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Trento
23 novembre | 05:01

Crisi di Giunta, Fugatti apre alle trattative ma "l'accordo non è stato tradito". Marchiori: "Si ritrovi dialogo e buonsenso: le elezioni sono finite, bisogna governare"

Il presidente non sarebbe preoccupato dalla questione trentina balzata a livello nazionale con ripercussioni sulle alleanze: "Mi fermo a Borghetto". Intanto il Patt guarda alle prossime scadenze, Simone Marchiori: "Sanità una sfida ma Tonina sarà all'altezza. Il presidente del Consiglio provinciale e gli assessorati regionali? Servono persone di garanzia per l'autonomia. Le Stelle Alpine hanno queste figure e se c'è bisogno non ci fermiamo indietro" 

Crisi di Giunta, Fugatti apre alle trattative ma "l'accordo non è stato tradito"

TRENTO. Il centrodestra cerca di superare il vicolo cieco in cui si è infilato da solo. A quasi una settimana dall'ufficializzazione della Giunta provinciale e la fuoriuscita di Fratelli d'Italia per la vice presidenza negata, il governatore Fugatti apre al dialogo, anche perché l'interesse è alto. La pattuglia meloniana ha un peso non trascurabile sulla tenuta della maggioranza in piazza Dante. Ma la situazione resta complessa. Il partito di Giorgia Meloni appare saldo sulle posizioni, supportato anche da Roma, e non sembra voler arretrare sul rispetto degli accordi. 

 

Il presidente è convinto di non aver tradito i patti e c'è il tentativo di riannodare il discorso per superare l'impasse della Giunta anche per affrontare, per quanto possibile, con più serenità le varie scadenze: elezione del presidente del Consiglio provinciale, presidenti delle Commissioni e poi la scelta degli assessori regionali.

 

"Non ho disatteso l'accordo pre-elettorale con Fratelli d'Italia che prevedeva un unico rappresentante. Con due assessori il discorso è cambiato", commenta Fugatti. "Non è facile fare politica con solo 6 assessori. Sono interessato a trovare un accordo, una soluzione va trovata". C'è ancora divario rispetto alle posizioni del partito di Giorgia Meloni: la vice presidenza a Gerosa, che resta un punto fermo, e la distribuzione di assessorati e deleghe sulla base del risultato elettorale. Non sarà semplice, ma si troverà una sintesi. E in queste ore le diplomazie sarebbero all'opera in questo senso. Diversamente c'è comunque molto da perdere su entrambi i fronti.

 

Una questione trentina che è subito balzata a livello nazionale, prima le segreterie dei partiti e poi in quelle Regioni in cui la coalizione di centrodestra si avvia alla chiusura delle trattative per le elezioni. Un effetto domino e il centrodestra rischia di andare in frantumi in Sardegna, Abruzzo e Basilicata con gli schemi messi a dura prova dalle tensioni tra Lega e Fratelli d'Italia per la Provincia di Trento. "Non mi interessano le tematiche nazionali anche se la politica nazionale l'ho mastica, mi fermo a Borghetto", chiude Fugatti con una risposta indiretta al ministro Lollobrigida.

 

Il tempo non è molto ma sufficiente per quantomeno una tregua, rasserenare gli animi e ritrovare un'intesa. Spettatori, interessati, gli esponenti del Patt. L'assessore Mario Tonina, come gli altri componenti della squadra di governo, ripone fiducia nella capacità di mediare del governatore. Osserva anche la segreteria politica delle Stelle Alpine. 

 

"La questione va definita - commenta Simone Marchiori, segretario politico del Patt - la prerogativa per comporre la Giunta è del presidente, il quale ha operato delle scelte per garantire un equilibrio di rappresentanza. Il problema è con una forza politica: non c'è la vice presidenza ma ci sono due assessori. E' corretto che ci sia un confronto per trovare una soluzione tra le parti. Credo poi che le competenze siano tutte importanti, per esempio ritengo istruzione e cultura settori strategici. Inoltre siamo un territorio autonomo e la responsabilità è diretta. Ci possono essere sensibilità, interessi e ambizioni ma non ci sono assessorati di risulta. In ogni caso probabilmente si può limare qualcosa sulle deleghe: c'è stata un'apertura di Fugatti in questo senso anche negli scorsi giorni".

 

Le Stelle Alpine premono per chiudere questa pagina, comunque brutta, all'interno della maggioranza. Una falsa partenza con una crisi di Giunta dopo poche ore dall'ufficialità delle nomine. "La coalizione ha avuto un'affermazione importante - evidenzia Marchiori - ora bisogna chiudere la parentesi elettorale per iniziare a governare il Trentino. Non c'è tempo da perdere perché i cittadini si aspettano risposte e questa situazione poi si trascina anche sugli elettori. E' importante che si riprenda il dialogo con buonsenso". 

 

La gestione della sanità è ricaduta sul Patt, regolarmente presente alla prima riunione dell'esecutivo. "Un incarico sicuramente di peso e di responsabilità perché vale un quarto del bilancio provinciale", dice Marchiori. "La sfida non è semplice, i trentini si aspettano molte risposte ma Tonina sarà sicuramente all'altezza del compito. Il posto in Giunta ci garantisce la possibilità di dire la nostra e di portare il nostro contributo nelle sedi delle decisioni". 

 

Da risolvere l'affaire Giunta, ci sono altri posti da allocare. Da riempire le caselle delle Commissioni e degli assessorati regionali. Il presidente del Consiglio uscente è Kaswalder, rientrato tra gli autonomisti. In quest'ultimo caso si punta a una riconferma? "Sono fronti diversi, anche se prima bisogna risolvere le schermaglie dell'esecutivo. Ogni cosa va affrontata caso per caso. Parliamo di importanti istituzioni dell'Autonomia e non si devono assegnare per giochi politici. Non è una questione di poltrone ma di risposte che vogliamo dare ai cittadini. Servono persone di garanzia, il Patt ha queste figure e se c'è bisogno non ci tiriamo indietro", conclude Marchiori.

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