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''Il pigiama party lo faccia a casa sua'', nuovo pasticcio in Regione della Lega. Il consigliere Paoli attacca (VIDEO) l'abbigliamento della consigliera Atz Tammerle con parole irrispettose

Dopo le parole del consigliere Denis Paoli nei confronti della consigliera Myriam Atz Tammerle le minoranze hanno abbandonato l'aula ed è stato quindi impossibile fare la staffetta tra Kompatscher e Fugatti al vertice della Regione

Di G.Fin - 26 giugno 2021 - 09:18

TRENTO. Sarebbe dovuta essere la giornata per la cosiddetta staffetta in Regione tra il presidente Arno Komptascher e il presidente Maurizio Fugatti. L'ennesimo grave pasticcio nato ancora una volta dalla Lega ha però bloccato tutto.

 

E' nato in pochi minuti un altro caso che vede coinvolto, questa volta, il consigliere leghista Denis Paoli che ha pronunciato frasi ritenute “poco rispettose” nei confronti della consigliera Myriam Atz Tammerle. Un episodio che ha subito riportato alla mente la vicenda avvenuta qualche mese fa con il consigliere Alessandro Savoi e le sue gravi parole scritte su Facebook nei confronti delle consigliere Alessia Ambrosi e Katia Rossato.

 

Per capire quello che è successo facciamo un passo indietro. Nella seduta di ieri si sarebbe dovuta tenere la staffetta alla presidenza della regione con il governatore dell'Alto Adige, Arno Komptascher che lasciava il posto a quello Trentino, Maurizio Fugatti. Un cambio sempre avvenuto senza particolari traumi a differenza di quello che invece si sta vedendo in queste settimane.

 

La seduta del Consiglio regionale si è aperta con la trattazione del punto riguardante le dimissioni del presidente dei vicepresidenti della Regione. Dopo che il presidente Josef Noggler ha comunicato le dimissioni del presidente Arno Kompatscher e dei vicepresidenti Maurizio Fugatti e Waltraud Deeg, non essendoci interventi in merito si è passati alla votazione a scrutinio segreto per la relativa accettazione, passata con 45 sì, 2 no e 8 schede bianche.

 

Il consigliere regionale Mirko Bisesti ha quindi proposto Maurizio Fugatti quale presidente, “in quanto uomo che crede nell’Autonomia, che rispetta e crede nel valore della Regione e nel suo futuro” ha spiegato in un intervento. Quindi è stata la volta di Fugatti che ha iniziato la propria relazione programmatica al termine della quale è stata aperta la discussione con gli interventi dei vari consiglieri e delle varie consigliere.

 

La consigliera regionale Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) nel corso del dibattito ha fatto riferimento a “parole lusinghiere”, evidenziando però che il modo in cui il candidato presidente si era rivolto un’altra persona in aula durante il suo intervento, per attirarne l’attenzione, non era degno di un futuro presidente. “Si possono usare le parole più belle, ma rivolgersi a un’altra persona richiamandola con un 'Oh!', e questo nella prima uscita pubblica, annulla tutto, e impone di chiedersi se questa è la persona che avrebbe dovuto rappresentare il Consiglio regionale all’esterno”.

 

Un intervento, quello della consigliera Myriam Atz Tammerle che non è però andato giù ad alcuni consiglieri leghisti e tra questi a Denis Paoli che si è detto basito dell'intervento della consigliera. Purtroppo però non si è fermato a solo questa riflessione. Riferendosi al discorso pronunciato da Fugatti, il consigliere Paoli ha affermato: “Non tutti hanno avuto parole di elogio, ho sentito un primo intervento che veramente mi ha fatto rimanere basito. Credo che questa consigliera non sapesse bene cosa dire. Sinceramente attaccare il presidente Fugatti perché in una fase del suo discorso ha detto 'oh' e che per questo potrebbe non essere la persona corretta a guidare la Regione per me è incredibile. Mi ha fatto rabbrividire”.

 

E poi l'attacco e le parole poche rispettose. “Se dobbiamo parlare di forma e serietà in quest'aula – ha continuato Paoli - io ho profondo rispetto per il genere femminile, per qualsiasi tipo di persona, dalla pelle al colore di qualsiasi cosa, al pensiero politico. Ma le dico una cosa che ho pensato fin dall'inizio: qui non facciamo un pigiama party, quindi anche lei si vesta in maniera un po' più seria per questo Consiglio regionale. Il pigiama party lo faccia a casa sua”.

 

 

E' bene chiarire che la consigliera regionale Myriam Atz Tammerle indossava semplicemente una maglietta rosa.

 

Parole, quelle del consigliere Denis Paoli, che hanno fatto scoppiare immediatamente un caso. La collega Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), ha rivelato che la consigliera Atz Tammerle si era sentita dire “non dire cazzate” e la collega Foppa “non rompere le palle”. Da qui la decisione sua e della collega Atz Tammerle di lasciare l’aula, “augurando alla Svp, con questi partner di governo, molta felicità”.

 

Sulla vicenda è poi intervenuta anche la consigliera Sara Ferrari del Partito Democratico che ha chiesto al presidente Noggler di approfittare dell’inizio di legislatura per “richiamare personalmente, e immediatamente, ogni componente del Consiglio che si fosse reso autore di attacchi personali”.

 

Brigitte Foppa dei Verdi ha ribadito l’invito al collega Paoli a scusarsi, e ricordando che per l’elezione era necessaria la presenza dei due terzi dei consiglieri ed ha annunciato di voler chiedere un’interruzione, se questo non fosse accaduto.

 

Vista la reazione suscitata dalle sue parole il consigliere Denis Paoli ha cercato (senza riuscirci) di buttare acqua sul fuoco. Ha detto di non aver voluto offendere nessuno, men che meno il genere femminile: se così era si scusava, ma avrebbe ascoltato il suo intervento per verificare. “Avrei potuto dire la stessa cosa sulle cravatte degli uomini”. Parole che non sono state considerate delle scuse. Il candidato presidente Maurizio Fugatti, dal canto suo, ha cercato di chiarire di aver detto “oh, scusa”, dove “Oh” era semplicemente espressione di stupore

 

Maria Elisabeth Rieder del Team K ha chiesto una breve interruzione per una riunione delle minoranze.

 

Alla ripresa dei lavori, i consiglieri di minoranza, vista la mancanza di solidarietà nei confronti della consigliera Atz Tammerle hanno deciso di abbandonare l'aula.

 

Si è quindi proceduto alla votazione per l’elezione del presidente della Regione, al termine della quale il presidente Josef Noggler ha spiegato che vi avevano partecipato 40 consiglieri e consigliere, e che per Maurizio Fugatti erano state espresse 35 preferenze. La maggioranza necessaria per l’elezione ne avrebbe richieste 36, ma in ogni caso la votazione non era valida perché non vi avevano partecipato i due terzi dei componenti dell’aula, e si sarebbe dovuta ripetere.

Occorrere riprovare il 7 luglio.

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