Caso Savoi, la Commissione pari opportunità: ''Parole inqualificabili. Non è certamente questo il modo per rappresentare la cittadinanza e avvicinarla alla politica''
La vicenda è quella legata alle esternazioni di Alessandro Savoi. Taufer e Oberhammer: "E' ovviamente lecito esprimere dissenso su diverse posizioni e scelte politiche; è inaccettabile farlo con un linguaggio violento, irrispettoso delle persone, e, in questo caso anche sessista, ancor di più quando a esprimersi così è una persona che ricopre un ruolo istituzionale e riveste una alta carica all'interno del suo partito"

TRENTO. "Esprimiamo solidarietà alle consigliere Alessia Ambrosi e Katia Rossato per le parole inqualificabili rivolte dal consigliere Alessandro Savoi, già presidente della Lega". Così la Commissione per le pari opportunità tra donna e uomo rappresentate da Paola Maria Taufer (presidente per la Provincia di Trento) e Ulrike Oberhammer (presidente della Provincia di Bolzano).
La vicenda è quella legata alle esternazioni di Alessandro Savoi a seguito del passaggio di Alessia Ambrosi e Katia Rossato in Provincia e Daniele Demattè in Comune in quota Fratelli d'Italia. "E' ovviamente lecito - spiegano Taufer e Oberhammer - esprimere dissenso su diverse posizioni e scelte politiche; è inaccettabile farlo con un linguaggio violento, irrispettoso delle persone, e, in questo caso anche sessista, ancor di più quando a esprimersi così è una persona che ricopre un ruolo istituzionale e riveste inoltre una alta carica all'interno del suo partito".
Nel frattempo Savoi si è dimesso dalla presidenza del partito (Qui articolo), mentre è stato chiesto anche un passo indietro dal Consiglio provinciale per aver mancato rispetto alle istituzioni nel ruolo pubblico (Qui articolo).
"Facciamo ancora una volta notare come la discussione politica, e pubblica in generale, colpisce spesso le donne attraverso ingiurie e offese che poco hanno a vedere con la normale e civile dialettica. Siamo sicure che non sia questo il messaggio che vogliamo trasmettere alla cittadinanza e in particolare alle giovani generazioni e che non sia certamente questo il modo per rappresentare la cittadinanza e avvicinarla alla politica", concludono Taufer e Oberhammer.


















