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Trento
03 giugno | 17:11

Provincia, scontro fra Gerosa e Cia. La vicepresidenza spacca la maggioranza, tra accuse di regia romana e tensioni personali: brutto 'spettacolo' in consiglio provinciale

In consiglio provinciale il tema della vicepresidenza ha riaperto lo scontro all'interno della maggioranza dopo il breve intervento del governatore Fugatti. L'attacco di Cia a Gerosa: "Dopo aver cancellato il Festival della Famiglia, ora che ha perso la delega, Gerosa lo rilancia. Vorrebbe mescolarlo a un 'Festival dei Giovani'. E chiede pure all'assessore Achille Spinelli — che la delega ce l’ha — di collaborare. Naturalmente, sotto la sua regia. Confusione tanta. Coerenza zero. Inadeguatezza evidente”

TRENTO. Il tema della vicepresidenza e lo scontro tra Fratelli d'Italia e il governatore Maurizio Fugatti hanno innescato nuove tensioni in consiglio provinciale all'interno della maggioranza.  

 

La seduta si è aperta con la comunicazione del governatore sulla questione Gerosa e la nuova ripartizione delle competenze all’interno della Giunta. Fugatti ha affermato che il presidente ha, in base alla legge elettorale, la facoltà di delegare le competenze agli assessori quindi e implicito anche il potere di revoca. In poche parole sono state rispettate le competenze. 

 

Parole, queste, che non sono bastate alle opposizioni che hanno chiesto, come ha fatto il consigliere Francesco Valduga di capire quali sono le motivazioni di questa decisione. “Perché la vicepresidenza e lo sport sono passati da Gerosa a Spinelli, se ci sono ragioni legate alle Olimpiadi o quant’altro. “Perché se non ci sono queste motivazioni, significa che ci si limita a terzo mandato sì o terzo mandato no” ha spiegato l'esponente di Campobase. 

 

Filippo Degasperi (Onda) ha invece ringraziato il presidente perché con questa comunicazione ha confermato la scarsa considerazione che avrebbe per il Consiglio. “Un’informativa - ha  aggiunto - che è quasi una presa in giro e che mette in imbarazzo un po’ tutti”. Degasperi ha ricordato che “è stato Fugatti a portare al governo del Trentino i post – fascisti quindi avrebbe dovuto sapere che avrebbero condizionato l’autonomia alle corporazioni romane. Gente, ha concluso, che per venire in Trentino ha bisogno di Google – maps, ma che vuole insegnarci, lo si è visto con la sfilata di ministri al Festival dell’Economia, cosa dobbiamo fare”. 

 

Lo scambio più acceso, però, lo si è avuto tra l'assessora provinciale Francesca Gerosa e il consigliere Claudio Cia. Fra i due non scorre buon sangue e nelle scorse ore si è avvenuta l'ennesima conferma. 

 

Già domenica Cia sul proprio profilo Instagram aveva attaccato Gerosa sul Festival della Famiglia. L'assessora non ha più la competenza sulla Famiglia ma gli è rimasta quella sui Giovani. “Dopo aver cancellato il Festival della Famiglia, ora che ha perso la delega, Gerosa lo rilancia. Vorrebbe mescolarlo a un 'Festival dei Giovani'. E chiede pure all'assessore Achille Spinelli — che la delega ce l’ha — di collaborare. Naturalmente, sotto la sua regia. Confusione tanta. Coerenza zero. Inadeguatezza evidente” scrive Claudio Cia con tanto di vignetta.  

 

Nel corso del consiglio provinciale Francesca Gerosa ha affermato che nella risposta del presidente sul ritiro e sul cambio delle deleghe, “ci sono tanti non detti che dicono molto”. “La prima cosa che ho fatto - ha detto - è stata quella di chiedere dove e quando non avrei lavorato bene. E Fugatti ha assicurato che sul suo lavoro non c’era nulla da da dire”. Una riposta che l’ha rassicurata ampiamente e ha aggiunto che mai ha posto e porrà gli interessi personali a quelli dei trentini, per questo non si è dimessa. “Nonostante quella che è stata definita un’ umiliazione – ha continuato Gerosa - continuerò, bene o male lo giudicheranno i trentini, a lavorare con più determinazione di prima”. Rivolgendosi a Fugatti ha detto che “non è togliendo qualche delega che si può cambiare la visione del Trentino di un assessore”. 

 

Ad intervenire è stato anche il consigliere del Misto, Claudio Cia  che  ha detto di essere tra i pochi a conoscere i dietro le quinte della scelta della vicepresidente. “Non si è deciso a Trento, ma si è deciso a Roma” ha affermato. E proprio a Roma, davanti all’onorevole Donzelli, Cia ha ricordato di avere espresso le  sue perplessità sulla scelta che però non vennero prese in considerazione.  E da lì, secondo sempre Cia, sono iniziate le azioni per mettere in difficoltà Fugatti. 

 

Chiamata in causa l'assessora all' Istruzione ha ribattuto a Cia dicendo di “ricordare bene come sono andare le cose. Nel 2022 Cia chiedeva l’istituzione di una commissione contro Fugatti e  a Roma di stopparlo come candidato presidente perché non coinvolgeva la maggioranza”. E, ha aggiunto Francesca Gerosa, riferendosi sempre a Claudio Cia, “dovrebbe anche ricordare che la posizione del partito era nota e non che nessuno lo ha obbligato a far parte della lista nella quale ha voluto essere messo al primo posto”. Cia ha infine replicato affermando le affermazioni di Gerosa non sono vere.

 

Una frattura sempre più visibile che, al di là delle deleghe e delle dichiarazioni ufficiali, fotografa una maggioranza divisa tra le logiche di Palazzo e i malumori interni con continue accuse incrociate.

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