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Dietrofront dei consiglieri dissidenti: "Lo stallo nelle trattative non è colpa di Fratelli d'Italia: si rispettino gli accordi presi". Urzì: "Uniti sulla vice presidenza"

Ricomposta la spaccatura, Fratelli d'Italia preme per far valere gli accordi presi, soprattutto sulla vice presidenza della Provincia. Riprendono i lavori in Aula ma si va verso un'altra fumata nera sull'elezione del presidente del Consiglio provinciale, il centrosinistra alla finestra. Demagri (Casa Autonomia): "Richiamiamo il presidente alla sue responsabilità"

Di Luca Andreazza - 30 novembre 2023 - 05:01

TRENTO. La spaccatura in Fratelli d'Italia sembra essersi ricomposta e ora le operazioni della trattativa con la Lega appaiono ritornate saldamente nelle mani di Urzì. C'è un passo indietro dei quattro consiglieri trentini "dissidenti" e l'allineamento sulla posizione indicata dai vertici dopo il tradimento dell'accordo da parte del governatore Fugatti: l'assegnazione della vice presidenza va rispettata. Intanto si torna in Aula per eleggere il presidente del Consiglio provinciale. Probabile un'altra fumata nera con il centrosinistra alla finestra per capire l'evoluzione nella coalizione di centrodestra e i tempi di superamento della crisi di Giunta. In quest'ultimo caso i meloniani aprono a una fase di distensione dei rapporti.

 

La Giunta si riunisce a ranghi ridotti per l'assenza di Gerosa e Cia mentre oggi riprendono i lavori d'Aula. Lo stallo rallenta, infatti, le attività in piazza Dante. Ancora tante le partite aperte tra la nomina del presidente del Consiglio provinciale e i presidenti delle varie commissioni, ma anche delle dimissioni di Zanotelli per rientrare come assessora tecnica nella squadra di governo. Il centrosinistra resta in attesa delle mosse della maggioranza. L'Alleanza democratica e autonomista pensa di lasciare l'Aula ma si va verso un altro rinvio delle scelte.

 

"Non ci sono ancora nomi e proposte sul tavolo per le varie nomine. Non si conoscono, se ci sono, i programmi politici della maggioranza", commenta Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Richiamiamo il presidente della Provincia alla responsabilità delle sue funzioni perché questo non è portare avanti l'interesse del Trentino. L'autonomia appare commissariata da Roma. Eventuali azioni vengono valutate sul momento sulla base di quanto accade e se il centrodestra intende forzare eventuali situazioni". 

 

Nel frattempo la frattura in casa FdI sembra essersi ricomposta, potrebbe essere tornato un po' sereno tra i meloniani. Quanto avvenuto in Regione con il voto "disgiunto" di Biada, Cia, Daldoss e Girardi a sostenere la Lega e l'elezione di Roberto Paccher a presidente del Consiglio regionale verrà valutato nel merito, ma adesso bisogna far rispettare l'accordo con riferimento particolare alla vice presidenza della Provincia, promessa ancora a luglio a Francesca Gerosa. Un patto tradito però da Fugatti nel momento di ufficializzare la squadra di governo provinciale. 

 

Aperto il fronte, i quattro consiglieri hanno cercato di ricucire all'indomani dell'incidente e hanno spiegato che la scelta è stata quella di dare un segnale di responsabilità e di reale possibile unità della maggioranza che avviare il prima possibile un governo fortecompatto e autorevole, capace di governare le sfide dei prossimi 5 anni, che necessita di mettersi al più presto al lavoro. Un voto, insomma, con lucida responsabilità nell'interesse del Trentino, dei trentini e del partito, a cui si sentono pienamente di appartenere.

 

Un atto di responsabilità rispedito al mittente a stretto giro: "Votare contro il proprio partito non è mai un atto di responsabilità", le parole di Alessandro Urzì, commissario provinciale di Fratelli d'Italia. "Tutti i dirigenti, gli eletti e i militanti del partito sono chiamati a fare rispettare i patti assunti dai nostri partner. E in Regione al contrario si è eletto un presidente del Consiglio regionale del partito del presidente Fugatti senza che fosse risolto il problema a monte, interno alla coalizione. E questo non è segno di responsabilità verso FdI e verso i trentiniAl massimo verso Fugatti e la Lega".

 

E Urzì aveva elencato i ruoli raggiunti dalla Lega in questo avvio di legislatura: presidente della Giunta provincialedue assessori provincialiun consigliere in più rispetto a quelli eletti alla tornata elettorale, il presidente del Consiglio regionale. Una fotografia ritenuta sproporzionata rispetto ai risultati elettorali. A ogni modo nelle scorse ore c'è stato un ulteriore passo indietro dei quattro consiglieri. 

 

L'iniziativa, spiegano Biada, Cia, Daldoss e Girardi, di mandare un segnale di responsabilità all'interno della maggioranza di centrodestra, aveva l'obiettivo di creare le condizioni per giungere velocemente alla piena funzionalità degli organi legislativi ed esecutivi di Provincia e Regione. Non ci sarebbero state, anzi, trattative per scambi di poltrone, ruoli o protagonismo personale. Tutto viene respinto. La volontà era quella di riuscire a instaurare un clima di collaborazione e unità di intenti tra tutti i componenti della maggioranza nell'interesse del Trentino.

 

Nella nota viene riferito che appartengono convintamente a un partito che chiede rispetto e la giusta rappresentanza al pari delle altre forze politiche che fanno parte del centrodestra. Questo stallo nelle trattative, aggiungono Biada, Cia, Daldoss e Girardi, non è riconducibile a FdI, che esponendosi con il voto in Consiglio regionale, ha fortemente ribadito la proprio disponibilità al dialogo, "anche a rischio incomprensioni interne che riteniamo oggi superate. L'appello a 'fare presto', che la comunità trentina rivolge ai rappresentanti politici, è da noi condiviso. La base di partenza di un giusto accordo non può essere che l'applicazione di quanto sottoscritto prima delle elezioni, del risultato elettorale e dell'applicazione del principio della matematica alla politica. Lo dobbiamo a tutti coloro che hanno votato FdI che con il loro voto hanno inteso premiare un elemento di discontinuità e di novità del centrodestra".

 

Parole sottoscritte dal commissario provinciale di Fratelli d'Italia del Trentino che ribadisce come la vice presidenza, oggi assegnata a Spinelli, sia una priorità. La richiesta è naturalmente quella di rispettare i patti. "A nome di tutto il partito esprimo grande soddisfazione per il pieno ricompattamento di FdI all’insegna degli impegni assunti con il Trentino e i suoi elettori: noi manterremo come sempre la parola data, governeremo per il bene del territorio con l’autorevolezza consegnataci dal voto confidando sul rispetto degli impegni elettorali da parte di tutti".

 

Questo il punto di partenza per risolvere la crisi di Giunta. "Sarà presto risolta la crisi nella fase di costituzione del governo provinciale con il riconoscimento del ruolo che spetta al partito che ha permesso di conquistare il premio di maggioranza e che ha ottenuto a pari merito con il partito del presidente la leadership della coalizione. Le dichiarazioni dei consiglieri provinciali Cia, Girardi, Daldoss e Biada sono rappresentative della riacquisita unità di FdI in una fase certamente complessa, considerata l’inattesa mancata attuazione dell’accordo elettorale da parte di Fugatti", conclude Urzì.

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