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Il leghista offende la collega: ''Il pigiama party lo faccia a casa sua'', ma per Dalzocchio la colpa è delle minoranze: “Stop al degrado? Dovremmo dirlo noi”

Dopo l’intervento a gamba tesa del collega Paoli la leghista Dalzocchio lo difende: “Le minoranze hanno impedito, paralizzando i lavori con fare offeso, l’elezione alla presidenza della Regione di Fugatti”

Di T.G. - 26 giugno 2021 - 18:16

TRENTO. I fatti risalgono all’ultima seduta del Consiglio provinciale, quella che avrebbe dovuto sancire il passaggio di consegne alla presidenza della Regione da Arno Komptascher a Maurizio Fugatti, eppure, per via di un intervento a gamba tesa di un consigliere leghista si è bloccato di nuovo tutto.

 

Denis Paoli infatti ha apostrofato una collega di minoranza con la frase: “Qui non facciamo un pigiama party, quindi anche lei si vesta in maniera un po’ più seria per questo Consiglio regionale. Il pigiama party lo faccia a casa sua”. Agli occhi del consigliere leghista, Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit), si è resa “colpevole” di aver indossato una maglietta manica corta rosa.

 

Ovviamente le opposizioni sono insorte (QUI l’intervento di Paolo Zanella di Futura) ed è scoppiata l’ennesima polemica che chiama in causa un consigliere della Lega. Non manca però una lettura di segno opposto, come quella fornita dalla consigliera leghista Mara Dalzocchio: “Come spesso accade, ci si ferma sul solo dito e ci si dimentica la Luna. Così, anche oggi sui media locali, continua l’indignazione per una espressione di critica certo forte, e per la quale, attenzione, le scuse sono state immediate, pronunciata in Consiglio regionale, e ci si dimentica dell’atteggiamento complessivo di scarso rispetto delle minoranze che, con il loro comportamento, hanno impedito, paralizzando i lavori con fare offeso, l’elezione alla presidenza della Regione di Fugatti”.

 

Secondo la consigliera leghista nel corso dell’attuale legislatura sarebbero state proprio le minoranze ad aver offeso chi governa: “Se c’è qualcuno che avrebbe il titolo di dire il suo ‘stop al degrado’, quel qualcuno è proprio la Lega. Quanto avvenuto in Consiglio regionale – prosegue – prova l’arroganza delle minoranze le quali hanno colto il pretesto di due parole sopra le righe per paralizzare del tutto lavori d’aula che, attenzione, stavano già rallentando in modo non rispettoso delle istituzioni. Auspico naturalmente che, nella prossima seduta, i toni possano essere diversi da parte di tutti, ma non ci sto ad una ricostruzione secondo cui quanto accaduto sia sola responsabilità leghista, perché la verità dei fatti è un’altra”.

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