“L'ora più miserabile del Consiglio regionale”. Le minoranze denunciano: ”Colpo di mano per una nuova poltrona, Paccher come l'azzecca-garbugli”
I consiglieri regionali delle minoranze hanno denunciato questa mattina il 'colpo di mano' avvenuto nella serata di ieri in Consiglio. Demagri: "Ai trentini e agli altoatesini va detto che tutto quello che la maggioranza ha fatto in questi due giorni è di fatto legato alla necessità di trovare il posto ad una persona"

TRENTO. “Le due giornate di Consiglio regionale appena concluse hanno rappresentato un percorso nitido, serio e responsabile da parte di tutte le minoranze, a fronte invece del comportamento di una maggioranza piegata alla volontà della Giunta e davanti a un presidente, Paccher, che si è prestato a qualcosa che nella sua manifesta sgrammaticatura è stata di un cinismo spudorato”. Non usano mezzi termini gli esponenti delle minoranze in Consiglio regionale, in questo caso a parlare è Andrea De Bertolini (Pd), dopo quanto accaduto nella serata di ieri durante le ultime fasi della discussione sull'assestamento di bilancio. Le opposizioni, tanto la parte trentina quanto quella altoatesina, hanno infatti denunciato coralmente oggi un “colpo di mano” con il quale la maggioranza ha approvato un maxi-emendamento (da ben 318 pagine) nel quale tra le varie misure (compreso un discusso abbassamento del quorum di partecipazione al 40% per i Comuni sotto i 5mila abitanti nei quali si candida un solo sindaco o sindaca), si inserisce la possibilità anche per il vice-presidente della Regione (oltre che, ovviamente, per il presidente) di nominare il proprio capo di gabinetto. In altre parole, ha detto Paola Demagri (Casa Autonomia): “Ai trentini e agli altoatesini va detto che tutto quello che la maggioranza ha fatto in questi due giorni è di fatto legato alla necessità di trovare il posto ad una persona, cosa che poi è avvenuta quando le minoranze sono uscite dall'aula con un voto durato appena 5 minuti”. Sì perché al di là del merito delle proposte, è stato detto nell'incontro organizzato questa mattina dall'opposizione in Regione, è il metodo (uno stratagemma è stato detto) utilizzato in aula ad aver portato Lucia Coppola e i Verdi dell'Alto Adige a parlare addirittura della “più bassa e miserabile ora del Consiglio regionale”. Ma procediamo con ordine.
“Nel corso della giornata di ieri – ha ricapitolato De Bertolini – le minoranze erano state chiare e compatte, anche con la componente altoatesina, nel contrastare questo assestamento di bilancio per ragioni di merito e di metodo. Conteneva infatti alcune previsioni per noi irricevibili come la costituzione di due uffici di gabinetto, insieme ad altre norme eccentriche rispetto al tema dell'assestamento, come l'abbassamento del quorum per le elezioni comunali nei piccoli Comuni nei quali si presenta un'unica lista. Abbiamo quindi inteso fare ostruzionismo e l'esito è stato un colpo di mano sconcertante che si è consumato poco prima della mezzanotte. Il presidente del Consiglio regionale, Paccher, si è prestato ad un'operazione di un'arroganza rara, appiattendosi sulla volontà della maggioranza, ma è meglio dire della Giunta, di portare a casa questo risultato architettando un'operazione che ha di fatto impedito alle minoranze di esercitare democraticamente la possibilità di presentare dei sub-emendamenti al testo che, verso le 23 e 30, è saltato fuori dal cilindro”. Dal punto di vista tecnico, è l'accusa delle minoranze, il corposo documento è stato in pratica pubblicato direttamente sul sito istituzionale, dando formalmente il via alla discussione e bloccando la possibilità di presentare sub-emendamenti: “E' stata avallata – precisa De Bertolini – la pubblicazione sul sito istituzionale, bypassando quindi il canale ordinario, che passa attraverso la piattaforma che avrebbe consentito ad ogni consigliere di presentare i sub-emendamenti. Paccher così ha formalmente legittimato la validità della presentazione dell'emendamento, aprendo direttamente la discussione e troncando radicalmente la possibilità delle minoranze di declinare un'azione politica coerente con quello che è stato il percorso delle due giornate consiliari”.
È a quel punto che le minoranze, impossibilitate di fatto nel proseguire l'azione di ostruzionismo, sono uscite dall'aula: “Il presidente Paccher ieri – ha aggiunto Chiara Maule (Campobase) – ha fatto l'azzeccagarbugli di manzoniana memoria, disinteressandosi di essere il presidente di tutti e cedendo al fatto di essere presidente di una parte. A differenza poi di quanto ci è stato detto dal presidente Kompatscher, la volontà di trovare una mediazione da parte sua e della Giunta di fatto non c'è stata. Noi abbiamo cercato di portare, in due giorni di Consiglio regionale, temi e tematiche che ci stavano a cuore chiedendo alla Giunta e al Consiglio di intervenire, di farci sapere le loro opinioni. Nessuno ci ha risposto. Abbiamo detto che abbassare il quorum sulla partecipazione nei piccoli Comuni era una questione su cui discutere, perché dietro si nasconde la scelta da parte delle persone di non partecipare al voto. E la risposta da parte della maggioranza è stata quella di non intervenire”. Duro anche Filippo Degasperi (Onda): “In questi due giorni ho assistito al lavoro di una minoranza che voleva restituire dignità all'ente Regione, una dignità che questa maggioranza ed il presidente Paccher hanno calpestato in maniera inequivocabile. I nostri interventi sono stati nel merito e non abbiamo ricevuto nessun tipo di replica, evidentemente perché gli argomenti mancavano”.
