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Staffetta regionale Fugatti - Zanotelli? Casa Autonomia: "Uno dei tanti episodi di abuso di potere politico da parte della maggioranza trentina"

L'assessora Giulia Zanotelli, spiega Dallapiccola, "Avrebbe anche quel delicato ruolo di figura chiave per la soluzione del rebus 'inserisci una donna in giunta regionale!' Peccato davvero che la direzione dell’Ente cerniera dell'Autonomia tra Trento e Bolzano diventi invece un brutto 'poltronificio'”

Pubblicato il - 26 febbraio 2024 - 18:34

TRENTO. “La staffetta regionale in salsa Lega? Solo uno dei tanti episodi di abuso di potere politico da parte della maggioranza trentina”. Usa queste parole il segretario politico di Casa Autonomia, Michele Dallapiccola, commentando la notizia riportata quest'oggi su L'Adige, di un centro destra pronto a mettere in campo la staffetta “Fugatti – Zanotelli” per trovare una sorta di soluzione al problema di una Giunta regionale fatta solo di uomini. Per i primi due anni circa Fugatti lascerebbe Giulia Zanotelli con Kompatscher alla presidenza e successivamente subentrerebbe per la guida della Regione.    

 

Dallapiccola parla di “abuso di potere politico”, già usato, spiega, con il settore dell'Agricoltura. 

 

“Qualche giorno fa – spiega Dallapiccola - stavamo discutendo con degli allevatori. Dal colloquio, emergeva chiaro un loro grave disagio. La giunta trentina ha fatto di tutto per relegare l’assessorato all’Agricoltura ad un di cui, di mille altre competenze. Eppure, a questo servizio appartiene un glorioso passato. Anche se, ad onor del vero, questo regresso organizzativo partì già da un disinteressato Mellarini. Negli anni, i problemi del comparto erano stati leniti da una benefica collaborazione con il sistema turistico”.

 

Una “relazione” durata poche legislature fino a quando l'arrivo della Giunta leghista ha letteralmente squarciato il Servizio Agricoltura “trasformandolo nella 'novella Cenerentola' tra quelli provinciali” continua il segretario di Casa Autonomia.
 
E’ così che il Settore Primario dell’economia trentina in questi ultimi anni ha dovuto subire uno smembramento organizzativo mai visto prima. 

 

“Oggi la piramide della sua Direzione parte da un posto attanagliato, a fiducia, su una specifica persona. La Dirigenza superiore è in mano ad un super addetto che gestisce uno spaventoso dedalo di competenze. Va peggio anche a chi dovrebbe gestire l’indirizzo politico, pur meritevolmente ri-assegnato alla stessa assessora. Ora – spiega Dallapiccola - le sono stati affidati ulteriori incarichi: gli enti locali, compito da sempre piuttosto gravoso e l'ambiente. Con quest’ultima competenza, che in questa legislatura dovrà affrontare tutta la partita dell'inceneritore”. 

 

Eppure secondo Fugatti questi incarichi, all’assessora  “lasciano pure del tempo libero” spiega “Al punto che - a quanto pare - sta pensando di assegnarne di nuovi. Tra i molteplici compiti, questa persona avrebbe anche quel delicato ruolo di figura chiave per la soluzione del rebus 'inserisci una donna in giunta regionale!' Il tormentone che ha afflitto la cronaca politica regionale in queste ultime settimane”. Sappiamo che è un peccato parlarne così. Peccato davvero che la direzione dell’Ente cerniera dell'Autonomia tra Trento e Bolzano diventi invece un brutto “poltronificio”. 

 

“Si salverà certo il principio della parità di genere, ma a che prezzo?” si chiede Dallapiccola. “I due presidenti avrebbero comunque necessità di confrontarsi e la sua presenza in giunta sarebbe continuamente scavalcata o utilizzata nella peggiore delle ipotesi da elemento passaparola”.

 

Da ultima ma non per ultima, conclude il segretario di Casa Autonomia, una nota di demerito va anche a quelle forze politiche e loro figure istituzionali i cui appetiti non si placano davanti a nulla. Quelli che cercano l’incarico ad ogni costo, il posto al sole a prescindere da norme e responso popolare. 

 

“A noi forze di opposizione non resta che denunciare questo triste teatro dove è stato sdoganato tutto il peggio che ci si poteva aspettare dal punto di vista del tradimento del responso elettorale. Abbiamo visto un’assessora (Zanotelli) che solo per un soffio non è stata fatta dimettere per poi rientrare come membro esterno della giunta provinciale. Abbiamo ascoltato un presidente di consiglio regionale dichiararsi così provvisorio dal tradire le sue stesse promesse (registrate dalle telecamere del Consiglio) non appena è stato eletto. Abbiamo visto nominare assessore esterno (posto riservato a  persone con specifiche competenze) un quadro di partito che ha fatto la brutta figura di mancare il consiglio provinciale a causa di un pessimo risultato elettorale. E poi: aumenti di stipendio inspiegabili, ex politici ed ex compagni di scuola di prossima nomina a dirigenti. Questi sono solo alcuni tra gli esempi più significativi di questo deplorevole utilizzo del potere. dove la questione della giunta regionale è solo l'ultimo tassello”. 

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