"Papà fu il primo a portare il gelato nelle baite e nei paesini di montagna, e vinse la scommessa di aprire una gelateria artigianale: orgogliosa di portare avanti il suo sogno"
Nata nel 1981 da un'intuizione che sembrava impossibile, la gelateria torteria White Lady è diventata un punto di riferimento per Sondrio e la Valtellina: Silvia Di Lieto ripercorre i 45 anni dell'attività fondata dai suoi genitori tra tradizione, innovazione e una terza generazione già al lavoro

SONDRIO. Siamo nel 1981, a Sondrio, e tutto inizia con una scommessa impensabile: aprire una gelateria artigianale in una città di Montagna. Oggi, dopo 45 anni, ci troviamo di fronte ad una delle attività più apprezzate sul territorio e un punto di riferimento per la produzione di gelati e torte in città che attraversa tre generazioni della stessa famiglia. È questa, in breve, la storia della gelateria-torteria White Lady, fondata da Attilio e Teresa Di Lieto e oggi guidata dalla figlia Silvia, che nel tempo ha raccolto l'eredità dei genitori reinterpretandola con nuovi prodotti, una particolare attenzione alle esigenze alimentari contemporanee e una costante ricerca della qualità.
E nel raccontare questa storia artigiana, emerge anche quella di una famiglia cresciuta letteralmente dietro al bancone: a partire da Attilio di Lieto, classe 1945 e vero e proprio pioniere che, emigrato dalla Campania in Valtellina, dopo aver gestito un albergo decise di lanciarsi nella nuova avventura. Una particolarità? Da tanti è ricordato, a bordo del suo furgone, mentre porta il gelato nei territori montani attorno alla città, il che lo fece diventare un punto di riferimento per moltissime persone.
Nel corso degli anni White Lady ha conosciuto anche una fase di importante espansione, arrivando a rifornire alberghi e ristoranti in tutta la Lombardia, prima di tornare a concentrarsi sulla storica sede di Sondrio. E oggi, accanto alla gelateria-caffetteria, è arrivato anche un nuovo punto vendita a Tirano e la prospettiva di una terza generazione già al lavoro.
Silvia Di Lieto, oggi 49enne, racconta a il Dolomiti le tappe di questo percorso, tra il ricordo dei suoi genitori e uno sguardo al futuro di un settore che, ne è certa, “nonostante le difficoltà, non morirà mai”.
La storia di White Lady comincia nel 1981. Come nasce quella che sarebbe diventata la prima gelateria di Sondrio?
White Lady nasce nel giugno del 1981, quando mio papà Attilio e mia mamma Teresa aprirono quella che sarebbe diventata la prima gelateria di Sondrio. Papà era arrivato in Valtellina alcuni anni prima ed era originario della Campania, inizialmente i miei genitori gestivano un albergo ma nel frattempo mio padre conobbe una persona che gli insegnò a fare il gelato. Si appassionò subito e iniziò con un piccolo punto vendita all'interno dell'albergo, ma poco dopo decise di dedicarsi completamente a questa attività acquistando il locale dove ancora oggi ha sede White Lady e anche la casa di famiglia. All'epoca sembrava una scommessa quasi impensabile: una gelateria in una città di montagna quando in tutta la Valtellina ce n'erano forse un paio, mentre nei bar si trovavano al massimo il gusto fior di latte o la panna montata. La vera gelateria artigianale, insomma, ancora non esisteva ma quell'estate fu un successo straordinario. La novità venne accolta con entusiasmo e White Lady diventò subito un punto di riferimento, e poco dopo alla gelateria si affiancò la caffetteria.
Nel tempo suo padre Attilio è diventato una figura molto conosciuta in città. Che ricordo conserva di lui?
Papà è stato un precursore. Poco dopo l'apertura acquistò un furgone attrezzato con una pedana e tutti i gusti di gelato e iniziò a raggiungere le baite e le località di montagna dove nel fine settimana le famiglie trascorrevano il tempo libero, e tutti lo aspettavano come un appuntamento fisso. Dopo la prima stagione assunse anche un dipendente per continuare questo servizio e negli anni molti seguirono il suo esempio: era una persona che anticipava sempre i tempi e piena di entusiasmo. Molti ricordano ancora il suo sorriso, la sua energia e la sua simpatia. A tanti anni dalla sua scomparsa, c'è ancora chi entra e mi dice: "Mi ricordo tuo papà, eravamo amici". Poi amava condividere il suo lavoro: accompagnava spesso i clienti nel laboratorio per mostrare il freezer dove conservava la frutta destinata al gelato e io ricordo ancora le cassette di fragole che arrivavano quando ero bambina.

