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In consiglio comunale ad Avio è ormai bagarre: prima la minoranza non si presenta, poi la maggioranza fa saltare una seduta. E' scontro totale

Lunedì 30 aprile la minoranza aveva annunciato la propria assenza e non si era presentata alla seduta alla quale aveva partecipato anche il presidente della Provincia Fugatti, mentre giovedì 9 maggio, a sorpresa, è stata l'intera maggioranza a non presentarsi. Adesso la richiesta di una nuova convocazione da parte dell'opposizione. Cosa accadrà?

Di D.L. - 15 maggio 2024 - 14:05

AVIO. Volano gli stracci in consiglio comunale ad Avio tra maggioranza e minoranza e parlare di "bagarre" è tutt'altro che inappropriato.

 

Anzi, per meglio dire, volano a mezzo stampa, a suon di comunicati e di dichiarazioni perché, da diverse settimane a questa parte, a mancare è proprio il confronto - anche aspro - all'interno della sala del consiglio.

 

Che i rapporti tra maggioranza e minoranza non siano mai stati troppo distesi non è una novità, ma adesso il rischio è quello di essere arrivati ad un punto di non ritorno. Lo scontro è ormai totale.

 

Il primo capitolo di quella che sta diventando a tutti gli effetti una "saga" è datato martedì 30 aprile: il consiglio comunale è convocato e alla seduta è annunciata la partecipazione anche del presidente della Provincia Maurizio Fugatti che, assieme ad alcuni tecnici e funzionari provinciali, illustrerà il progetto - importantissimo sia per la comunità aviense che per l'intera Vallagarina - riguardante il ponte di collegamento tra la Destra e la Sinistra Adige.

 

La minoranza non ci sta, ritendendo la convocazione "illegittima nella forma e inopportuna nel merito per la scelta del luogo e della data". E, allora, cinque consiglieri d'opposizione comunicano anticipatamente che non si presenteranno e così fanno: il sesto esponente di minoranza non partecipa, pur non sottoscrivendo il documento, e anche due esponenti di maggioranza risultano assenti.

 

Risultato? Al consiglio, alla presenza del presidente Fugatti, partecipano solamente 10 consiglieri su 18 con le delibere approvate che passano per il rotto della cuffia (e, secondo la minoranza, avrebbero potuto essere impugnate, ma questo non è stato fatto) e, certamente, la figura fatta di fronte al Governatore provinciale non è delle migliori.

 

Al termine della seduta il capogruppo leghista Salvetti aveva preso la parola, sottolineando che nel corso del successivo consiglio "potremo alzarci e abbandonare e l'aula ma come gruppo non lo faremo, perché abbiamo rispetto nei confronti dei consiglieri di minoranza, cosa che non hanno avuto loro nei nostri confronti e di chi li ha votati".

 

Dunque la "bagarre" è finita qui e nel successivo consiglio è arrivato l'auspicato confronto? Nemmeno per sogno, perché 9 giorni dopo, esattamente giovedì 9 maggio, dopo la riunione dei capigruppo nella giornata di giovedì 2 maggio, durante la quale era stato stilato l'ordine del giorno, il consiglio comunale programmato non è nemmeno andato in scena.

 

In aula si sono presentati questa volta solamente i consiglieri di minoranza e, dopo aver atteso mezz'ora, come previsto dal regolamento, la seduta è stata dichiarata chiusa per mancanza del numero legale di presenti. La spiegazione della maggioranza? In una nota che, scientemente, è stata fatta pervenire esclusivamente ad alcuni organi di stampa, evitando accuratamente d'inviarla a tutti.

 

Nel documento si legge che la decisione è "motivata dalla difficoltà incontrata nel promuovere un dialogo costruttivo su questioni anche di ordinaria amministrazione e per respingere l'ingiustificata accusa rivolta a noi. Ossia quella relativa ad un contributo illegittimo dell'organizzazione dell'ultimo consiglio comunale. La minoranza ha formalmente richiesto la convocazione di un nuovo consiglio comunale per discutere gli argomenti che non sono stati trattati a causa della loro assenza. Una richiesta paradossale: inizialmente assenti, ora chiedono la convocazione di un nuovo consiglio senza considerare che ogni seduta comporta un onere finanziario per le casse comunali attorno agli 800 euro. L'atteggiamento di supponenza è incompatibile con i principi istituzionali di collaborazione tra forze politiche che, pur differenziandosi per opinioni, dovrebbero perseguire gli stessi obiettivi".

 

La successiva replica della minoranza è altrettanto dura con il gruppo d'opposizione che sottolinea come, durante la riunione dei capigruppo, nessuno aveva ventilato l'ipotesi di un'assenza della maggioranza il 9 maggio e che tale assenza non è stata comunicata preventivamente.

 

Una sorta di "pan per focaccia" che, nelle istituzioni non dovrebbe esistere e, parafrasando Giulio Andreotti, verrebbe da dire che "a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina", perché il pensiero comune all'interno della comunità aviense (anche tra i sostenitori) è che quella operata dalla maggioranza non sia nulla di più di una "ripicca".

 

Adesso cosa accadrà? L'opposizione ha chiesto subito la convocazione di un nuovo consiglio comunale con documento sottoscritto il 12 maggio dai consiglieri Pilati, Fracchetti, Creazzi e Zampedri e dalla consigliera Cavazzani "per discutere le interrogazioni e mozioni già depositate e che verranno depositate nei prossimi giorni", ai sensi dell'articolo 27 del Regolamento che prevede che "il Presidente del Consiglio è tenuto a convocare il Consiglio comunale entro quindici giorni, fissandone la relativa seduta entro un termine non superiore a venti giorni, quando lo richieda almeno un quinto dei consiglieri, inserendo ai primi punti dell’ordine del giorno gli argomenti dagli stessi richiesti".

 

Il consiglio comunale verrà convocato? Se sì, tutti i consiglieri si presenteranno e il dibattito, anziché sui media tornerà ad essere - finalmente - all'interno dell'aula consiliare, come dovrebbe sempre avvenire?

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