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La Lega diserta la conferenza dei capigruppo, le opposizioni: ''Prima il Trentino o prima Salvini? Sembra dovessero andare a Milano ma qualcuno lo abbiamo visto qui''

All'ordine del giorno ci sono temi comunque delicati, come la discussione dei nomi da inserire nella commissione di inchiesta degli affidi, ma soprattutto il disegno di legge sugli appalti, una procedura d'urgenza richiesta proprio dalla giunta provinciale. Le opposizioni: "Sono in 14 e non hanno delegato nessuno. Strafottenza e poca serietà istituzionale"

Di Luca Andreazza - 01 October 2019 - 13:23

TRENTO. "Evidentemente per gli esponenti della Lega, Salvini viene prima del Trentino". Così Giorgio Tonini (Partito democratico), dopo che la conferenza dei capigruppo provinciali è saltata a causa dell'assenza di praticamente tutti i presidenti delle di maggioranza, che aggiunge: "C'era solo la rappresentante de La Civica. E se alcune essenze erano giustificabili, resta sconcertante che nessuno dei quattordici componenti del carroccio sia stato disponibile a partecipare alla riunione".

 

Si sono presentati in ben pochi alla riunione in programma per oggi, martedì 1 ottobre, a palazzo Trentini. Oltre al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder (Autonomisti popolare), ecco l'assessore Mattia GottardiVanessa Masè (La Civica). La maggioranza è tutta qui, mentre per le opposizioni si sono presentati Ugo Rossi (Patt), Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle), Giorgio Tonini (Pd) e Paolo Ghezzi (Futura). 

 

Non c'è il numero legale e allora tutto rinviato al giorno dopo con la presa di posizione di Kaswalder, un invito a tutte le formazioni consiliari perché garantiscono sempre la partecipazione alla conferenza, soprattutto quando la consistenza del gruppo è tale da consentire al capogruppo di delegare un altro collega

 

E il riferimento va proprio alla Lega: la capogruppo è Mara Dalzocchio, ma la pattuglia è nutrita in consiglio provinciale, ben 14 esponenti. Ma nessuno è stato delegato. "Speriamo che si tratti di un disguido. Se - commenta l'ex governatore Ugo Rossi - con quattordici consiglieri non si riesce ad avere nessuno da mandare alla conferenza dei capigruppo per partecipare invece a un incontro di partito a Milano, così come ci ha confermato il presidente Kaswalder, allora abbiamo una ulteriore dimostrazione che Salvini viene prima del Trentino".

 

Anche perché all'ordine del giorno ci sono temi comunque delicati, come la discussione dei nomi da inserire nella commissione di inchiesta degli affidi, ma soprattutto il disegno di legge sugli appalti, una procedura d'urgenza richiesta proprio dalla giunta provinciale.

 

"Posso capire quei gruppi mono-rappresentati - dice Filippo Degasperi - ma è incredibile che la Lega non si riuscita a delegare nessuno dei 14 esponenti perché devono partecipare al raduno di Milano. Un atteggiamento di scarsa serietà. Si dimostrano sempre arroganti, ma quando è il momento di passare alla prova dei fatti, ecco l'ennesimo flop".

 

Anche perché per avere il numero legale sarebbe stato sufficiente un componente per garantire il numero legale. Se per La Civica erano presenti due rappresentanti ma il conteggio vale come una unità, quindi sarebbe bastata una testa tra Agire, Forza Italia, Fassa e Progetto trentino per la maggioranza oppure l'Upt per le minoranze, che però sono forze mono-rappresentate e può starci un'assenza. Diverso il discorso per la Lega, come detto, in quattordici in piazza Dante.

 

"Una conferenza importante - aggiunge Tonini - ma non si è presentato nessuno perché impegnati a Milano in una non meglio precisata riunione di partito. Come ben dovrebbero sapere i componenti del Gruppo della Lega Salvini Trentino, tutti noi siamo eletti e percepiamo un’indennità per svolgere l’attività di consiglieri provinciali e regionali. E' dunque agli impegni di natura istituzionale che dovremmo dare priorità per garantire la normale operatività di un organo importante come la conferenza dei presidenti dei gruppi. Ma evidentemente per la Lega Salvini Trentino, Salvini viene prima del Trentino".

 

Anche Futura va all'attacco. "Davvero è clamorosa e ingiustificabile, nonostante l'arrampicata sui vetri del presidente Kaswalder, l'assenza di tutti i capigruppo di maggioranza - spiega Ghezzi - ad esclusione di Masé de La Civica con bimbo Alberto al seguito e collega assessore Gottardi, dalla conferenza dei presidenti dei gruppi per la programmazione dei lavori del consiglio provinciale. Noi c'eravamo: Pd, Patt, M5s e Futura. Avremmo avuto, per una volta, la maggioranza assoluta, se non fosse mancato il numero legale per la validità della seduta".

 

Troppe le scuse per nessuna presenza su 14 esponenti. "Uno ha una visita medica, l'altro si è giustificato, quelli della Lega sono tutti a Milano, ha borbottato il presidente Kaswalder constatando l'assenza del numero legale. Non tutti - evidenzia il consigliere in quota Futura - personalmente ne ho visto uno e altri ne hanno visto altri, aggirarsi intorno al palazzo. Dunque, se anche la capogruppo salvinista fosse corsa dal suo capo politico lombardo, poteva benissimo farsi sostituire da un suo collega. Un brutto episodio di strafottenza istituzionale e di non rispetto delle minoranze, in coerenza con il fugattismo che delle proposte e critiche delle opposizioni non tiene mai conto, un esecutivo che schiaffeggia il legislativo a cui non faremo più alcuno sconto, alcuna concessione tra corsie d'emergenza per le leggi e tempi non contingentati. Complimenti comunque alla Lega Salvini Trentino, tutti assenti".

 

Anche perché la conferenza è chiamata a dettare l'agenda dei lavori consiliari, in questo caso tutto viene rimandato a domani. Una nuova seduta per affrontare l'ordine del giorno saltato per l'assenza del numero minimo legale per dare il via alla consultazione. Intanto "Prima i trentini", anzi "Prima Salvini", forse.

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