Auronzo, salta il Consiglio: la replica della maggioranza. “Consiglieri assenti per motivi personali. Abbandonare l’aula è ennesimo svilimento dell’assemblea pubblica”
Dopo le osservazioni diffuse dal gruppo di minoranza in merito allo stop al Consiglio comunale di lunedì 28 luglio per mancanza del numero legale, arriva la replica della maggioranza. L’amministrazione definisce infatti la scelta di abbandonare l’aula e le critiche all’architetta Balzan come “sventurati espedienti che danneggiano il paese e gli imprenditori locali che, da tempo, attendono di concretizzare i loro progetti nell’area ex Monti”

AURONZO DI CADORE. Dopo le osservazioni diffuse dal gruppo di minoranza Insieme per Auronzo in merito allo stop al Consiglio comunale di lunedì 28 luglio per mancanza del numero legale dei presenti, arriva la replica della maggioranza di Auronzo per il futuro: “Di fronte a questo ennesimo svilimento dell’assemblea pubblica più rappresentativa del nostro comune, sorge il dubbio che l’unico intento sia di alzare della polvere per distrarre il cittadino da quello che, in realtà, sta già avvenendo: la risoluzione di un contenzioso generato dalla precedente amministrazione e la volontà che non venga rivelata l’illegittimità dell’ormai famosa delibera del 22 aprile 2022”.
Durante la seduta, infatti, la minoranza aveva lasciato l’aula in segno di protesta per la decisione del sindaco di non respingere il punto all’ordine del giorno relativo alla riqualificazione dell’ex area Monti. La consigliera Tatiana Pais Becher aveva trasmesso un documento in cui spiegava la loro posizione (qui l’articolo). Documento che la maggioranza definisce “infarcito di norme, articoli e commi, chiaramente autoprodotto, rivelatosi corretto nella forma ma non pertinente con la delibera proposta e decisamente fantasioso”.
Secondo Auronzo per il futuro, infatti, la richiesta di ritirare il secondo punto all’ordine del giorno non aveva alcun senso dato che si sarebbe votato uno dei numerosi passaggi tecnici necessari per poter definire e portare a compimento la pratica sull’area di Ferieve (ex area Monti). Inoltre, la minoranza contestava anche la scelta di avvalersi di un tecnico, l’architetta Silvia Balzan, “probabilmente - presuppone l’amministrazione - giudicata non idonea”.
I dubbi riguardano però soprattutto la decisione di andarsene: “Ciò che non comprendiamo - prosegue Auronzo per il futuro - è come mai, a fronte di una domanda così accorata, non siano seguiti l’ascolto e l’attesa di una risposta ma si sia scelto di abbandonare la sala, bloccando il Consiglio. Il numero dei consiglieri di maggioranza era infatti parziale per motivi personali, tanto da non poter proseguire il Consiglio quando la minoranza ha frettolosamente abbandonato l’aula, come già avvenuto per abitudine consolidata, in diverse altre occasioni”.
Perciò si affidano alle parole dell’avvocato Bressan, intervenuto in aula per esporre la delibera. “Sono dispiaciuto di questa scelta. Ovviamente io non sono un politico, ma un tecnico, ma credo ci sia un po’ di confusione perciò è bene chiarire. Sono assolutamente concorde con le pronunce che sono state citate dalla consigliera Pais Becher, ma vanno correttamente contestualizzate: stiamo parlando esclusivamente delle norme del nostro comune e non travalichiamo nel modo più assoluto le competenze che sono proprie di un consiglio comunale”. In merito alla scelta di Balzan, invece, l’avvocato puntualizza: “È stato affidato dal Comune un incarico all’architetta che non è una persona qualunque. È stata infatti per tanti anni benemerita responsabile dell’ufficio edilizio del Comune di Cortina nonché di quello di diversi comuni nella Marca trevigiana. Attualmente è invece responsabile dell’ufficio edilizia di Agordo, altro comune non piccolo per l’edilizia visto che ha avuto il primo piano regolatore d’Italia e che, in secondo luogo, ha qualcosa come Luxottica in mezzo. Infine, al di là di questo, tra i miei colleghi, anche professori universitari, è universalmente ritenuta una delle figure professionali più valide che abbiamo in provincia di Belluno. Ritengo quindi francamente che non si possa mettere in discussione la sua professionalità”.
Chiarite le posizioni nel merito, il gruppo chiude con una constatazione. “Il dispiacere più grande - afferma Auronzo per il futuro - è che questi sventurati espedienti vadano a danneggiare unicamente il paese e quegli imprenditori locali che, da tempo, attendono di concretizzare il loro sogno e i loro progetti proprio in quell’area. E che si sia persa, di nuovo, l’occasione di lavorare assieme per il bene del nostro paese e di chi lo abita”.












