebbe il "terzo" in grado, forse, di mettere d'accordo tutti a garanzia di tutte le correnti del partito.

"Non mi sono autocandidato e mai lo farò. Ho sempre ragionato nell'interesse di Fratelli d'Italia e il mio obiettivo non è quello di sponsorizzarmi, ma di far sì che ci si possa sedere attorno ad un tavolo, dialogare e trovare una soluzione nell'intere esclusivo del partito. Il lavoro da fare è tanto e chi sarà presidente dovrà dedicarsi alla crescita sul territorio e non a risolvere "beghe" che potrebbero crearsi all'indomani dell'elezione. Mi sono sempre speso in prima persona e continuerò a farlo, quando c'è stato bisogno di me ho risposto, ma adesso serve il contributo di tutti per arrivare ad una soluzione di buon senso e di unità".

 

Come andrà a finire è impossibile dirlo al momento. Di certo le posizioni di Ambrosi e De Bertoldi, arrabbiati - tanto per utilizzare un eufemismo- per il trattamento riservato all'ormai ex consigliere provinciale, ora nel Gruppo Misto, Claudio Cia, espulso dal partito proprio da Urzì sono diametralmente opposte rispetto a quelle del commissario. Il congresso, dunque, potrebbe essere l'occasione (o lo strumento) per ribadire la superiorità rispetto all'avversario. Il tavolo di lavoro auspicato ci sarà, oppure - alla fine - servirà l'intervento del responsabile nazionale dell'organizzazione Giovanni Donzelli?

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