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Trento
11 settembre | 16:00

Funivia Trento-Bondone, bocciata la mozione per una valutazione d'impatto ambientale dell'opera nella sua interezza: "Non c'è un progetto e non si vuole fare"

La mozione di Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra) per impegnare la Giunta alla Via complessiva della funivia Trento-Bondone è stata bocciata in Consiglio provinciale. Filippo Degasperi (Onda): "Nonostante un’alleanza quasi bulgara tra il sindaco di Trento e il presidente della Provincia la verità è che il progetto per proseguire oltre Sardagna di fatto non c’è, mentre purtroppo c’è invece un fanta-progetto su come arrivare a Sardagna"

TRENTO. Niente procedura di Valutazione d'impatto ambientale complessiva per funivia Trento-Bondone. La Provincia appare ferma sul "No" a un unico documento sull'interezza del grande impianto che dovrebbe risolvere tutti i problemi della montagna cittadina. Bocciata la mozione presentata da Lucia Coppola, consigliera provinciale in quota Alleanza Verdi Sinistra.

 

Tiene banco in Consiglio provinciale la realizzazione della funivia per collegare il capoluogo alla cima della montagna. Non sembra ancora esserci un reale progetto sul tavolo ma ci sono "indizi" sul piano. Intanto si parte dal costo che in qualche anno è passato da 70 a quasi 100 milioni e un'opera che viene già considerata in perdita gestionale (Qui articolo). 

 

La mozione di Coppola, non accolta, avrebbe impegnato la Provincia a sottoporre il progetto alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale - oggi iter diviso tra la tratta Trento-Sardagna (la parte più avanzata) e quella dal sobborgo fino a Vason -, a garantire un reale percorso partecipativo e informativo con la cittadinanza attraverso incontri e la messa a disposizione della documentazione, ma anche a valutare il mantenimento dell’attuale tracciato della funivia Trento–Sardagna riconoscendo il valore storico, paesaggistico e identitario. Infine a considerare attentamente le osservazioni tecniche e ambientali delle associazioni (Qui articolo).

 

In Aula il vice presidente Achille Spinelli ha sospeso i lavori per tentare una mediazione ma al rientro tra i banchi la consigliera di Alleanza Verdi Sinistra ha valutato non accoglibile la proposta "perché cassava interamente la premessa, il punto primo e terzo, e rimaneva nella sostanza solo il percorso partecipativo che è un’azione che di fatto non ci si può esimere dal fare".

 

La realizzazione della funivia trova una condivisione bipartisan tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il sindaco di Trento Franco Ianeselli ma se la maggioranza di centrodestra in piazza Dante sembra compatta, quella di centrosinistra a palazzo Geremia e in Consiglio provinciale sembra presentare più punti di vista.

 

Per Filippo Degasperi sarebbe interessante capire dalla Giunta perché "le proposte di Coppola non siano accettabili", dice il consigliere provinciale di Onda. "Capisco che su questo tema ci sia un’alleanza quasi bulgara tra il sindaco di Trento e il presidente della Provincia, ma la verità è che il primo motivo per cui non si vuole accettare il punto 1 è che il progetto per proseguire oltre Sardagna di fatto non c’è, mentre purtroppo c’è invece un fanta-progetto su come arrivare a Sardagna".

 

Poca chiarezza anche sulle risorse: "I soldi da Roma sono dubbi, ci sono i 16 milioni messi a bilancio il luglio scorso dalla Giunta provinciale e poi ci sono i debiti perché i cittadini devono sapere che la fanta funivia per il Bondone sarà fatta a debito. Comprendo la fermezza della consigliera Coppola".

 

Per Francesco Valduga le opere vanno calate sul territorio dopo uno stimolo partecipativo. "Dentro una corrispondenza geometrica tra città e montagna c’è la necessità di una serie di azioni di coinvolgimento che altrimenti si corre il rischio che l’opera non sia capita, apprezzata e utilizzata. Abbiamo capito tutti che non c’è idea di come proseguirà il secondo tratto dell’opera e questa è la ragione dell’impossibilità di fare una Via. La mozione non è sostenibile se non c’è il progetto complessivo, dunque il nostro voto sarà di astensione" con il chiarimento che Campobase non è contrario per principio e sostiene la necessità di un approfondimento e di una riflessione sul senso complessivo dell’opera.

 

"Porre dubbi è sacrosanto, ma che il dubbio che si allarghi su tutto e non va bene", secondo Mirko Bisesti (Lega). "Oggi finalmente c’è un accordo tra Provincia e Comune e c’è una volontà politica favorevole all’opera. E' dunque giusto andare avanti, senza che si debba mettere in discussione ogni passaggio. Stiamo parlando di un’opera importante dalla quale guadagnerà tutto il Trentino e che affermerà Trento come città alpina".

 

Invece Andrea de Bertolini (Partito Democratico) si è espresso in linea con  Valduga: "Mi unisco nel sottolineare la non condivisione della proposta perché nella logica in cui è formulata rischia di generare uno stallo. Sono state riproposte delle questioni serie anche rispetto alla progettualità e per la verità alcune perplessità sono state un tema anche per me, ma io sono convinto, in termini prospettici, della strategicità dell’opera che concorrerà a qualificare questa città come città alpina".

 

Si tratta di un’opera che è stata oggetto di ampio dibattito in Consiglio comunale, ha osservato Eleonora Angeli (Lista Fugatti) che ha definito la funivia "fondamentale per la città di Trento. Un’opera nella quale credo da sempre, come credo che ci debba essere un tavolo allargato per approfondire e confrontarsi anche rispetto al percorso in atto: mi asterrò".

 

Infine Claudio Cia ha spiegato che di questa opera si parla almeno dal 2019 e "siamo tutti consapevoli di questo. La città di Trento attende da troppo tempo. E' giusto che prosegua l’iter verso la realizzazione. Le critiche ci sono sempre come nel caso delle piste del Bondone illuminate la sera, accolte al principio con scetticismo. Ascoltiamo pure tutti i suggerimenti e facciamo pure le modifiche che servono, ma andiamo avanti".

 

La proponente della mozione Coppola ha poi precisato 

 

Lucia Coppola ha precisato che, durante la discussione della mattina, i termini della mozione sono stati ridefiniti poiché la richiesta era riferita e strettamente legata alla Via. “Non vaghiamo nel nulla: siamo di fronte a un progetto molto avanzato. La Via si può fare proprio perché esiste la certezza del tracciato, non il contrario: non è vero che non si possa procedere perché il tracciato non è noto. Il progetto è molto avanzato. Il tema non sono le alleanze ma è strettamente legato alla valutazione di impatto ambientale. Se si cassa la premessa tutto va a perdere di significato".

 

Così nelle repliche l’assessore Roberto Failoni: “A Sardagna abbiamo fatto un incontro molto partecipato. Non è stato nascosto nulla e sono state date risposte precise. C’è la volontà chiara di realizzare prima la tratta Trento–Sardagna e poi la seconda tratta”. Rispondendo a Coppola, l'assessore ha ribadito che c’è "la massima condivisione con i dipartimenti interessati" e che "il confronto è aperto". Ha quindi lanciato la proposta di ritirare la mozione (qui è intervenuto il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini per spiegare che, da regolamento, non è possibile), manifestando l’impegno e la volontà di dialogare con progettisti e dirigenti. Quanto all’ipotesi di prolungamento su Candriai, ha sottolineato che “va valutata, ma servirebbero altri 10 milioni di euro per sette minuti in più”. E ha concluso: “E' un impianto interessante, che sono convinto non andrà in perdita".

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