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La Commissione Pari Opportunità contro il leghista Denis Paoli: ''Da lui affermazioni che offendono le pubbliche Istituzioni e la collettività tutta''

La Commissione provinciale Pari Opportunità tra Donna e Uomo interviene dopo il caso avvenuto in Consiglio regionale dove il consigliere Paoli riferendosi ad una maglietta rosa indossata dalla consigliera Myriam Atz Tammerle aveva detto: “Il pigiama party lo faccia a casa sua”

Pubblicato il - 30 giugno 2021 - 11:23

TRENTO. “La portata di queste affermazioni offende le pubbliche Istituzioni e la collettività tutta”. La presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità tra Donna e Uomo, Paola Taufer ha deciso di prendere posizione nei confronti del consigliere provinciale leghista Denis Paoli che nei giorni scorsi nell'aula del Consiglio Regionale ha utilizzato parole offensive verso la consigliera Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit).

 

L'episodio è avvenuto nella seduta in cui sarebbe dovuta esserci la staffetta alla presidenza della Regione tra Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti rimandata, proprio per questo motivo, a metà luglio.

 

Il consigliere Paoli riferendosi ad una maglietta rosa indossata dalla consigliera Myriam Atz Tammerle aveva detto: “Io ho profondo rispetto per il genere femminile, per qualsiasi tipo di persona, dalla pelle al colore di qualsiasi cosa, al pensiero politico. Ma le dico una cosa che ho pensato fin dall'inizio: qui non facciamo un pigiama party, quindi anche lei si vesta in maniera un po' più seria per questo Consiglio regionale. Il pigiama party lo faccia a casa sua”. (QUI L'ARTICOLO e VIDEO)

 

Parole che hanno alla fine portato le minoranze ad uscire dall'aula e a far mancare il numero di presenze necessarie per il voto che avrebbe consentito Fugatti di assumere la guida della Regione.

 

“Ci colpisce ogni volta - e ormai le occasioni sono spiacevolmente numerose - spiega la presidente Taufer - come, nei confronti delle donne, anche e soprattutto in politica, vengano spesso usati una dialettica e un linguaggio volti a screditare la persona tramite ingiurie e considerazioni sul corpo, sull’abbigliamento o – come è accaduto ultimamente - sui presunti comportamenti sessuali”.

 

La portata di queste affermazioni, spiega la presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità tra Donna e Uomo, “Offende le pubbliche Istituzioni e la collettività tutta. Auspichiamo che almeno a livello istituzionale, il confronto e la discussione nei luoghi di governo, per quanto serrate e animate, si basino sulle idee e sui contenuti, fermo l’uso di un linguaggio rispettoso e non sessista. Il rispetto delle Istituzioni si manifesta anche da questo, ben più che dal colore e dalla foggia di una maglietta”.

 

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