Dopo le polemiche e la crisi di rapporti, pace fatta tra Concast e Latte Trento: "Uniamo le forze per il futuro della cooperazione lattiero-casearia"
Trovato l’accordo per superare la richiesta di Latte Trento di uscire dal Concast. E' un momento complesso per il settore e il Protocollo d'intesa punta a garantire stabilità economica alla filiera e valorizzare le produzioni cooperative. Firmano anche Federcoop e Provincia nel ruolo di osservatori–garanti

TRENTO. Pace fatta tra Concast e Latte Trento, il Consorzio dei caseifici del Trentino e la società cooperativa cercano di mettere alle spalle le tensioni e di ripartire nella collaborazione per rafforzare l’unità della filiera lattiero-casearia trentina, sostenere il reddito degli allevatori e consolidare la capacità competitiva del sistema. Questi in sintesi gli obiettivi del Protocollo di intesa firmato con la partecipazione della Federazione trentina della cooperazione e della Provincia di Trento in qualità di osservatori–garanti.
“Ritroviamo l'unità per il bene della cooperazione e, soprattutto, dei nostri soci allevatori. Abbiamo davanti momenti difficili e sappiamo che stare insieme a volte è faticoso, ma solo con impegno e solidarietà possiamo costruire un futuro che ci rappresenti tutti", dice Stefano Albasini, presidente di Concast, mentre Renato Costa, presidente di Latte Trento, aggiunge: "In questi ultimi due anni, grazie anche alla collaborazione della Federazione e della Provincia, siamo stati ascoltati e questo protocollo affronta e regola le questioni che ci stavano maggiormente a cuore".
Dopo un lungo periodo di contrasti e di visioni divergenti, l'anno scorso si è consumata una frattura importante nei rapporti tra Concast e Latte Trento, tanto che quest'ultima si era chiamata fuori dal Consorzio che da decenni riunisce le latterie trentine e sostanzialmente aveva seguito le orme dei caseifici di Rumo e Fondo (Qui articolo).
Una decisione quella di Latte Trento pesantissima che avrebbe minacciato le fondamenta stesse del sistema cooperativo in balia di forti divisioni interne (Qui articolo). Nonostante il via libera dei vertici sulla scelta di abbandonare Concast, la clausola prevede un paio di anni per permettere alle parti in causa di organizzarsi e in questo contesto complesso si sono messe all'opera le diplomazie, Provincia e Federcoop si sono inseriti per scongiurare l'addio.
In questo scenario di crisi la Provincia era infatti corsa ai ripari con la nomina di Franco Paoli (ex manager di Melinda con un curriculum di successi nel risanamento cooperativo) nel ruolo di “affiancatore” per guidare il Concast fuori dalle difficoltà e con l'obiettivo di ricostruire la fiducia tra i soci e definire un piano strategico per salvare quello che è un autentico pilastro dell’economia e della comunità trentina (Qui articolo).
Si è arrivati quindi a un accordo anche per intervenire in un contesto di mercato complesso, caratterizzato da una progressiva riduzione dei prezzi del latte alla stalla e da forti pressioni lungo l’intera filiera (Qui articolo). Dinamiche che mettono a rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole, in particolare nei territori montani, dove l’attività zootecnica svolge una funzione essenziale anche sotto il profilo ambientale e sociale.
“L’intesa raggiunta tra Concast e Latte Trento rappresenta un segnale importante di responsabilità e visione per il futuro della nostra filiera lattiero-casearia", commenta Maurizio Fugatti, presidente della Provincia. "In un contesto di mercato complesso, caratterizzato dall’incertezza internazionale, la capacità di fare sistema diventa decisiva per garantire stabilità e prospettive agli allevatori. Credo che in un territorio di montagna come il nostro l’allevamento sia un presidio fondamentale per la tutela del paesaggio, la salvaguardia dell’ambiente e la coesione delle comunità locali. Sostenere questo settore significa non solo difendere un modello di sviluppo sostenibile, ma anche creare opportunità per i giovani. Guardiamo quindi con favore a questo accordo, che rafforza la cooperazione e contribuisce a costruire un futuro più solido per l’intero comparto".
Il Protocollo consente di superare la richiesta di uscita dal Consorzio avanzata da Latte Trento, con la definizione di un percorso condiviso di durata triennale – dal 1 luglio 2026 al 30 giugno 2029 – finalizzato alla ricostruzione di un rapporto stabile, trasparente e orientato al lungo periodo.
"L’intesa raggiunta dimostra che, anche in un contesto difficile e complesso, è possibile costruire soluzioni condivise nell’interesse del sistema cooperativo e del territorio. Assume un valore particolare il fatto di firmarla nella casa della Cooperazione, al termine di mesi difficili ma caratterizzati da un impegno costante nella ricerca di un punto di sintesi. Un risultato importante per dare stabilità e prospettive alla filiera lattiero-casearia trentina, raggiunto soprattutto grazie all’intervento della Provincia, sempre al fianco del sistema cooperativo anche nei momenti di difficoltà", conclude Roberto Simoni, presidente della Federcoop.
Tra i punti qualificanti dell’intesa c'è l’impegno di Latte Trento a mantenere la propria partecipazione nel sistema consortile, revocando le procedure di uscita e garantendo un forte incremento nella produzione di forme di Trentingrana, elemento centrale per la valorizzazione delle produzioni tipiche. Parallelamente, viene definito un quadro di regole condivise in materia di determinazione del prezzo, ripartizione dei costi, canali di vendita e governance.
Particolare rilevanza assume il rafforzamento di sinergie comuni nelle attività di commercializzazione, utili a ottimizzare i costi e a preservare il valore del prodotto. L’accordo introduce inoltre meccanismi di trasparenza e partecipazione, prevedendo la programmazione di momenti strutturati di confronto.
Il Protocollo riconosce inoltre il ruolo strategico dell’allevamento trentino quale presidio del territorio, elemento chiave per la tutela del paesaggio alpino, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la vitalità economica e sociale delle aree rurali. In questo contesto, viene valorizzato anche il modello produttivo “a secco”, tipico delle zone montane, quale fattore distintivo di qualità e sostenibilità.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di rafforzamento della filiera, sostenuta anche da strumenti mutualistici e interventi finanziari dedicati, con l’obiettivo di accompagnare le imprese cooperative in una fase di forte trasformazione dei mercati.















