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Dopo le ingiurie di Savoi arriva la solidarietà bipartisan. Ambrosi: "Notte difficile". E Demattè attacca la Lega: "Silenzio assordante"

Sono tante le attestazioni di solidarietà arrivate a Katia Rossato e ad Alessia Ambrosi, "colpevoli" secondo il presidente della Lega Trentino Alessandro Savoi, d'aver tradito gli elettori passando a Fratelli d'Italia. Agli insulti del consigliere provinciale, sono seguite le reazioni bipartisan. Demattè: "Dal partito silenzio assordante"

Di Davide Leveghi - 20 March 2021 - 10:23

TRENTO. “Non è stata una notte facile per me, dopo le offese subite ieri sera”. Comincia così, il lungo post di Alessia Ambrosi. L'ex consigliera provinciale della Lega, passata nelle scorse settimane a Fratelli d'Italia, consegna ai social il suo sfogo. La scelta di entrare nella fila del partito di Giorgia Meloni ha infatti provocato la reazione scomposta del presidente del Carroccio trentino Alessandro Savoi.

 

“E niente... nella vita, come nella politica, i leoni restano leoni, i cani restano cani e le tr**e restano tr**e”. Parole al di sopra delle righe (come spesso accade), che erano seguite ad altre altrettanto perentorie da parte del presidente del partito e consigliere provinciale. “Ci sono omeni, omenetti e torobetti”, era stata la prima didascalia di commento, con tanto di fotomontaggio della coppia Rossato-Demattè su una pubblicità di una nota marca di poltrone. “Infami e traditori”, le accuse rincarate nei tanti commenti al post su facebook.

 

Il passaggio della consigliera provinciale Katia Rossato e di suo marito, consigliere comunale a Trento, Daniele Demattè, dalla Lega – di cui fino a ieri erano stati convinti alfieri – a Fratelli d'Italia non è stato affatto colto con favore dal partito alla guida della Provincia, che vede il suo contingente “rosicchiato” da quello che si sta imponendo come il più forte partito della destra italiana. In Trentino, d'altronde, nel giro di qualche mese il travaso da Lega a FdI ha fruttato al partito di Giorgia Meloni ben 3 consiglieri provinciali, a cui si aggiunge Claudio Cia, primo ad aver deciso di entrare nelle sua fila.

 

A determinare questa scelta sono soprattutto le dinamiche nazionali, con l'entrata della Lega nello schieramento del governo Draghi. “Come ormai sapete io e la collega Katia Rossato non abbiamo condiviso la scelta della Lega di governate con Pd e grillini – ha infatti proseguito Ambrosi – per noi è una cosa inconcepibile, una cosa che non sta né in cielo né in terra, una cosa che ci ha ferite e che contraddice totalmente le nostre idee e quelle di chi ci ha votate. E dunque come sapete abbiamo deciso, per coerenza, di seguire Giorgia Meloni in Fratelli d'Italia all'opposizione. Dalla Lega, tengo a sottolinearlo, siamo uscite ringraziando e salutando tutte e tutti, come si conviene tra persone civili che prendono strade differenti, senza accuse né offese personali rivolte ad alcuno”.

 

“Ieri sera però, come vi dicevo, è stata una brutta sera, non solo per me ma per la stessa qualità civile del confronto politico. Il presidente della Lega Trentino Alessandro Savoi ha pensato di scrivere queste parole rivolte alle sottoscritte. Per essere passate in Fratelli d'Italia saremmo, né più né meno, che delle 'troie'. La notte non è stata facile, ve lo confermo e credo lo comprenderete. E tuttavia è una notte dalla quale esco ancora più sicura, più consapevole, più determinata a combattere per le mi idee a testa alta, a non farmi intimidire da niente e da nessuno, soprattutto da atteggiamenti di questo tipo”.

 

Ambrosi ha poi ringraziato i tanti che hanno espresso la propria solidarietà. “Siano essi di sinistra, di destra, non importa. I valori di civiltà, di educazione, di rispetto, sono condizioni pre-politiche”. L'ultimo pensiero è andato poi alla giunta provinciale. “E' chiaro che a livello locale continuerò comunque a sostenere la giunta Fugatti. Sarebbe sbagliato se le scelte politiche fossero contaminate da queste miserie”.

