Elezione Paccher, Urzì ai 4 "dissidenti" di Fratelli d'Italia che hanno votato con la Lega: "Si assumeranno le loro responsabilità"
E sullo stallo per la Giunta Fugatti: "Per ora la trattativa è ferma - aggiunge Urzì - ora vedremo in considerazione di quanto avvenuto oggi"

TRENTO. "Si assumeranno le loro responsabilità, non serve aggiungere altro". E' secco e non usa giri di parole Alessandro Urzì. Il commissario provinciale di Fratelli d'Italia nel commentare quanto avvenuto in Consiglio regionale. Il dato politico è di una frattura nel partito di Giorgia Meloni in Trentino.
La consigliera Francesca Gerosa con la compagine altoatesina di Fdi (Marco Galateo e Anna Scarafoni), con le opposizioni trentine (Casa Autonomia, Campobase e Pd mentre Lucia Coppola - nel ruolo di presidente del Consiglio in via provvisoria - non ha potuto lasciare i lavori) e il Partito Democratico dell'Alto Adige, si è sottratta alle votazioni. Invece gli altri esponenti meloniani, Claudio Cia, Carlo Daldoss, Daniele Biada e Christian Girardi, sono rimasti seduti tra i banchi a garantire il numero legale della seduta e l'elezione di Roberto Paccher a presidente del Consiglio regionale.
Il Consiglio del Trentino Alto Adige si è insediato ma è ancora tutto in stallo. Anche se appare una decisione definitiva, l'elezione del presidente, del vice presidente e dell'ufficio di presidenza in regione è avvenuta in via provvisoria in attesa che si chiarisca la composizione delle Giunte provinciali di Trento e di Bolzano.
Resta alta la tensione tra il presidente Fugatti e Fratelli d'Italia per la vice presidenza tradita e le deleghe. A Bolzano si attende un terzo parere legale sul secondo assessore italiano, una condizione dettata da Fratelli d'Italia e Lega per entrare nella squadra di governo. Un nodo che si dovrebbe sciogliere verso gennaio. E per questo a inizio seduta Gerosa aveva chiesto di rimandare l'elezione del presidente del Consiglio regionale a data da destinarsi. Un modo per lasciare il tempo di sistemare il quadro di governo. E' stata appoggiata dai consiglieri di FdI, compreso i quattro trentini Daldoss, Cia, Biada e Girardi.
Una proposta che ha trovato poi la convergenza delle minoranze trentine e altoatesine, ma che è stata bloccata dall'asse Lega-Svp. Si è andati così al voto e, alla terza votazione con l'uscita di scena delle opposizioni trentine insieme a Partito Democratico dell'Alto Adige e di Gerosa con Galateo e Scarafoni ma non degli altri esponenti trentini del partito di Giorgia Meloni, si è arrivati all'elezione di Paccher (Qui articolo). Stessa procedura per la nomina del vice presidente, eletto Josef Noggler.
A ogni modo il fronte di Fratelli d'Italia in Trentino, però, sembra essersi incrinato con ripercussioni anche sulla Giunta provinciale. "Per ora la trattativa è ferma - aggiunge Urzì - ora vedremo in considerazione di quanto avvenuto oggi". Ci potrebbero essere conseguenze per non aver rispettato il codice etico del partito.













