Aumenti automatici delle indennità ai consiglieri regionali, avanti tutta: bocciato l'emendamento che puntava a bloccarli
Prosegue lo scontro politico sul tema dell’automatismo che collega le indennità dei consiglieri al contratto dei dipendenti regionali: in commissione è stato respinto l’emendamento presentato da Michela Calzà (Pd), sostenuto da Casa Autonomia. "Un teatrino poco edificante per la politica, che dovrebbe dare un segnale di attenzione in un periodo di incertezze economiche e sociali"

TRENTO. Sono giornate di tensione in Regione: il nuovo capitolo della saga sull'aumento automatico delle indennità per i consiglieri è andato in scena oggi, giovedì 13 novembre, quando in commissione consiliare regionale Michela Calzà (Pd del Trentino) ha presentato l’emendamento per bloccare quell'aumento, in questo momento legato a quello che si verifica col rinnovo del contratto dei dipendenti regionali. Con risultati poco incoraggianti.
"L’emendamento presentato dal Pd e firmato da Casa Autonomia è stato respinto", racconta in una nota stampa il Gruppo del Pd del Trentino. "La stessa sorte era toccata a luglio durante l’assestamento di bilancio con l’emendamento a prima firma di Paolo Zanella che aveva il medesimo obiettivo di bloccare l’automatismo, trovando anche lì il muro della maggioranza".
"Speravamo - proseguono - in una proposta della maggioranza, come aveva promesso il presidente Kompatscher, ma ad oggi l’unica proposta sul tavolo era la nostra che è stata bocciata. Ancora una volta. Stiamo assistendo a un teatrino poco edificante per la politica che ha il dovere di dare un segnale di attenzione soprattutto in un periodo di crisi e incertezze economiche e sociali che stiamo vivendo".












