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Crisi di Giunta da Fugatti nessun segnale, Urzì: ''Basterebbe rispettare i patti. Invece si trascina indecorosamente questo spettacolo. Noi gruppo unito nonostante le uscite Cia''

La soluzione a questo stallo è semplicissima (basterebbe dare la vicepresidenza a Francesca Gerosa come da accordi preelettorali) eppure tutto è ancora fermo con il presidente del Trentino che non riesce a risolvere questa sempre più imbarazzante situazione. Intanto Daldoss e Girardi ribadiscono di essere organici al partito (Biada lo era già). Urzì: ''Anche Cia, nonostante il disordine delle sue dichiarazioni dettate da forte emotività, che non giustifica ma spiega la spasmodica difesa della propria poltrona, ha ribadito di appartenere a Fratelli d'Italia''

Di Luca Pianesi - 05 dicembre 2023 - 18:31

TRENTO. "Abbiamo chiesto dal primo minuto del primo giorno il rispetto degli accordi che prevedevano la vicepresidenza della giunta provinciale e un numero corrispondente di ruoli, lo stesso della Lega per il peso specifico di FdI nella coalizione. Questo non è avvenuto. Rispettare i patti avrebbe dato governabilità e stabilità immediata al Trentino". Così, in una nota, il commissario provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì in riferimento al braccio di ferro con il presidente Fugatti per la vice presidenza e le deleghe.

 

Da oltre 40 giorni dal voto, infatti, tutto è bloccato perché il presidente Fugatti ha tentato di forzare la mano e imporre sé stesso a discapito della coalizione che ha vinto le elezioni donando la vicepresidenza al suo fedelissimo Spinelli quando era già promessa a Francesca Gerosa. Il patto, infatti, era noto a tutti: Fratelli d'Italia rinunciava alle legittime ambizioni di guida del territorio e quindi alla corsa con Gerosa presidente e Fugatti le assicurava la carica di vice. 

"Invece di rispettare i patti ora stanno trascinando indecorosamente questo spettacolo - prosegue Urzì -. Il gruppo di Fdi è unito nella sua totalità nonostante le decisioni unilaterali dell'assessore Claudio Cia di mantenere la propria poltrona mentre il partito trattava anche per le altre funzioni da assegnare agli altri colleghi", precisa Urzì, definendo la decisione di Cia "personale e unilaterale". Infatti Cia, come è noto, è l'unico che ha ceduto alle lusinghe di Fugatti e pur di sedersi nell'ufficio di assessore si è mosso in solitaria spiazzando il partito. Con lui, va detto, contro la linea di Fratelli d'Italia si sono espressi in Regione anche i tre consiglieri trentini Daldoss, Girardi e Biada mentre fedeli al partito sono rimasti Gerosa e i due consiglieri altoatesini Galateo e Scarafoni

 

I tre consiglieri trentini, indifendibili dopo la mossa in Regione, hanno però cercato di rientrare nei ranghi e sono stati in qualche modo riaccolti mentre Cia ha continuato a comportarsi di testa sua (addirittura facendosi fotografare nell'ufficio di un assessorato che non si sa se davvero sarà mai suoi) apparentemente con l'unico obiettivo di preservare la carica ottenuta da Fugatti. Un Fugatti che ha la soluzione di ogni problema a portata di mano da settimane (vicepresidenza a Gerosa per il resto, soprattutto per Cia, visto come si è comportato, è probabile che non si faranno barricate) ma che sta tenendo bloccato il Trentino per non ben chiare motivazioni.

 

Cosa sottolineata anche da Urzì: "Non si capisce cosa si stia attendendo per definire i ruoli e le funzioni così come previsto dal patto elettorale. Noi siamo pronti ad assumerci le nostre piene responsabilità. Anche il consigliere Cia, nonostante il disordine delle sue dichiarazioni dettate da forte emotività, che non giustifica ma spiega la spasmodica difesa della propria poltrona, ha ribadito di appartenere a Fratelli d'Italia, quindi il gruppo conta come all'inizio della legislatura cinque consiglieri come la Lega, più di tutti gli altri gruppi politici della maggioranza. La domanda è perché ancora non si sia data forma a tutti gli organi organi legislativi ed esecutivi della provincia".

 

E a conferma di quanto detto dal commissario provinciale sono arrivate anche le parole di Daldoss e Girardi (i due che dopo Cia sono apparsi meno organici al partito): ''In merito a diversi articoli apparsi sulla stampa locale, riteniamo dover portare alcuni elementi di chiarezza sulla situazione politica attuale e nostra personale. Siamo spesso citati a sproposito e ci vengono attribuite volontà estranee al nostro pensiero. Preme evidenziare che il nostro agire non ha mai avuto come scopo quello di tornaconti personali nell’attribuzione di “poltrone”. Siamo sempre stati guidati dal poter portare dei contributi positivi per far partire questa legislatura nel più breve tempo possibile. Questo con scelte non facili che hanno portato anche a delle incomprensioni con il nostro Partito, che come abbiamo già detto, sono state superate''.

 

Quindi il pieno appoggio al commissario: ''Il partito, tramite Urzì, sta portando avanti la   trattativa che riguarda la formazione della Giunta Provinciale, nel rispetto degli accordi preelettorali, con lo scopo di dare al Trentino un governo forte e una maggioranza coesa e contestualmente ottenere il giusto riconoscimento del ruolo di FDI nelle istituzioni provinciali e regionali. Lo si deve ai Trentini che giustamente si aspettano che i loro problemi e aspettative vengano affrontati velocemente e con efficacia''.

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