Contenuto sponsorizzato
| 28 ott 2025 | 06:00

Consumo di suolo, quanto ci costi. Guarda: "Per il Veneto danno da 73 milioni, vale una manovra di bilancio". Italia Nostra: "Pessimi i dati trentini, altro che provincia verde"

La presidente di Italia Nostra Trento Manuela Baldracchi: "A parole si dicono tutti consapevoli della situazione ma nei fatti si prosegue come sempre, o meglio: peggio di sempre, stando ai dati rilevati. In provincia di Trento siamo sopra alla media nazionale per terreno libero consumato pro capite ogni anno". E in Veneto si alza il tono dello scontro politico verso le elezioni regionali: "Tra grandi opere (come la Pedemontana) e grandi eventi (come le Olimpiadi), si continua a consumare suolo a ritmi insostenibili nonostante le promesse della legge 'consumo di suolo zero' di Zaia"

TRENTO. Con l'arrivo del report sul consumo di suolo redatto da Ispra, arriva anche la conferma che nonostante gli impegni assunti dall'Italia e le continue richieste di inversione di tendenza che arrivano dal mondo scientifico, dalle associazioni ambientaliste e dalla cittadinanza, il Paese non riesce ad invertire la tendenza di un continuo e notevole sfruttamento del territorio

 

Nel concreto, i dati indicano come nel 2024 a livello nazionale siano stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati di terreno, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Si tratta del valore più alto dell’ultimo decennio, e anche a fronte di poco più di 5 chilometri quadrati "restituiti alla natura", il quadro resta sbilanciato e ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10 mila metri quadrati, come se dal mosaico del territorio venisse staccato un tassello dopo l’altro.

 

Le conseguenze di questo trend sono quantificate anche dal punto di vista economico: si stima in circa 100 mila euro per ogni ettaro (il raggio spazia tra gli 89 e i 109 mila euro per ettaro, per la precisione) il costo annuale legato alla perdita di servizi ecosistemici. Una perdita di "capitale naturale" che sui territori lascia in eredità ulteriori costi e criticità in termini di alluvioni, perdita di fertilità agricola, aumento delle temperature e spese per la gestione del rischio idrogeologico. 

 

TRENTINO: COMUNE E PROVINCIA INERMI

 

Dati che preoccupano anche dalle nostre parti: a lanciare un vero e proprio grido d'allarme sul tema è Manuela Baldracchi, presidente di Italia Nostra Trento: "In provincia da 366 metri quadrati pro capite consumati siamo saliti a 382, con 20.865 ettari perduti, riconfermandoci ancora una volta ad un livello superiore alla media nazionale, che si attesta sui 366 metri quadrati pro capite (364 nel 2022)".

 

L'associazione ambientalista nel corso degli ultimi anni ha più volte sollecitato interventi di contenimento del fenomeno espansionistico a discapito dei terreni liberi e della loro vocazione agricola o boschiva. "La conservazione del suolo - riprende Baldracchi - è argomento che interessa la collettività intera. Il suolo non è una superficie amorfa, leggibile solo nella sua dimensione bidimensionale di area sulla quale poter intervenire ma ha la fondamentale componente di tridimensionalità: nei suoi 30-40 centimetri di spessore è nata la primigenia vita sulla terra e proprio lì continua a svilupparsi la biodiversità e il sostentamento alimentare di tutti gli esseri viventi".

 

"Inoltre - prosegue - le aree naturali, con la loro vegetazione, concorrono al contenimento dei rischi idrogeologici, all’assorbimento e al deflusso delle acque piovane, assicurano adeguati habitat alla fauna e alla flora autoctone, l’ossigenazione dell’aria, l’ombreggiamento e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Senza una dimensione adeguata di suolo naturale è impossibile garantire il benessere e la continuità degli esseri viventi. È per tutti questi motivi che costituisce un dovere assoluto per tutti, e soprattutto per gli amministratori, rispettare gli indirizzi dell’Agenda 2030 e porre in atto azioni efficaci per l’azzeramento del consumo di suolo. Non c’è più altro tempo, non è più possibile posticipare interventi fattivi".

