Fugatti si prende il terzo mandato e manda in frantumi Fratelli d'Italia. Ora a rischio la vice presidenza per il partito di Giorgia Meloni in Trentino?
In consiglio provinciale passa il disegno di legge per il terzo mandato di Maurizio Fugatti grazie ai voti dei consiglieri Carlo Daldoss e Christian Girardi che subito dopo si dimettono da Fratelli d'Italia e guardano già a un nuovo progetto territoriale. Terremoto nel partito della Meloni, Gerosa: "La forza non è quanti consiglieri ma quanto forte può essere sul territorio"

TRENTO. Una lenta e silenziosa ricerca di un voto. Un viaggio a fari spenti quello di Maurizio Fugatti lungo la strada del semaforo verde sul terzo mandato. Una partita di poker del presidente della Provincia che non si è scomposto nella conta dei numeri.
Obiettivo 18 "Sì"? Ben due in più e con voto palese quelli che Fugatti aveva strappato a Fratelli d'Italia. Un segnale fortissimo. Un colpo duro quello inferto al partito di Giorgia Meloni in Trentino, ridotto ai minimi termini in Consiglio provinciale.
"Non è questione di frattura, ma di coerenza e di responsabilità. E di far capire agli elettori chi questa coerenza la rispetta e la sostiene. Abbiamo votato secondo la linea ufficiale, che è quella del territorio, dei rappresentanti e dei cittadini che hanno dato fiducia. Siamo orgogliosi di aver tenuto fede alla promessa di coerenza, linearità e trasparenza. La forza del partito non è quanti consiglieri ma quanto forte può essere sul territorio", le parole di Francesca Gerosa mentre Alessandro Urzì ha chiesto le dimissioni da piazza Dante di Carlo Daldoss e Cristian Girardi.
Tutto legittimo, doveroso che FdI cerchi di serrare le fila, con quello che è rimasto tra i banchi. Ma i numeri, in Consiglio provinciale, contano e ora Fdi si trova a dover contare i danni politici. Il crollo è ancora fresco e si cerca in qualche modo di minimizzare la debacle. Si è parlato di blocco compatto, di "No" granitico, di lasciare l'Aula in caso di voto segreto, di tutto e di più.
Nella prova generale sul consigliere delegato la barriera aveva retto con 4 astenuti a mandare sotto la maggioranza. La Lega pur registrando il risultato ha fatto spallucce e ha continuato a navigare e trattare. Si è andati in scena, per il terzo mandato, e Fugatti ha fatto centro.
Naturale a questo punto pensare a una messa in discussione della vice presidenza assegnata a Fratelli d'Italia, le condizioni sono mutate e pure profondamente. La maggioranza ha cambiato forma e un altro rimpasto in Giunta non appare così lontano. Appare anzi una logica conseguenza per Fugatti, dopo il lungo braccio di ferro a inizio legislatura e dopo aver dovuto "digerire" la staffetta Gerosa-Spinelli per avviare pienamente il secondo mandato.
Il risultato di mesi e mesi di tensioni e di rapporti, di forza e di posizionamento, non proprio semplici tra gli azionisti di maggioranza della coalizione di centrodestra e rancori non proprio superati, iniziati con l'annuncio di Fratelli d'Italia di candidare a presidente Francesca Gerosa. Un'impasse risolto con il successivo accordo tra Fugatti e Urzì per il ticket con la vice presidenza in cassaforte. Il tradimento del patto con "solo" due assessorati (Cia e Gerosa) e il braccio di ferro per il rispetto della parola.
Archiviate, più o meno, le fibrillazioni con il "sacrificio" di Cia, le fibrillazioni sono proseguite nelle stanze dei bottoni. Oggi un altro tradimento che potrebbe aprire a un rimpasto all'interno della Giunta provinciale del Fugatti bis, impermeabile a tutto e a tutti.
Fratelli d'Italia in frantumi. Daldoss e Girardi all'attacco 'Nessuno spazio per il confronto' e guardano a un nuovo progetto territoriale
“Una linea politica centralistica che non ha lasciato spazi di confronto e ragionamento a livello locale". I due consiglieri provinciali Carlo Daldoss e Christian Girardi dopo il divorzio con Fratelli d'Italia vanno all'attacco.
Poche ore dopo aver votato il terzo mandato per Fugatti, hanno convocato una conferenza stampa durante la quale hanno cercato di spiegare la propria scelta, chiedendo addirittura di “stemperare i toni” viste le parole infuocate arrivate dall'ormai ex partito.
“Massimo rispetto per i partiti e le persone”, ha spiegato Carlo Daldoss, che ha precisato di essersi candidato in Fratelli d'Italia con l'idea di un partito che potesse caratterizzarsi sul territorio in maniera importante, aprendosi a sensibilità nuove. “Avevo messo per iscritto – spiega Daldoss – quelle che secondo me dovevano essere le caratteristiche che un partito nazionale doveva assumere in Trentino per essere riconosciuto non solo come elemento identitario nazionale, ma anche locale, in una terra come la nostra di tradizione autonomista”.
Auspici che, però, per il consigliere sono rimasti in parte lettera morta. I risultati alle provinciali, al di sotto delle aspettative, già dovevano far riflettere. “Credo ancora oggi allo slogan 'l'autonomia si governa a Trento e si difende a Roma', ma purtroppo queste parole non sono state completamente attuate. Abbiamo avuto – ha continuato Daldoss – un crescendo di concentrazione del partito in figure singole che non hanno permesso una gestione plurale. Tutto questo si è sommato nel tempo e la vicenda del terzo mandato ha fatto emergere il forte disagio”.
Daldoss esclude di dimettersi da assessore regionale se richiesto solamente da Fratelli d'Italia. “La Giunta regionale è frutto di un accordo della maggioranza di Bolzano e di Trento. Un passo indietro può essere preso in considerazione solo se l'intera maggioranza lo chiede”, spiega il consigliere.
Sulla stessa linea anche Christian Girardi. “Ho chiesto di aderire a un partito che, oltre all'identità nazionale, sapesse radicarsi in Trentino con la possibilità di vedere coniugata la specificità territoriale con un partito nazionale. Così però non è avvenuto”.
Girardi punta il dito sull'impossibilità di incidere e sull'impossibilità di partecipare alla costruzione della linea politica. “Non siamo mai stati ascoltati – continua Girardi – e non c'è stata alcuna volontà di coinvolgerci, e questo ha fatto venir meno il nostro entusiasmo”.
I due consiglieri in conferenza stampa hanno assicurato di “non volere nuovi incarichi” dopo la decisione di votare il terzo mandato di Fugatti. “Abbiamo solo chiesto di poter lavorare sul territorio e lavorare per i trentini”.
Nessuno sbilanciamento, per ora, sul futuro, nonostante facciano trapelare l'idea di un nuovo progetto territoriale. “Rimaniamo certamente nella maggioranza – spiegano – e nei prossimi giorni decideremo la nostra collocazione”.

















