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Trento
25 settembre | 17:30

Bagarre in consiglio comunale. Onda: "L'assessora Baggia ha insultato la consigliera Bortolotti". La replica: "Ho sbottato, ma nessuna offesa verso di lei"

"Ho mosso critiche puntuali e precise durante il mio intervento ed appare evidente, come ha colto la consigliera Alessia Tarter, che l'assessora Baggia, evidentemente infastidita e non in grado di controbattere nel merito, si sia lasciata andare ad un insulto nei miei confronti" afferma la capogruppo di Onda. "Ho chiesto scusa per aver perso la pazienza, ma non accetto l'accusa che i tecnici del Servizio abbiano agito, insieme a me, con colpevole leggerezza o peggio mossi da non si sa quali recondite intenzioni. La politica del sospetto fatta di illazioni e non di contenuti non mi appartiene e purtroppo, come si è visto, mi fa saltare i nervi" replica l'assessora

TRENTO. Tutto sommato avrebbe dovuto essere una seduta del consiglio comunale tranquilla e, invece, all'interno dell'Aula di Palazzo Thun, si sono vissuti momenti di grande tensione. Con reciproche accuse di insulti. Non tanto per la sostanza della deroga (definita "importante" dalla stessa Giunta), poi approvata dal consiglio comunale di Trento, ma per i toni utilizzati nel corso della seduta.

 

In poche parole il consiglio doveva esprimersi riguardo la concessione di una deroga, dopo aver ottenuto il via libera provinciale, richiesta dai proprietari di un'azienda agricola situata a Montevaccino per la realizzazione - in buona sostanza - di una tettoia, che andrà a ricoprire il luogo di ristoro dei cavalli.

 

Trattasi di una deroga significativa agli strumenti urbanistici, che prevede la costruzione di una struttura di molto superiore a quanto sarebbe consentito dal Prg, ma ammessa dalla destinazione urbanistica dell'area. Dopo l'ok della Supercommissione provinciale, l'espletamento di tutti gli altri passaggi, la condivisione della Circoscrizione, che ha chiesto all'unanimità di approfittare dell'intervento per sistemare la strada di accesso, la "palla" è passata ovviamente al Consiglio comunale per il "via libera" definitivo.

 

L'assessora all'urbanistica e rigenerazione urbana Monica Baggia ha illustrato il progetto e i vari passaggi. Poi la discussione, con l'intervento, da remoto, della ex candidata sindaca, oggi consigliera comunale, di Onda, M5S e Rifondazione Comunista Giulia Bortolotti che ha definito una "scelta scellerata"  quella di concedere la deroga e ha attaccato senza troppi giri di parole la proposta, affermando che quella che è stata presentata è una versione "edulcorata", definita anche "la mezza messa" e che sono stati "omessi dettagli importanti", "allegando disegnini non aderenti al vero" e che la richiesta è stata trattata con "arbitrarietà". "Una deroga che è 20 volte la superficie consentita, sempre che volessimo considerarla legittima" ha aggiunto la consigliera Bortolotti.

 

Mentre ascoltava le parole dell'ex presidente della Circoscrizione Meano, l'assessora Baggia ha sbottato. Cosa abbia detto, a quel punto, è l'oggetto della discussione, che ha portato all'inasprimento dei toni.

 

La consigliera Alessia Tarter, anch'essa appartenente al gruppo di Onda, è intervenuta dicendosi "sconcertata" per quanto espresso dall'assessora che, a suo dire, parlando tra sé e sé, avrebbe dato della "stronza" alla consigliera Bortolotti, mentre questa stava parlando.

 

Immediatamente, una volta ripresa la parola, l'assessora ha ammesso di aver avuto un momento di "nervosismo", ma di non aver insultato assolutamente la consigliera, collegata da remoto in video conferenza, ma di aver definito, borbottando, in modo non lusinghiero le insinuazioni di Giulia Bortolotti. "Un commento improprio di cui mi dispiace ma non un'offesa diretta alla persona della consigliera" ha spiegato Monica Baggia.

 

Vicenda finita? Nemmeno per sogno.

 

"Al netto della deroga, che non esitiamo a definire una "porcata" - commenta Giulia Bortolotti - e che si sviluppa sul "filo del rasoio" della legittimità, ribadisco quanto ho affermato nel corso del mio intervento: ci è stata fornita una versione edulcorata del provvedimento, che è "enorme", perché stiamo parlando di una superficie quantificabile in metà campo da calcio, in un'area tra l'altro particolarmente rilevante da un punto di vista ambientale. Senza considerare che la concessione di tale deroga va a costituire un pericoloso precedente. Ho mosso critiche puntuali e precise durante il mio intervento ed appare evidente, come ha colto la consigliera Alessia Tarter, che l'assessora Baggia, evidentemente infastidita e non in grado di controbattere nel merito, si sia lasciata andare ad un insulto nei miei confronti. E nel mio intervento non ho fatto alcun riferimento ai tecnici. Mi sarei aspettata delle scuse che non ci sono state: l'assessora si è limitata a dire che il suo era un riferimento a quanto avevo detto in precedenza, arrampicandosi sui vetri, come si può vedere anche dal video della seduta. Ogni tanto, ad ammettere di aver commesso un errore, si fa più bella figura: si chiede scusa e la cosa finisce lì. Il sindaco Ianeselli non era nemmeno presente alla seduta e ha lasciato completamente la "patata bollente" a lei. E' stata una pagina decisamente triste".

 

Versione, questa, che l'assessora Baggia rifiuta decisamente. Anzi.

 

"La discussione è stata certamente accesa - spiega la titolare dell'assessorato all'urbanistica - e, come ho già detto in Aula, ho avuto un momento di nervosismo e ho sbottato, mormorando tra me e me un commento che a mente fredda non esito a definire  poco consono. Il mio riferimento era evidentemente a quanto affermava la consigliera Bortolotti e nessun insulto è stato proferito nei confronti della persona. Ho trovato estremamente offensive le sue parole, perché un conto è la critica, la richiesta di spiegazioni o quant'altro, un altro è l'insinuazione che l'operato della struttura, oltre che della sottoscritta, sia stato lacunoso e volutamente omissivo. Sono state utilizzate espressioni come arbitrarietà,  "versione edulcorata", "scorretta" è stato detto che abbiamo prodotto "disegnini" non veritieri e non planimetrie. Dietro a tutto questo c'è il lavoro di un anno e mezzo di professionisti seri e preparati, avvallato dai tecnici provinciali e io pretendo rispetto nei loro confronti e della struttura comunale. Ho chiesto scusa per aver perso la pazienza, ma non accetto l'accusa che i tecnici del Servizio abbiano agito, insieme a me, con colpevole leggerezza o peggio mossi da non si sa quali recondite intenzioni. La politica del sospetto fatta di illazioni e non di contenuti non mi appartiene e purtroppo, come si è visto, mi fa saltare i nervi".

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