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Trento
26 marzo | 19:13

Sicurezza o propaganda? Ok al ddl Biada in Consiglio provinciale: "Segnale contro le aggressioni del personale pubblico". De Bertolini: "Inutile e ridondante"

I tredici consiglieri di opposizioni hanno deciso di non partecipare al voto. De Bertolini: "Da non dimenticare che la costituzione di parte civile Pat si tradurrebbe sempre in costi elevati, spesso senza risultati concreti”  

TRENTO.  Con 20 voti favorevoli e la non partecipazione al voto dell'opposizione, il Consiglio provinciale di Trento nelle scorse ore ha approvato il disegno di legge 60/XVII proposto dal consigliere di Fratelli d'Italia, Daniele Biada, promosso per reagire in maniera più dura alle aggressioni che vedono come vittima il personale pubblico.

 

Il testo è composto di un solo articolo che era già stato emendato a gennaio in Commissione: “In considerazione della particolare gravità degli eventi, dell'importanza dei beni giuridici offesi e degli interessi coinvolti, la Provincia valuta la costituzione di parte civile e promuove la costituzione da parte dei propri enti strumentali nei procedimenti penali, con particolare riguardo alle aggressioni fisiche ai danni del personale pubblico commesse nel territorio provinciale". 

 

Un testo che non è stato condiviso dai tredici consiglieri di opposizione che non hanno partecipato al voto. Ad intervenire è stato il consigliere del Pd, Andrea De Bertolini, che ha commentato il disegno di legge anche da avvocato sottolineando come “la proposta di legge presenta gravi criticità” anche dopo che si è modificato e cancellato il passaggio che addirittura prevedeva un’obbligatorietà della costituzione di parte civile da parte Pat. 

 

Nel caso delle aggressioni fisiche a personale pubblico – spiega -  è l’aggredito che può chiedere i danni e già può farlo. Estendere – continua - la costituzione di parte civile alla Provincia può essere calzante in alcuni casi, ma non ha bisogno di alcuna norma provinciale ulteriore per renderla possibile. Di fatto – ha detto il consigliere dem - il ddl Biada è inutile, ridondante e anche inefficace nell’ottica di lanciare segnali di solidarietà o di creare dissuasione e deterrenza (posto poi che gli autori di questi reati appartengono quasi sempre a situazioni di marginalità, di dipendenza, di patologie psichiatriche). Da non dimenticare che la costituzione di parte civile Pat si tradurrebbe sempre in costi elevati, spesso senza risultati concreti”.  

 

Anche Francesco Valduga (Campobase) ha aggiunto ragioni politiche per un no. “La solidarietà alle forze dell’ordine dev’essere di tutto l’arco politico – chiarisce - non piace che il ddl Biada cerchi con un che di propagandistico di farsene interprete di parte”.

 

Biada, dal canto suo, ha difeso la proposta: “sottolinea una opportunità e non crea obblighi per l’ente provinciale”.

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