"Puntare ora sul Trentingrana è tardi e si rischia di abbassare il valore della produzione", Casa Autonomia sulla crisi del latte
La settimana si è aperta con l'accordo tra Latte Trento e Concast. "Piccoli passi ma tardivi. E la Lega riprende le iniziative cancellate perché le aveva realizzate il centrosinistra?"

TRENTO. Il rischio di un crollo del valore del Trentingrana e una promozione che potrebbe tornare a ricalcare le iniziative provinciali ante-governo di centrodestra in piazza Dante. I sostegni a Latte Trento sono opportuni ma non bisogna dimenticare altre realtà importanti per il territorio (un nome è quello di Monti Trentini) e quelle più piccole. A intervenire è Casa Autonomia.
La settimana si è aperta con la pace tra Concast e Latte Trento, un accordo che coinvolge la Provincia e la Federcoop in qualità di garanti, e che scongiura l'uscita dal Consorzio di un partner strategico (Qui articolo).
"Piccoli passi positivi in risposta a una grande crisi. Possiamo parzialmente complimentarci per questo accordo, ma ci sono almeno due motivi per nutrire delle perplessità: un estremo ritardo di intervento rispetto a una crisi di settore che ormai è strutturale", dicono Paola Demagri e Michele Dallapiccola, rispettivamente consigliera provinciale e segretario politico di Casa Autonomia. "Inoltre il contenuto di questi accordi non è altro che il ripristino di interventi di legislature passate che già nel 2019 la Lega aveva deciso di togliere all'insegna del cambiamento rispetto ai predecessori, iniziative mai poi riattivate".
Alcuni esempi? "Pensiamo per esempio al finanziamento dell'impianto biomassa chiesto per anni da Latte Trento o ricordiamo il grande impegno promozionale come 'La montagna di latte' o le 'Feste del latte' che la Trentino Marketing gestiva su indicazione delle giunte precedenti a questa leghista. Che invece, come già detto, fin dal suo insediamento aveva velocemente abbandonato di promuovere".
Tra i punti c'è l’impegno di Latte Trento a mantenere la propria partecipazione nel sistema consortile, revocando le procedure di uscita e garantendo un forte incremento nella produzione di forme di Trentingrana, elemento centrale per la valorizzazione delle produzioni tipiche. Parallelamente, viene definito un quadro di regole condivise in materia di determinazione del prezzo, ripartizione dei costi, canali di vendita e governance.
Per Casa Autonomia c'è un "ma". "La produzione di Trentingrana è stata individuata come una soluzione di rifugio, tuttavia gli economisti di settore paventano forti preoccupazioni sulla tenuta futura del valore del prodotto", aggiungono Demagri e Dallapiccola. "Sarà forse perché quello trentino è una sotto-dop del grana Padano, formaggio sicuramente nelle grazie di una Giunta che ogni anno va in gita a Pontida e che già si è mosso da mesi in questa direzione? Una promozione e una diversificazione dedicata ai sei milioni di turisti che ogni anno vengono in Trentino avrebbe potuto preservare il comparto in parte da questa crisi".
Bene l'accordo ma i problemi che attraversano il sistema latte sono più profondi. E le soluzioni devono essere condivise tra tutti gli attori del territorio. "C'è anche un player che lavora un terzo dei 150 milioni di litri che viene raccolto da un'azienda della Valsugana. Un operatore privato che però raggruppa molti allevatori importanti del territorio. C'è anche una produzione di nicchia che, nonostante una legge che li dovrebbe tutelare, vengono praticamente dimenticati dalla Provincia".
La richiesta di Casa Autonomia, attraverso una mozione, è di predisporre un piano di promozione del sistema generale e non soltanto declinato per sostenere i consorzi cooperativi. "Forse le elezioni nazionali sempre più vicine indurranno la Lega a prestare attenzione in quel collegio elettorale caricato di tante promesse ma pochi risultati", concludono Demagri e Dallapiccola.












