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Trento
10 ottobre | 09:28

Lavori pubblici, scontro in aula sulla soglia di 5 milioni: “Così si riduce il ruolo del consiglio”, accusano le minoranze. Il Comune: “Nessun aut aut"

La proposta dell’Amministrazione di innalzare da 3 a 5 milioni di euro la soglia oltre la quale i documenti preliminari dei lavori pubblici devono passare dall’aula (recependo la nuova normativa e la variazione dei costi delle materie prime) non piace alle minoranze. La risposta del Comune: "Nessuno steccato, nessun 'prendere o lasciare' sulla proposta di modifica"

TRENTO. Seduta ad alta tensione mercoledì sera in Consiglio comunale a Trento, dove le consigliere e i consiglieri di minoranza hanno alzato la voce contro la proposta dell’Amministrazione di innalzare da 3 a 5 milioni di euro la soglia oltre la quale i documenti preliminari dei lavori pubblici devono passare dall’aula per l’approvazione.

 

Dal 2004 al 2014 era previsto l'obbligo per i comuni del passaggio in Consiglio comunale delle opere di almeno 5 milioni di euro. Successivamente, a partire dal 2014, era stato deciso di abbassare questa soglia a 3 milioni di euro. A seguito però delle modifiche al codice degli appalti statale, recepito nel 2023 dalla Provincia, ci sono stati importanti cambiamenti, in particolare ai livelli di progettazione di un'opera. 

 

"La proposta di innalzamento consente ragionevolmente di tenere conto sia degli aumenti del passato che della mutata rilevanza degli importi nel contesto economico attuale, con una sensibile contrazione del potere di acquisto, verosimilmente destinata in prospettiva a
lievitare ulteriormente. La proposta di modifica dello statuto non nasce dunque dalla volontà di comprimere gli spazi di democrazia, quanto piuttosto dall’esigenza di adeguare il dettato dello statuto sia al costo crescente delle opere pubbliche sia al nuovo Codice degli appalti, che cambia l’iter di inserimento delle opere negli strumenti di programmazione" spiega il Comune in una nota. 

 

In particolare, continua,  il documento cardine per la funzione di indirizzo politico è rappresentato dal documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), necessario per i lavori di importo pari o superiore alla soglia europea (ad oggi 5.538.000) che individua e analizza le possibili soluzioni progettuali che possono riguardare ad esempio le alternative di tracciato per le infrastrutture lineari o, per le opere puntuali, l'alternativa tra la realizzazione di una nuova costruzione o il recupero di un edificio esistente, il riutilizzo di aree dismesse o urbanizzate o degradate, limitando ulteriore consumo di suolo. O ancora il Docfap può pure analizzare le soluzioni tecniche, economiche e finanziarie, anche in relazione agli aspetti manutentivi dell'opera da realizzare. La soglia dei 5 milioni pertanto allinea le competenze del consiglio comunale alla previsione normativa di inserimento nei documenti di programmazione di questo specifico documento.

 

"Nessuno steccato, nessun 'prendere o lasciare' sulla proposta di modifica dello statuto comunale che alza da 3 a 5 milioni la soglia dell’importo delle opere i cui documenti propedeutici alla programmazione devono essere approvati dal consiglio comunale. Al tentativo di mediazione da parte del sindaco Franco Ianeselli, che ha proposto di fissare la soglia a quattro milioni, la minoranza ha risposto picche, arroccandosi sulla cifra di poco inferiore di 3,9 milioni, numero decimale che peraltro stride con la consuetudine di inserire nello statuto valori tondi, che hanno un significato regolativo e che sono destinati a diventare un punto di riferimento nel lungo periodo" viene spiegato ancora dal Comune.

 

Di opinione diversa i componenti della minoranza, che hanno espresso la loro contrarietà a questo cambiamento. Per garantire un equilibrio tra efficienza amministrativa e controllo democratico, le minoranze hanno presentato un emendamento condiviso, fissando la soglia a 3,9 milioni di euro, che è pari a un aumento dell’inflazione del 30% rispetto al 2014. Questa proposta, in linea con l’adeguamento normativo regionale, spiegano in una nota le consigliere e i consiglieri delle minoranze, tutela il ruolo di indirizzo e verifica del Consiglio, organo fondamentale per rappresentare i cittadini e vigilare su decisioni di grande impatto urbanistico, ambientale ed economico.

 

“La modifica proposta nella delibera - spiegano i consiglieri in una nota firmata da Giorgia Meloni Fratelli d’Italia, gruppo Onda, Generazione Trento, Lega Salvini Premier, Forza Italia Berlusconi e Prima Trento - rischia di comprimere la trasparenza e di ridurre il ruolo del Consiglio, trasferendo poteri decisionali cruciali alla sola Giunta. Trasparenza, partecipazione e controllo non sono ostacoli all’azione amministrativa, ma elementi essenziali per migliorarla, garantendo che le scelte più rilevanti per la città restino oggetto di un dibattito pubblico e democratico”.

 

Se a questa perdita di controllo, continuano i consiglieri, “aggiungiamo anche l’innalzamento della soglia da 3 a 5 milioni, il risultato è che una parte crescente degli investimenti pubblici verrà decisa dalla Giunta e dagli uffici tecnici senza un vero passaggio politico in aula”.

 

In merito alla giustificazione dell'Amministrazione sull’innalzamento legato all’aumento dei costi di costruzione e all’inflazione, le minoranze ribattono dicendo che “la soglia di 5 milioni appare sproporzionata rispetto all’inflazione reale e allontana il Consiglio da decisioni strategiche, riducendo il coinvolgimento dei rappresentanti eletti dai cittadini”.

 

“Con la nostra proposta non abbiamo voluto bloccare l’adeguamento alla normativa regionale, ma piuttosto perseguirlo in modo equilibrato e responsabile” dichiarano le minoranze. “Accettare automaticamente la soglia massima prevista avrebbe significato rinunciare al nostro margine di autonomia. Trento può e deve scegliere una soluzione più proporzionata, nel segno del buon governo e della trasparenza” concludono. La delibera, nella seduta di ieri sera del Consiglio comunale, non ha raggiunto i voti necessari per l'approvazione e sarà riproposta nella prossima seduta.

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