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Fratelli d'Italia si spacca: Biada, Daldoss, Girardi e Cia tradiscono il partito e votano con la Lega. Urzì: "La loro posizione verrà valutata nel merito"

Mentre i due consiglieri altoatesini Galateo e Scarafoni sono rimasti in linea con Francesca Gerosa e con il partito i quattro consiglieri trentini hanno votato Paccher alla presidenza del consiglio regionale mandando un segnale forte e chiaro allo stesso partito di Giorgia Meloni e a Fugatti. Se l'accordo non si trova a questo punto il presidente del Trentino potrebbe forse trovare sponda nei transfughi di Fratelli d'Italia già giovedì. Ma a Roma le carte le danno loro e per il bene del Trentino potrebbe non essere questa la strada migliore

Di Luca Pianesi - 28 novembre 2023 - 05:01

TRENTO. Per molti era solo una questione di tempo. D'altronde Biada, Daldoss, Girardi e Cia non si può dire avessero una storia di partito granitica alle spalle (Daldoss addirittura è stato assessore della Giunta di centrosinistra di Ugo Rossi e Cia viene da un suo movimento, Agire, e alle ultime elezioni comunali a Trento aveva appoggiato Carli candidato sindaco anche contro quello di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia Andrea Merler) ma certo si pensava potessero ''durare'' un po' di più.

 

Si sono, invece, ''sciolti'' come neve al sole dopo pochi giorni di trattativa e a questo punto la sicurezza che palesava Fugatti nel rapportarsi con Fratelli d'Italia può essere rivalutata alla luce dei fatti. Il presidente della Provincia, di fatto, ha umiliato Fratelli d'Italia sin da principio promettendo la vicepresidenza al partito di Giorgia Meloni e poi dandola d'imperio al ''fido'' Spinelli. Molti si chiedevano come potesse permettersi di comportarsi in questo modo con un partito che, comunque, ha fatto entrare 5 consiglieri in consiglio provinciale, come la sua Lega, e governa il Paese.

 

Ieri in consiglio regionale, però, è arrivato il segnale che molti immaginavano che prima o dopo sarebbe arrivato. Biada, Cia, Daldoss e Girardi hanno tradito le indicazioni del partito ed hanno dato il loro via libera a Fugatti e al suo candidato alla presidenza regionale (provvisoria), Roberto Paccher. Da sottolineare come alla proposta di Francesca Gerosa (capogruppo) di rimandare l'elezione del presidente del Consiglio regionale a data da destinarsi, in attesa che si risolvessero le questioni interne ai territori, i consiglieri trentini di Fratelli d'Italia hanno dato il loro benestare assieme al duo altoatesino (Galateo-Scarafoni che come Gerosa sono figure organiche al partito). Il colpo di spugna è arrivato successivamente quando si è tornati in aula per la terza votazione. A quel punto bastava la maggioranza relativa e quindi il messaggio che i quattro consiglieri trentini hanno mandato, dando il loro ok a Paccher facendolo eleggere, è stato tutto politico in aperta sfida al partito (la cui linea è stata rispettata da Gerosa e dai due consiglieri altoatesini).

 

Urzì ha dichiarato che ''si assumeranno le loro responsabilità, non serve aggiungere altro", poi attraverso una nota ha continuato: "La posizione di Fratelli d'Italia è chiara: i consiglieri provinciali che oggi hanno votato hanno scelto di farlo a titolo personale e la loro scelta non rappresenta quella ufficiale del partito. La situazione dei quattro eletti verrà verificata e valutata nel merito"

 

A questo punto si aspetta di capire cosa farà Fratelli d'Italia anche se ormai sembra difficile poter tornare indietro. Giovedì quando si tornerà in consiglio provinciale cosa succederà? I quattro dissidenti potrebbero essere già pronti a sostenere la linea Fugatti con buona pace del partito.

 

Fugatti potrebbe, a questo punto, fare a meno di Fratelli d'Italia tenendosi i quattro transfughi (magari piazzandoli pure in giunta) e completare il suo progetto che, tra Zanotelli fatta eleggere in consiglio come politica per poi farla dimettere e rientrare come assessora tecnica, e la stampella dei quattro che, se le cose andassero così, avrebbero usato Fratelli d'Italia come fosse un taxi buono a farsi portare dove volevano per poi scendere senza nemmeno un ''grazie'', sarebbe davvero lo specchio di una brutta, bruttissima politica.

 

Ma vincere in Trentino potrebbe non voler dire vincere per il Trentino. A Roma governa Fratelli d'Italia e le carte, giocoforza, le dà il partito di Giorgia Meloni. Se Fugatti pensa di poter contare in futuro su ''buoni rapporti'' con il Governo centrale, dopo aver tradito prima e spaccato poi Fratelli d'Italia rischia di aver fatto i classici conti senza l'oste. Con buona pace dei trentini e dei loro crescenti (anche per l'inerzia di chi ha vinto le elezioni più di un mese fa) problemi. 

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