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Caso Savoi, Maestri: ''Le dimissioni da presidente della Lega minimo sindacale. Lasci il Consiglio provinciale per rispetto delle Istituzioni''

La segretaria del Pd interviene dopo le polemiche legate al post di Alessandro Savoi, Lucia Maestri: "Le dimissioni di Savoi da consigliere provinciale sono l'unico argine alla pericolosa deriva. La nostra autonomia e le istituzioni meritano rispetto"

Di L.A. - 20 marzo 2021 - 17:13

TRENTO. "Il Consiglio provinciale è la sede massima della nostra autonomia, chi siede in quell'emiciclo ha il dovere di essere sempre all'altezza dell'Istituzione che rappresenta: Savoi deve dimettersi dal Consiglio provinciale". Queste le parole di Lucia Maestri, segretaria del Partito democratico, che interviene a seguito del post di Alessandro Savoi ("E niente. Nella vita, come nella politica, i leoni restano leoni, i cani restano cani e le troie restano troie") e le sue seguenti dimissioni da presidente della Lega. "Questo passo indietro è il minimo sindacale". 

 

Dopo le polemiche e gli insulti, legati al passaggio di tre rappresentanti della Lega, tra cui Alessia Ambrosi e Katia Rossato, a Fratelli d’Italia, Savoi si è dimesso da presidente del carroccio: "Rassegno le dimissioni dal ruolo di presidente del partito, onde evitare strumentalizzazioni politiche che possano recare danno alle battaglie della Lega sul territorio locale e nazionale" e  formulando "le scuse a quante si sono da esse sentite offese nella loro dignità personale, prima che politica e istituzionale" (Qui articolo).

 

"Dimissioni che sono il minimo sindacale - prosegue la segretaria del Partito democratico - difficile inoltre 'strumentalizzare' quelle parole fin troppo esplicite. Ma, a meno che non si ritenga la Lega un Partito-Stato, si deve guadare al decoro delle Istituzioni, alla capacità e alla autorevolezza nel rappresentarle. Qualità che non albergano nel consigliere Savoi".

 

E Savoi non è stato nuovo a esternazioni di questo tipo. Nel novembre 2019 venne fotografato (in compagnia dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti e del consigliere Gianluca Cavada) in bella posa davanti a una torta con la scritta Viva la Lega, viva la F..…. Un modo per festeggiare il compleanno di un tesserato. Non contento, Savoi apostrofò i giornalisti de Il Dolomiti che avevano sollevato la questione come culatoni. Per non parlare di quando definì i sindacati gente inutile, persone mantenute e parassite e quando si è espresso per voler chiudere le sedi del Partito democratico.

 

Nonostante questo, almeno fino ad ora, le prese di distanza da parte degli altri esponenti del suo partito sono sempre rimaste timide a partire dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dall’assessora alla Salute e alle pari opportunità Stefania Segnana, che pure in questa occasione dovrebbero essere chiamati a rispondere per le esternazioni di Savoi.

 

Anche nelle ultime ore la nota dell'assessora Segnana, poi condivisa da diversi esponenti leghisti non è parsa tra le più intransigenti. "Noto un silenzio assordante - aggiunge Maestri - da parte del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, anch'egli esponente della Lega. Non è il primo suo imbarazzante silenzio. Fugatti, normalmente non si impiccia di 'fatti politici'. Così ebbe a dire non molto tempo fa in episodio analogo. Dimostrando, purtroppo, pallido senso delle istituzioni".

 

La segretaria del Pd chiede anche un intervento di Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale. "A valle della sua manifesta contrarietà per simili atteggiamenti, prenda i conseguenti provvedimenti. Le dimissioni di Savoi da consigliere provinciale sono l'unico argine alla pericolosa deriva. La nostra autonomia e le istituzioni meritano rispetto. Il Trentino chiede a voce alta che si dimetta", conclude Maestri.

 

Una vicenda di rilevanza nazionale tanto che è stata ripresa da Selvaggia Lucarelli (Qui articolo), Myrta Merlino e altri quotidiani.  

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