Terzo mandato di Fugatti. Ianeselli: "Non è una buona notizia per la democrazia. Centro destra in pezzi". Bisesti: "Pura campagna elettorale. Pensi a far funzionare Trento"
Dura la posizione di Giulia Bortolotti, candidata di Onda, M5S e Rifondazione Comunista, che attacca sia Fugatti che Fratelli d'Italia, mentre Andrea Demarchi, candidato con Prima Trento (e non appoggiato dalla Lega), plaude e si complimenta con Fugatti

TRENTO. Il terzo mandato di Fugatti in Provincia?
"Non è una buona notizia per la democrazia". E poi: "Per governare una città o una Provincia non basta un patto di potere". E ancora: "Non è con questi presupposti che ci si può candidare ad amministrare Trento".
L'approvazione del ddl Bisesti, che permetterà al Governatore Maurizio Fugatti di ripresentarsi quale candidato alle Provinciali 2028, ha provocato reazioni da ogni angolo del mondo politico. Anche, ovviamente, dal sindaco (e candidato al bis) del capoluogo Franco Ianeselli che, con un post sui proprio canali ufficiali, ha commentato così la votazione dell'Aula.
"L'ansia di collezionare mandati nello stesso ruolo apicale di governo - scrive Ianeselli - non è, a mio parere, una buona notizia per la democrazia. Lo dice uno che si candida al secondo mandato da sindaco. Penso che 10 anni alla guida di una comunità siano un tempo sufficiente per attuare un progetto politico, poi è buona cosa lasciare spazio ad altri. Che poi sul terzo mandato il centrodestra sia andato letteralmente in pezzi - com'è accaduto in queste ore - ci dice che per governare una città, o una Provincia, non basta un patto di potere. E non è con questi presupposti che ci si può candidare ad amministrare Trento. Noi proviamo ad offrire altro: una coalizione che discute ma sa stare insieme, perché proprio questo ci richiedono tempi difficili come quelli che viviamo".
La risposta non si è fatta attendere ed è arrivata dal capogruppo (e promotore del dll) leghista Mirko Bisesti che ha invitato Ianeselli a "far funzionare Trento", perché "mentre parla di democrazia e mandati, Trento ha problemi seri", sottolineando anche che, tra i principali sostenitori di Ianeselli, c'è "Lorenzo Dellai, tre mandati già fatti".
"Dispiace che oggi, per il sindaco di Trento Franco Ianeselli, sia una brutta giornata - scrive Bisesti -. Pochi secondi dopo l’approvazione in aula, già si rammarica. Ma viene da chiedersi: è candidato a guidare il Comune di Trento o la Provincia autonoma di Trento? Ormai è chiaro: Ianeselli è più concentrato sulla campagna elettorale (comunali/provinciali) che sulla città che dovrebbe amministrare. Sul tema del terzo mandato, invece, c’è chi ha sempre avuto una posizione chiara e coerente. Come Lega, e anche a titolo personale, ho sostenuto il terzo mandato non solo per la Provincia, ma anche per i sindaci dei Comuni sopra i 15 mila abitanti – Trento compresa. Perché devono essere i cittadini, col voto, a decidere se un amministratore merita fiducia, non una norma calata dall’alto. Fa sorridere – ma neanche troppo – che a indignarsi sia proprio chi ha tra i suoi principali sostenitori figure come Lorenzo Dellai, tre mandati già fatti. Eppure nessuno, allora, parlava di pericolo per la democrazia. Ma il punto vero è un altro. Mentre si parla di democrazia e mandati, Trento ha problemi seri. A partire dalla sicurezza. Un tema che il sindaco pare aver scoperto solo adesso, in piena campagna elettorale. Peccato che siano anni che i cittadini segnalano degrado, aggressioni, microcriminalità, e da Palazzo Thun sono sempre arrivate o risposte deboli o, peggio, la negazione dell’evidenza. E ora attacca anche la Provincia sull’accoglienza, annunciando finanziamenti a progetti ideologici, senza rendersi conto che così si crea un vero e proprio effetto “pull factor” – un effetto calamita che porterà nuovi arrivi, anche da fuori provincia, senza controllo né visione. Soluzioni tampone, che non risolvono nulla e anzi alimentano ulteriormente il problema. Serve equilibrio. Serve buonsenso. Serve visione. Non attacchi strumentali su tutto, da parte di chi dovrebbe pensare prima di tutto a far funzionare Trento.”