Anche lei, in fondo, è cresciuta dietro al banco della gelateria. Quali sono i ricordi più vivi di quegli anni?
Noi figli siamo praticamente cresciuti qui dentro e molti clienti ricordano ancora che non avanzavamo dal banco quando porgevamo i primi coni. Io ho un ricordo molto preciso: salivo in piedi sul secchio della spazzatura perché ero troppo piccola per riuscire a consegnare il gelato ai clienti, allora avevo otto o nove anni e la mamma mi faceva preparare i primi coni. Più avanti, quando avevo circa dodici anni e frequentavo le scuole medie, davo già una mano durante la pausa pranzo mentre mia madre andava a preparare da mangiare ai miei fratelli. A quell'età posso dire che sapevo già fare praticamente tutto.
Quando è arrivato, invece, il momento di raccogliere il testimone e prendere in mano l'attività di famiglia?
All'inizio davamo tutti una mano: io, mio fratello e mia sorella. Poi, dopo il matrimonio, nel 2002 mi allontanai dall'attività e per circa cinque anni lavorai in ufficio ma in seguito, per vicende famigliari, tornai a Sondrio quando nel frattempo i miei fratelli erano stati impegnati nella gestione dell'attività. Rientrai in corsa anch'io ma dopo poco mio padre si ammalò e mancò nel 2009: allora i miei figli erano piccoli e mi dissi che era arrivato il momento di raccogliere quella sfida. All'inizio non ero del tutto convinta, ma in poco tempo questa attività è diventata davvero mia: ho cercato di mantenere gli insegnamenti ricevuti da papà e mamma, soprattutto l'attenzione assoluta alla qualità e al vero gelato artigianale all'italiana, aggiungendo però la mia personalità e tanta innovazione.

Lei ha però aggiunto una novità: la produzione delle torte.
Ho sempre amato preparare torte e mi sono specializzata frequentando corsi con maestri pasticceri e professionisti del settore, ispirata anche da mio fratello che studiava all'Alta Scuola di Pasticceria di Iginio Massari. Da lì sono nate le nostre torte moderne, curate nell'estetica e pensate anche per rispondere alle nuove esigenze alimentari come prodotti senza glutine, senza zucchero e dedicati a chi segue un'alimentazione vegana. Insomma, il progetto iniziato dai miei genitori è diventato il mio ed è cresciuto insieme a me.
Nel corso degli anni, quando c'era ancora suo padre, l'attività si è sviluppata arrivando anche oltre i confini della provincia.
Per un periodo l'attività è cresciuta molto: avevamo aperto anche un laboratorio di produzione e rifornivamo alberghi e ristoranti in tutta la Lombardia, con due centri di distribuzione a Brescia e Pavia e quindici dipendenti. Dopo la scomparsa di mio padre abbiamo deciso di concentrarci nuovamente sulla gelateria-caffetteria di Sondrio ma oggi la novità è l'apertura, avvenuta a febbraio, del nuovo punto vendita di Tirano.
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Parliamo dei vostri prodotti. Che cosa caratterizza oggi la produzione?
Mi piace definire White Lady una gelateria-torteria, perché il nostro cuore resta il gelato artigianale. Tutto parte però dalla qualità delle materie prime: latte e panna arrivano dalla Latteria di Chiuro, perché vogliamo valorizzare il territorio e realizzare prodotti autenticamente valtellinesi. Anche i gusti raccontano questa filosofia: dal gelato al biscotto di grano saraceno a quello con marmellata di mirtilli fino al gusto Braulio, l'amaro locale, e alla frutta che ci viene fornita da un'azienda agricola locale. Negli anni ci siamo specializzati anche nei prodotti dedicati alle nuove esigenze alimentari: siamo gli unici in Valtellina affiliati all'Associazione Italiana Celiachia e oggi tutti i nostri coni sono senza glutine, produciamo inoltre torte e gelati vegani e senza zucchero. Lavoriamo molto su ordinazione e realizziamo ogni tipo di personalizzazione, ma ogni giorno proponiamo anche una selezione di torte fresche già pronte, disponibili in diverse dimensioni e gusti.
Pur rimanendo un'attività artigianale, anche il vostro lavoro è cambiato con l'arrivo delle nuove tecnologie. In che modo?
L'innovazione ha semplificato soprattutto alcuni aspetti della produzione: oggi esistono semilavorati di qualità che aiutano il lavoro senza compromettere il risultato finale e macchinari digitali che automatizzano alcune fasi o segnalano ad esempio quando il gelato è pronto. La sostanza, però, non è cambiata: la lavorazione resta artigianale e richiede ancora esperienza, attenzione e manualità. Personalmente ho sempre creduto che fosse necessario continuare a studiare e sperimentare. Questo è l' insegnamento che ho ricevuto dai miei genitori: migliorarsi continuamente, senza smettere di cercare nuove strade.
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Uno sguardo al futuro: quale direzione immagina per White Lady nei prossimi anni?
L'obiettivo è continuare lungo la strada tracciata dalla nostra famiglia. Mio figlio Roberto, che ha diciannove anni, è già il gelatiere dell'attività: gli ho insegnato il mestiere e spero che possa rappresentare la continuità generazionale di White Lady anche perché credo che questo settore abbia ancora grandi prospettive, nonostante le difficoltà legate ai costi e alla gestione di un'impresa. Vorrei poi continuare a investire nello studio e nell'innovazione, soprattutto nel campo delle intolleranze alimentari, perché penso che un'attività artigianale debba evolvere insieme ai bisogni dei clienti. Insomma, rimanere al passo con i tempi, senza perdere la qualità e la passione che mi hanno trasmesso i miei genitori, è la nostra vera forza.













