Valdastico con uscita a Trento Sud, Bortolotti (Onda): "Il sindaco si opponga, sarebbe l'ennesimo sfregio alla città"
Prende forma la proposta del presidente della Provincia Maurizio Fugatti di portare avanti il progetto della Valdastico che prevede l'uscita all'Acquaviva, a sud del bypass ferroviario. La consigliera comunale Bortolotti (Onda): "Il sindaco Ianeselli si opponga: questo progetto avrebbe ricadute negative per il territorio"

TRENTO. Un botta e risposta politico che torna a mettere al centro del dibattito il progetto della nuova autostrada per il collegamento con il Veneto, l'A31 Valdastico.
Un progetto che prevedeva l'uscita a Rovereto, ma che ora va verso un cambio radicale proposto dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e poi rilanciato da una mozione presentata in consiglio provinciale da Stefania Segnana e Roberto Paccher (Lega): "Tra le varie uscite inizialmente proposte, quella a Trento Sud sembra essere l’opzione più idonea, dato che le minoranze con il loro ostruzionismo hanno bloccato ogni possibilità di eventuale altra valutazione, sia per la lunghezza minima dei tratti di viadotto, sia per l’esistenza già delle necessarie infrastrutture di collegamento e immissione del traffico dalla nuova arteria sull’asse dell’A22 (casello e svincolo Trento Sud)".
Una soluzione che però ha subito trovato le prime reazioni "locali", a partire dalla capogruppo di Onda in consiglio comunale di Trento Giulia Bortolotti: "Assistiamo alla solita politica fatta di annunci, necessaria a tenere alto l'umore di alcune categorie economiche e a spostare l'attenzione rispetto al fallimento delle politiche del governo provinciale. Dato il fallimento dell' ipotesi Rovereto, ci si ostina a proporre un'opera vecchia, insostenibile dal punto di vista economico e devastante da quello ambientale. Certo non può essere di nuovo la città di Trento a pagare per le velleità del presidente della Provincia".
"Una città - prosegue Bortolotti - che ha visto negli ultimi due anni un consumo di suolo inaudito di 20 ettari (senza contare quelli già persi prima, per la Music arena); una città che sta vivendo il disagio di un cantiere impattante come quello del bypass ferroviario, individuata come sede per un ipotetico inceneritore e ora pure la Valdastico. L'ipotesi è insostenibile: altri 30 ettari di suolo sarebbero consumati nella zona di Trento sud già satura. Oltre al danno che verrebbe causato al settore agricolo, pensiamo al carico ulteriore di traffico già calcolato sulla A22 e al conseguente peggioramento della qualità dell' aria, già critica. In epoca di cambiamento climatico si punta a realizzare un'opera pensata più di 50 anni fa che ci porta indietro a un modello di sviluppo decisamente superato".
"È necessario - conclude la consigliera - che il sindaco di Trento e la giunta prendano finalmente una posizione forte nei confronti della Provincia e intraprendano tutte le azioni necessarie a fermare l'ennesimo sfregio".