Di "lotta fratricida", "lotta per la carega" e di "indecente teatrino" parla, invece, Giulia Bortolotti, candidata sindaca di Onda, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista. E attacca sia Fugatti che Fratelli d'Italia.
"Una lotta per il potere o, per meglio dire, per la "carega", come sogliono dire i trentini, autonomisti e non - commenta Giulia Bortolotti -. A chi dall’esterno fosse interessato alle dinamiche politiche potrebbe venire voglia di “prendere i pop corn”, e godersi lo spettacolo di una lotta fratricida, è proprio il caso di dire. Ma per chi invece subisce ogni giorno gli esiti di questo modo di fare politica non può che esserci rabbia e disgusto davanti alla vicenda del terzo mandato. Una legge voluta da Fugatti, al solo scopo di garantirsi la poltrona, a suon di forzature, di storpiature dei regolamenti, pur di fare una legge in tempi da record. In un momento complicato per il mondo, in mezzo a una crisi dai pesanti risvolti sul nostro Trentino, l’unica preoccupazione del potere è quella di mantenere il potere. La contrarietà alla legge di Fratelli d'Italia infatti, pur con scelta di segno opposto, risponde alla stessa logica, quella di rivendicare un primato e la stessa poltrona alle prossime provinciali, e non regge davanti alle logiche personalistiche dei vari consiglieri. In mezzo, quel che resta degli autonomisti. Pronti a capire qual è il prossimo carro su cui conviene saltare. Attoniti davanti a questo indecente teatrino restano i trentini, che non possono che chiedersi come sia possibile che la politica si occupi soltanto di sé stessa davanti alla situazione attuale: inflazione alle stelle, affitti insostenibili, sanità pubblica al collasso, solo per indicare alcune questioni. Per non parlare della situazione economica legata alle vicende attuali, che rischia di veder collassare l'economia agricola basata sulla monocoltura di vite e mele. La coalizione composta da Onda, M5S e Rifondazione comunista rifiuta queste logiche. La politica per noi deve essere a servizio dei cittadini, qualcosa di diametralmente agli antipodi rispetto a quello cui stiamo assistendo. Quale credibilità possono offrire alla città di Trento forze politiche che si stanno proponendo come coalizione per governare la città, mentre in Provincia muovono una lotta senza quartiere per vedere chi è il più forte? Sarà davvero questa la Trento che ci meritiamo?"
Esulta, invece, Andrea Demarchi, il candidato sindaco di Prima Trento, la coalizione formata da Patt, Lista Spinelli e La Civica che parla di "storica vittoria per l'autonomia decisionale trentina", congratulandosi con il presidente Fugatti. Dunque, anche con la Lega, una delle forze politiche che appoggiano la "competitor" Ilaria Goio e non lui.
"Esprimo grande soddisfazione per l'esito positivo della votazione per il terzo mandato in Provincia - scrive Demarchi in una nota -. Al di là delle persone e al di là della evidente affermazione politica del Presidente Fugatti con cui volentieri mi congratulo, si tratta di una oggettiva, storica vittoria per l'autonomia decisionale trentina rispetto ai veti romani. Questo voto d'aula sortirà naturalmente i suoi effetti positivi anche nella corsa per il comune di Trento, dove il centrodestra trentino, moderato, civico, territoriale e autonomista di Prima Trento beneficerà di ulteriore spinta in una campagna che già viaggia sulle ali dell'entusiasmo e della crescita costante. Da oggi il vento del cambiamento per una politica moderata autenticamente territoriale soffia ancora più forte".












