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Caso Savoi, Demagri: ''I valori del Patt sono troppo distanti da quelli della Lega: Fugatti perde pezzi ma questo non giustifica un linguaggio così violento e volgare''

Le Stelle alpine tramite la segreteria politica, composta da Simone Marchiori e Roberta Bergamo, ha subito manifestato solidarietà nei confronti di Ambrosi e Rossato. La capogruppo del Patt in Consiglio provinciale: "Non è la prima volta che Savoi interviene con tenore aggressivo e offensivo nella sfera personale in Aula oppure pubblicamente. Non è più tollerabile: sembra intoccabile quando ha mancato di profondo rispetto anche nella parte istituzionale"

Di Luca Andreazza - 21 March 2021 - 05:01

TRENTO. "E' chiaro che questa vicenda deve portare a una riflessione seria e profonda: sono evidenti i valori e la sensibilità che ci dividono dalla Lega". Così Paola Demagri, capogruppo del Patt in Consiglio provinciale, che interviene per commentare la querelle legata all'uscita di Alessandro Savoi, culminate nelle dimissioni da presidente della Lega, a seguito del passaggio di Alessia Ambrosi e Katia Rossato in Provincia e Daniele Demattè in Comune in quota Fratelli d'Italia.

 

Le Stelle alpine tramite la segretaria politica, composta da Simone Marchiori e Roberta Bergamo, ha subito manifestato solidarietà nei confronti di Ambrosi e Rossato ("Un giudizio scurrile volgare inaccettabile. Il cambio di partito può non essere condivisibile e aprire un dibattito, ma non può essere un alibi per giustificare la violenza e l'inadeguatezza del linguaggio"). 

 

Negli scorsi giorni il Patt ha trovato un'intesa con Svp e Lega per nominare Lorenzo Ossanna quale assessore regionale per occupare il posto lasciato vacante da Claudio Cia, passato proprio a Fratelli d'Italia. Una manovra che è stata vista come un avvicinamento a destra delle Stelle alpine, tanto che la proposta è arrivata da Maurizio Fugatti. Un'elezione raggiunta comunque un po' a fatica: ci sono volute tre votazioni per il disco verde (Qui articolo).

 

Gli autonomisti hanno poi compensato con l'indicazione proprio di Demagri quale capogruppo in Provincia, un modo per equilibrare l'asse e riposizionare il partito al centro dello scacchiere politico. "In piazza Dante - evidenzia Demagri - siamo e restiamo all'opposizione: non saremo in alcun modo la stampella della Lega. Pur nel rispetto di tutti, siamo troppo diversi rispetto a parte della coalizione di centrodestra, come i valori portati avanti da Fratelli d'Italia. Diverso il discorso in Regione: vediamo i leghisti come intendono portare avanti i vari temi con l'Alto Adige ma lì abbiamo trovato un accordo con la Svp per rinsaldare il rapporto tra Trento e Bolzano: questo mandato è preciso e chiaro, una linea che abbiamo discusso e approvato all'interno della segretaria politica".

 

E proprio quanto avvenuto in sede regionale potrebbe aver accelerato alcune fuori uscite dal carroccio. La maggioranza sembra scricchiolare. Nonostante il mutamento degli equilibri e Fratelli d'Italia che è diventato il secondo gruppo consiliare nel centrodestra, Cia ha rassicurato gli alleati che il partito della Meloni resta in maggioranza provinciale, però ha evidenziato la necessità che la Lega inizi a condividere le scelte e trovare un certo grado di collegialità nelle decisioni (Qui articolo).  

 

"Non vogliamo entrare in casa degli altri e non possiamo permetterci analisi - dice la capogruppo del Partito autonomista trentino tirolese - notiamo comunque che Fugatti perde i pezzi e questo è sintomo di un certo nervosismo all'interno della coalizione di centrodestra e un modo di lavorare che forse non soddisfa tutti. Ma questo non può in nessun caso giustificare un linguaggio così volgare e violento".

 

E Savoi non è stato nuovo a esternazioni di questo tipo. Nel novembre 2019 venne fotografato (in compagnia dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti e del consigliere Gianluca Cavada) in bella posa davanti a una torta con la scritta Viva la Lega, viva la F..…. Un modo per festeggiare il compleanno di un tesserato. Non contento, Savoi apostrofò i giornalisti de Il Dolomiti che avevano sollevato la questione come culatoni. Per non parlare di quando definì i sindacati gente inutile, persone mantenute e parassite e quando si è espresso per voler chiudere le sedi del Partito democratico.

 

Nell'ultima vicenda relative al cambio in corsa delle due consigliere, ci sono state le prese di posizione di Walter Kaswalder in qualità di presidente del Consiglio provinciale e dell'assessora Stefania Segnana, quest'ultima non ha mai nominato Savoi nella nota, poi ripresa tout court da diversi esponenti leghisti. Un po' come se il compito fosse stato fatto e si potesse archiviare tutto. 

 

"Il confronto politico - prosegue Demagri - deve concentrarsi sui temi e non travalicare mai, in nessun caso, nella sfera personale. Quella di Savoi è la punta dell'iceberg di un problema più serio e profondo. Le prese di posizione sono apparse un po' timide. Non è la prima volta che Savoi interviene con tenore aggressivo e offensivo nella sfera personale in Aula oppure pubblicamente. Non è più tollerabile accettare un linguaggio simile e ci aspettiamo maggiore forza: sembra intoccabile quando ha mancato di profondo rispetto anche nella parte istituzionale".


In queste ore c'è stato anche il caso che vede centrale Cristina Santi, la sindaca di Riva del Garda ha sporto denuncia alle forze dell'ordine per minacce (Qui articolo). "Naturalmente tutta la solidarietà. Segno che è urgente come la politica tutta si faccia un esame di coscienza e si impegni a usare un linguaggio civile e rispettoso. In questo caso inoltre il presidente Fugatti è giustamente intervenuto per manifestare vicinanza. Purtroppo non sembra esserci un simile atteggiamento verso le ex compagne di partito. E' evidente che il Patt e la Lega sono divisi da diversi gradi di sensibilità, valori, programmi e ideologie", conclude Demagri.

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