Guardando al futuro però, aggiunge il consigliere, a pagare il prezzo di quanto accaduto è lo stesso ente: “Siamo intervenuti contestando argomenti che non avevano nulla a che fare con l'assestamento, sulla moltiplicazione delle poltrone, che portano ulteriore acqua al mulino di chi la Regione la vuole demolire. Abbiamo cercato di fare da argine ma purtroppo con una manovra che considero al di fuori del regolamento ci è stato impedito di arrivare alla conclusione della nostra operazione. Le 'mediazioni' di Kompatscher e Zanotelli erano di fatto delle prese in giro: l'unica ipotesi messa sul tavolo è stata di stralciare i due articoli per andare a ripresentarli a settembre, quando noi però ci saremmo dovuti impegnare a non fare ostruzionismo. E mentre noi discutevamo seriamente delle varie ipotesi per arrivare a un qualche accordo, dall'altra si lavorava evidentemente per la fregatura, che non riguarda tanto noi ma piuttosto i trentini e gli altoatesini. Ieri una parte della minoranza altoatesina, quella che lavora per demolire la Regione, se ne è andata e la maggioranza attuale ha fornito ulteriori argomenti. Chi poi in Consiglio regionale ad ogni occasione si alza a ricordare i fasti dell'Asar, ieri è rimasto in silenzio, avallando questo scempio fatto all'organo Regione. La maggioranza sta abusando delle istituzioni, utilizzandole per i loro affari e di fatto mettendole a rischio: immagino già quando arriverà una mozione per dissolvere la Regione quanti temi ulteriori i proponenti avranno dopo queste ultime due giornate”.
Riprendendo il punto della consigliera Demagri, Francesco Valduga (Campobase) sottolinea nuovamente come la discussione sull'assestamento di bilancio sia stata “del tutto legata a trovare quel posto, come testimoniano anche le pseudomediazioni avanzate dalla maggioranza, che ha subito messo sul piatto tutto quello che veniva richiesto dal Cal come qualcosa di meno importante, ed il metodo con il quale hanno impedito che continuassimo nel nostro ostruzionismo. Ci tengo a precisare che le minoranze non hanno potuto continuare: il colpo di mano con cui Paccher ha aperto la discussione su un emendamento che noi non sapevamo nemmeno fosse stato depositato ha impedito alle minoranze di continuare l'ostruzionismo tramite la presentazione di sub-emendamenti. È un passaggio tecnico. L'emendamento poi è stato firmato dal consigliere Fugatti, un fatto che avvalora ancora di più come bisognasse arrivare a quella posizione e come la Giunta regionale si sia adeguata, dal presidente Kompatscher alla vice-presidente Zanotelli”. Come anticipato, il maxi-emendamento arrivato sui banchi dell'opposizione contava ben 318 pagine: “Il che vuol dire – precisa Lucia Maestri (Pd) – che per noi sarebbe comunque stato impossibile analizzarlo tra il momento della presentazione e quello del voto. Ho però una domanda: la maggioranza ha letto quelle 318 pagine? Quale grado di consapevolezza hanno colleghi e colleghe della maggioranza di quanto scritto là dentro? Si sono prestati anche loro allo sfregio delle istituzioni”.
Quello di ieri, rincara però la dose Alessio Manica (Pd), non è un episodio isolato: “Arriva dopo anni nei quali in queste aule prevale la forza dei muscoli, dei numeri della maggioranza; sintomo ne è l'assenza di dibattito. Alla fine hanno usato questi stratagemmi. Fino ad oggi hanno utilizzato la Regione solo per sistemare persone, ed è una cosa drammatica. Questo era il primo atto politico di una legislatura regionale e all'interno non c'è nulla che dica cosa vogliono fare della Regione. L'unico tema era ricavare un capo di gabinetto”. Parla infine di “sfregio istituzionale” Roberto Stanchina (Campobase), che può dare il là “ad un pericoloso percorso verso una distruzione dell'ente Regione. Ieri non si è tenuto conto di nessuna regola per quanto riguarda il futuro di un ente molto importante, che comunque va a toccare un milione di persone residenti in Trentino Alto Adige e racchiude una serie di competenze legate soprattutto al vitale funzionamento dell'ente locale, che vive un momento di forte difficoltà, come testimoniato ieri da Cal e Consorzio Comuni. Le loro richieste non sono state prese in considerazione anzi, peggio, si è provato ad utilizzarle come merce di scambio per una mediazione che di fatto non è avvenuta”. In tutto questo, ribadiscono i consiglieri, lo stesso presidente della Regione, il governatore altoatesino Arno Kompatscher ha giocato un ruolo centrale. “E' stato il regista dell'operazione” per Degasperi, mentre Paolo Zanella (Pd) sottolinea come il presidente della Regione “spesso scarichi sui trentini la responsabilità di questa partita, ma anche lui è interessato direttamente: non si è opposto perché tra due anni e mezzo lui sarà vice-presidente e dovrebbe cedere la nomina del capo-gabinetto al presidente”.
I Verdi mettono ulteriormente l'accento sull'abbassamento del quorum: “La nostra risposta è no. Il fatto che serva sempre meno partecipazione è un segnale devastante. Bisognerebbe, piuttosto, facilitare la partecipazione invece di dichiarare fallimento”. Parlando del 'colpo di mano' denunciato dalle minoranze, aggiungono infine come “nel silenzio generale e con qualche sorrisetto malcelato, la Svp e il presidente Kompatscher hanno sostenuto questo gioco meschino. Si è discusso di democrazia e alla fine l'hanno completamente annullata nel proprio stesso organo. Ieri sera è stata la più bassa e miserabile ora del Consiglio regionale”.


















