Fugatti nella "sua" Avio per presentare il progetto del ponte sull'Adige, ma il consiglio comunale è semi deserto. La minoranza: "Convocazione illegittima e inopportuna"
Già in precedenza i consiglieri di minoranza avevano espresso tutte le proprie perplessità, rimaste inascoltate dall'Amministrazione comunale. E, a quel punto, hanno scelto di non presentarsi. Considerate anche la assenze di due esponenti di maggioranza, erano presenti appena 10 consiglieri sui 18 eletti. Di fatto si è trattata di una seduta "mista", durante la quale sono state approvate anche alcune delibere, cosa vietata dal regolamento

AVIO. Assenti per... protesta.
Banchi vuoti e uno spettacolo desolante. Quella di lunedì 30 aprile avrebbe dovuto essere una seduta importante per il consiglio comunale di Avio. Sì, perché il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, accompagnato da alcuni funzionari e tecnici provinciali, aveva annunciato la propria presenza per illustrare il progetto (importantissimo sia per la comunità che per tutta la Bassa Vallagarina) riguardante il ponte di collegamento tra la destra e la sinistra Adige.
Un'opera da 20 milioni di euro, mica noccioline, della quale si parla ormai da una trentina d'anni e che è di vitale importanza per la viabilità e le attività commerciali della zona.
Ebbene il numero uno di piazza Dante è arrivato puntuale in Municipio, accompagnato dai tecnici ed è stato accolto dal sindaco Ivano Fracchetti e dagli assessori. Chi, invece, ha deciso di non esserci sono stati i consiglieri di minoranza, che già in precedenza avevano espresso totale contrarietà alla convocazione della seduta perché "illegittima nella forma e inopportuna nel merito per la scelta del luogo e della data".
In poche parole: i 6 consiglieri d'opposizione hanno deciso di non presentarsi e, considerata anche l'assenza di due esponenti della maggioranza, il numero di presenti si è ridotto a 10 su di un totale di 18, con i banchi vuoti per metà e le delibere attuate che sono passate per il rotto della cuffia visto che, nel caso di un'ulteriore assenza, sarebbe mancato il numero minimo legale.
Perché la minoranza ha deciso di non partecipare all'incontro con il presidente della Provincia?
"La convocazione è inammissibile - avevano scritto i consiglieri in una nota ufficiale antecedente la data di convocazione del consiglio - sia per ragioni di merito che di forma. Di merito perché l'intervento previsto dal presidente della Provincia e di alcuni funzionari su un tema così importante per tutta la comunità aviense e non solo, a nostro avviso, richiede una sede più adeguata e una data più consona, non certo alla vigilia di una festa nazionale come quella del primo maggio. Di forma perché questo è in contrasto con diversi articoli del regolamento del consiglio comunale, in primis l'articolo 51 comma 1. Nel regolamento è descritta la possibilità di interventi esterni e precisamente dall'articolo 45 che prevede l'Adunanza "aperta". L'adunanza aperta è stata chiesta dalle minoranze in sede di capigruppo. Si è proposto di tenerla prima del consiglio comunale in seduta ordinaria o, meglio, in altra data. L'importanza dell'argomento merita infatti una sede adeguata per favorire la partecipazione di tutta la popolazione e nella quale ognuno possa intervenire per chiedere spiegazioni o proporre miglioramenti".
Quella di lunedì sera è stato dunque un consiglio comunale "misto", durante il quale sono intervenuti soggetti "esterni" (il comma 3 dell'articolo 45 parla delle adunanze "aperte" come di carattere straordinario e costituiscono riunioni informali, alle quali partecipano i consiglieri comunale e possono essere invitati parlamentari, rappresentanti della Regione, della Provincia, di altri Comuni e di Enti Pubblici...) e nel corso del quale sono state anche approvate delle delibere, cosa che non sarebbe possibile durante le sedute "aperte", come esplicitato dal comma 6 del sopracitato articolo ("durante le sedute “aperte” del Consiglio comunale non possono essere trattati argomenti di ordinaria competenza istituzionale del Consiglio medesimo, richiedenti assunzione di deliberazioni soggette a preventivi pareri tecnico, contabile e di legittimità, né possono essere deliberate autorizzazioni o impegni di spesa a carico del comune").
"Si sottolinea - concludono con amarezza i cinque consiglieri firmatari del documento (il sesto non ha partecipato comunque alla seduta, ndr) - che purtroppo le proposte delle minoranze non sono state prese in considerazione e soprattutto non ci è stata data informativa in merito alle motivazioni che stanno alla base della decisione presa dal Presidente del Consiglio, che lo ha portato a confermare l'ordine del giorno proposto dalla maggioranza con l'invio via pec della relativa convocazione recapitata lunedì, per noi del tutto illegittima per le motivazioni sopra esposte".
La comunicazione non è certamente uno dei punti di forza dell'Amministrazione comunale aviense e la mancata risposta ha provocato la reazione dei 5 consiglieri che hanno deciso di non presentarsi alla seduta, comunicandolo anticipatamente al sindaco.
Tra l'altro, fanno sapere i cinque consiglieri, non è stata consegnata - in via preventiva - alcuna documentazione riguardante il progetto e, dunque, anche volendo, la presentazione sarebbe stata un monologo a tinte provinciali, visto che nessuno avrebbe potuto interagire con cognizione di causa.
Al presidente della Provincia Fugatti non è rimasto altro da fare che presentare il progetto ai (pochi) presenti e lui stesso ha sottolineato che, vista l'importanza dell'opera, sarà necessario un incontro pubblico con la cittadinanza. La domanda è: non si poteva pensarci prima evitando un'altra brutta figura? In questo caso anche al presidente provinciale che, nella "sua" Avio, si è ritrovato davanti un consiglio vuoto per metà.