 

"Invece i nostri amministratori - sostiene Italia Nostra Trento - non sembrano preoccuparsi di ciò. A parole si dicono tutti consapevoli della situazione ma nei fatti si prosegue come sempre, o meglio: peggio di sempre, stando ai dati rilevati".

 

Le stoccate alla classe politica non risparmiano nessuno tra Comune del capoluogo e Provincia: "Tutti alle ultime elezioni comunali avevano nel programma elettorale la voce relativa alla salvaguardia ambientale, ma ora urge passare ai fatti mentre si assiste ad un immobilismo desolante. Ciò che è davvero necessario è una volontà precisa, un definito disegno programmatico per attivare, in tempo, modalità di gestione del territorio orientate alla salvaguardia del bene comune: a Trento il progetto prescelto per la nuova funivia del Monte Bondone con le sue tre stazioni richiederà un notevole sacrificio di suolo pregiato ed il suo pressoché totale azzeramento nel sobborgo di Sardagna (cosa che non sarebbe successa con il mantenimento dell’attuale tracciato), mentre la soluzione per l’Hub intermodale di trasporto pubblico all’ex Sit ha decretato "l’intombamento" totale dell’area (e non si parli di 'giardino urbano' per la 'copertura a verde' del solettone)".

 

"Per quanto riguarda invece la Provincia, abbiamo esempi ancora più eclatanti: la Music Arena con 27 ettari di terreno agricolo bruciati e le opere per le Olimpiadi invernali 2026 con quasi 14 ettari. Con che coraggio poi ci presentiamo come comune e come provincia 'verdi'?". 

 

VENETO "MAGLIA NERA". 

 

Per la verità non va molto meglio in territorio veneto, dove l'eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda ha commentato laconicamente gli ultimi dati Ispra: “Il nuovo rapporto conferma che il Veneto resta maglia nera per consumo di suolo: solo nell’ultimo anno abbiamo perso 730 ettari. Ciò equivale a circa 73 milioni di euro l’anno di servizi ecosistemici cancellati, un danno che viene pagato da tutti i veneti in termini di alluvioni, perdita di fertilità agricola, aumento delle temperature e spese per la gestione del rischio idrogeologico. Un costo economico e sanitario enorme per famiglie, imprese e comunità locali: Zaia, se ne parlasse, direbbe che il consumo di suolo 'cuba' il doppio dell'ultimo assestamento di bilancio approvato in consiglio regionale dalla sua maggioranza". 

 

“Ma c'è una novità positiva - prosegue Guarda -: con l’approvazione della 'Soil Monitoring Law', il Parlamento europeo ha finalmente istituito un quadro comune per monitorare la salute dei suoli. Ho sostenuto con forza questa direttiva, fondamentale per un territorio come il Veneto in cui, tra grandi opere (come la Pedemontana) e grandi eventi (come le Olimpiadi), si continua a consumare suolo a ritmi insostenibili nonostante le promesse della legge 'consumo di suolo zero' di Zaia, approvata più di sette anni fa. Non credo sia un caso se Stefani, il candidato del centrodestra, stia tacendo sul consumo di suolo in questa campagna elettorale”, aggiunge Guarda in ottica elezioni regionali. 

 

“La direttiva obbligherà gli Stati membri a misurare le sostanze inquinanti presenti nel suolo, come pesticidi e Pfas, e a censire i siti contaminati entro dieci anni. Non impone nuovi oneri agli agricoltori, anzi: al contrario, vincola i governi a sostenerli nel migliorare la resilienza dei terreni. È un primo passo, ma ora la sfida sarà garantire l’applicazione concreta delle misure a livello nazionale e regionale".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 25 aprile | 19:17
L'assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni è intervenuto alla mostra dei trofei di caccia dei Distretti Alta e Bassa [...]
Cronaca
| 26 aprile | 06:00
Siamo sempre più davanti purtroppo ad un diritto alla salute legato alla capacità di spesa delle famiglie  e in molti si [...]
Politica
| 25 aprile | 21:08
Da Milano a Roma, da Bologna a Perugia, una Festa della Liberazione ad alta tensione. Il presidente di +Europa e dei Radicali, Matteo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato