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Trento
15 maggio | 06:00

Concast tra liti e divisioni, Latte Trento verso l'addio: "Gestione fallimentare, serviva un commissariamento". Dalla Provincia arriva un "affiancatore" per ritrovare unità

Bilancio "positivo" approvato in un'assemblea tesissima, la prima dopo l'annuncio di Latte Trento e di altri due caseifici di voler uscire dal Concast nel 2026. Per ritrovare unità di intenti la Provincia mette in campo un "affiancatore", l'ex Melinda Franco Paoli, ma Latte Trento non è convinta: "Vogliamo le dimissioni del presidente Albasini, la sua gestione è stata fallimentare, è sotto gli occhi di tutti"

di MOb

TRENTO. Un'assemblea "rovente" con l'approvazione del bilancio ma in un contesto di tensione e litigi annunciati; un affiancamento cucito su misura dalla Provincia per tirare il consorzio fuori dai guai e guardare al futuro con maggiore ottimismo; e tante nuvole nere all’orizzonte tra promesse di pesanti uscite di scena e le spine delle polemiche sul formaggio a latte crudo.

 

È bufera nel Trentingrana Concast, il consorzio che da decenni riunisce le latterie trentine: per quanto potrà continuare ancora a farlo, non è del tutto chiaro.

 

L’uscita di scena di Latte Trento, prevista per il 2026 assieme ai caseifici di Rumo e Fondo, minaccia le fondamenta stesse del sistema cooperativo, che ora si trova a fare i conti con laceranti divisioni interne: il paradosso è che tutto questo avviene dopo un bilancio 2024 definito "positivo".

 

In questo scenario di crisi passata, presente e futura, la Provincia è corsa ai ripari nominando Franco Paoli (ex manager di Melinda con un curriculum di successi nel risanamento cooperativo) nel ruolo di “affiancatore” per guidare il Concast fuori dalle difficoltà. Il suo obiettivo sarà quello di ricostruire la fiducia tra i soci (auspicabilmente a partire proprio da Latte Trento?) e definire un piano strategico per salvare quello che è un autentico pilastro dell’economia e della comunità trentina.

 

I Caseifici Associati sono ad oggi 14 e rappresentano il riferimento per oltre 600 aziende agricole che, nel 2024, hanno conferito circa 118 mila tonnellate di lattedato in aumento del 2% rispetto all’anno precedente – ossia il 75% circa del latte prodotto complessivamente in Provincia di Trento.

 

ASSEMBLEA E ALBASINI

 

Immaginate un’assemblea talmente litigiosa da far dire all’assessora Giulia Zanotelli, presente in sala: “Sono in imbarazzo”.  

 

Ecco, questo è stato l’apice dell’assemblea dello scorso 7 maggio in cui il caseificio Latte Trento ha chiesto le dimissioni del presidente di Concast Stefano Albasini e in cui, in definitiva, si è sentito di tutto e di più.

 

Scintille che il presidente Albasini ha preso con filosofia, forte di un bilancio 2024 tutto sommato, come detto, positivo che ha ratificato come il valore della produzione registrato nel 2024 da Trentingrana Concast sia stato di oltre 65 milioni di euro (anche questo in aumento del 3,4% circa rispetto al 2023).

 

“In questo contesto di rilancio – ha detto il presidente di Concast Stefano Albasini -, tengo a precisare che la fiducia del consiglio è ampia, con 10 consiglieri su 14 che hanno confermato il loro sostegno nei miei confronti. Per questo motivo, e per la volontà di proseguire sulla strada del miglioramento, non ho mai ritenuto necessario rassegnare le mie dimissioni. Da questa posizione di fiducia e con la consapevolezza di voler sanare i dissidi, proseguiamo nell’intenzione di guardare avanti per il bene del Consorzio, con l’obiettivo di migliorare, anche sulla base degli ottimi numeri registrati nel 2024”.

 

LA MISSIONE DELL’AFFIANCATORE

 

Su proposta dell’assessore Mario Tonina, la Provincia ha nominato Franco Paoli come affiancatore del consorzio, ruolo che ricoprirà per i prossimi 12 mesi: si tratta di una figura prevista dalla normativa provinciale per supportare le cooperative in crisi senza limitarne gli organi sociali, in questo caso parte di un percorso avviato su richiesta dello stesso Cda di Concast.

 

A Paoli andrà il (non semplice) compito di definire un nuovo piano strategico e rafforzare la governance. “Con la nomina di Franco Paoli – ha commentato il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni – si apre una fase operativa che punta a rimettere in moto il potenziale del Consorzio, offrendo strumenti concreti e competenze per consolidarne il ruolo nel sistema cooperativo trentino. È un’azione condivisa, nata da una richiesta interna e finalizzata a ricostruire coesione e fiducia. La speranza è quella di recuperare le divisioni, puntando ad un percorso concertato ed unitario”.

 

LA POSIZIONE DI LATTE TRENTO

 

"Altro che affiancatore, avremmo preferito un commissario". A dirlo a il Dolomiti è Sergio Paoli, direttore di Latte Trento

 

Che non era fisicamente presente all'assemblea ma che ha le idee chiarissime sullo stato dell'arte del Concast e del mondo caseario trentino: "Viene presentato il bilancio 2024 come se fosse un grande successo, ma la redditività 'migliore di sempre' a confronto con altri competitor come Grana Padano o Parmigiano Reggiano i dati non reggono. Ormai da anni noi di Latte Trento contestiamo la bassa remunerazione e il dilungarsi dei tempi del pagamento, ormai arrivati a 3 anni. Insomma, troppo poco e troppo tardi. Inutile stupirsi del calo di produzione che arriverà: non si produce perché non conviene".

 

Latte Trento ha chiesto a gran voce le dimissioni di Albasini e un cambio al vertice del Concast: "La sua gestione è stata fallimentare, è sotto gli occhi di tutti. Lo abbiamo chiesto in tutte le salse, perfino chi ha votato a favore del bilancio con il suo intervento si è mostrato a sfavore del presidente. Che però finge di non vedere e va avanti per la sua strada. Devo dire è incoraggiante il fatto che ci sia stata una presa di posizione della Provincia con la nomina di questo affiancatore che non conosco personalmente ma che spero possa portare nuove energie e nuove idee. Altro che affiancatore, avremmo preferito un commissario". 

 

"Ci sono tantissime cose da fare - conclude Sergio Paoli -; noi abbiamo messo nero su bianco un piano per cambiare le cose, il futuro dipende da quello che si semina. Per questo serve un piano industriale e una visione chiara per intervenire sulle cose che possono davvero far cambiare marcia al consorzio. Vedremo se Franco Paoli avrà spirito imprenditoriale e voglia di fare. Se Latte Trento può tornare sui suoi passi rispetto alla decisione di uscire dal Concast? Io sono un dirigente, non posso parlare a nome del Cda: ma parliamo di persone ragionevoli e di buonsenso, abituate a lavorare per 'risolvere' e non per 'rompere'. Ripeto, vedremo quale sarà il percorso intrapreso". 

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