 

“Sinceramente ero indecisa se commentare o meno queste dichiarazioni del collega Savoi – le ha fatto eco la consigliera Rossato, oggetto anche lei delle ingiurie del presidente della Lega Trentino – l'ho conosciuto, l'ho sempre rispettato come persona e per quello che rappresenta per la Lega. Sono parole che fanno male e mi feriscono profondamente come donna e come madre, più che come esponente politico. Dispiace vedere che come in altre occasioni, viene mandato avanti lui come un ariete. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno espresso solidarietà, tra cui esponenti politici in maniera trasversale. La rabbia...non è un sentimento che mi appartiene”.

 

Non riporterò certe dichiarazioni oscene che mi hanno lasciato senza parole, apparse ieri sul profilo di un esponente della Lega – ha commentato il marito di Rossato, neoconsigliere comunale di Fratelli d'Italia a Trento Daniele Demattè – ci tengo solo a sottolineare il silenzio assordante proveniente dalla stessa Lega davanti ad una fatto del genere. Per quello che mi riguarda, fine delle trasmissioni”.

 

Come detto, le reazioni non sono affatto mancate. “L'antefatto: Katia Rossato e Demattè lasciano la Lega per emigrare in Fratelli d'Italia. Lontanissimi da me prima e ora – ha scritto la segretaria del Partito democratico trentino Lucia Maestri – non stimabili. Pari sono. Ma lasciatemi dire che Savoi è inaccettabile. Mi vergognerei, se fossi della Lega, ad essere rappresentata da uno così. E mi turba fortemente, non essendo della Lega, che questo sia un uomo, presidente di un partito, e consigliere provinciale. Sdoganiamo tutto? No Savoi. No! Savoi, non ti pare di essere un tantino sopra le righe? E smettiamola tutti di pensare che tale Savoi sia solo una macchietta”.

 

“Solidarietà a Katia Rossato e ad Alessia Ambrosi – ha commentato il sindaco di Trento Franco Ianeselli – forse il problema non è nemmeno Savoi, ma gli ammiccamenti di chi gli sta accanto (e che, incidentalmente, starebbe governando il Trentino)”. “Alle colleghe consigliere cui allude senza il coraggio di citarle, il presidente del partito con cui sono state elette, va la mia piena e personale solidarietà”, ha scritto invece la consigliera provinciale dem Sara Ferrari. Solidarietà alle colleghe anche da parte del consigliere Ugo Rossi di Azione che ha ricordato:Anch’io sono stato bersaglio in passato di frasi di dileggio e offese da parte del consigliere Savoi, ma a questo livello pensavo non fosse possibile arrivare. Qui le opinioni e le differenze politiche non contano. La Lega governa il Trentino. Il presidente Fugatti intervenga”.

 

“Linguaggio insopportabile da Savoi. Solidarietà alle consigliere insultate. Tutto ciò è davvero inaccettabile, soprattutto da un consigliere provinciale della Lega”, ha commentato la consigliera di Europa Verde Lucia Coppola. “Inaccettabile un simile linguaggio triviale e sessista da parte di chiunque, tanto più se proviene dal presidente di un partito e consigliere provinciale – è stato invece il commento del consigliere di Futura Paolo Zanella – gli epiteti ingiuriosi del presidente della Lega, ovviamente rivolte alle ex compagne di partito, sono inaccettabili ed è ora di finirla di liquidare tutto come 'buffonate alla Savoi'. Solidarietà alle consigliere”.

 

“L'etologia della coalizione dell'ex 'cambiamento' dopo i riferimenti a gufi e sciacalli si arricchisce di una nuova specie – è stato invece l'ironico commento del consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi – stavolta non fuori dal perimetro della maggioranza, ma proprio nel suo baricentro. Mi par di capire che nella lettura del presidente della Lega la baracca di Fugatti & Co. da ieri si regge su qualche leone (da tastiera), cani e tr*** (anch'esse, a scanso di equivoci, con una precisa collocazione nel regno animale). Se così non fosse, una volta chiarito a chi si riferisse il presidentissimo, la coalizione del #cambiamentoinpeggio che, tra un disastro e l'altro, vegeta da due anni e mezzo in Piazza Dante, dovrebbe procedere con un determinato repulisti. Invece sono pronto a scommettere che, per rimanere in campo zoologico, arriveranno ossa da rosicchiare per tutti. Insomma, gli insulti servono per gli elettori boccaloni che si sentono traditi e vanno rincuorati, ma quando le cose si fanno serie e in gioco c'è il potere, anche tr*** e cani tornano comodi”.

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