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Dopo la torta con ''Viva la F...'' Savoi rincara scrivendo: ''Culatoni''. L'Arcigay chiede scuse ufficiali in aula, altri le dimissioni. Conzatti: ''Autonomia trentina oltraggiata''

Pioggia di critiche sia all'assessore alla cultura Bisesti (ritratto in diverse foto con la torta con scritto ''Viva la F...'') con l'Udu che ne chiede le dimissioni che al presidente del partito di maggioranza in Provincia che all'articolo de ilDolomiti ha risposto pubblicamente come peggio non poteva. Ghezzi: ''Bisesti e la capogruppo provinciale Dalzocchio, che si proclama paladina del rispetto delle donne e dei minori, e Segnana si dissocino dai commenti omofobici e odiocratici di Savoi''

Di Luca Pianesi - 23 novembre 2019 - 12:42

TRENTO. Si può sempre fare peggio e il presidente della Lega Alessandro Savoi, nonché vicecapogruppo in consiglio provinciale, c'è riuscito postando sulla nostra pagina Facebook un ''culatoni'' (senza doppia perché scriverlo in italiano sarebbe stato, forse, troppo politically correct, roba da professoroni) che si commenta da solo. E allora oggi sono tante le reazioni da quella dell'Arcigay che chiede al presidente del consiglio Kaswalder di stigmatizzare il linguaggio omofobo e violento del consigliere Savoi e alla capogruppo della Lega in Consiglio, Mara Dalzocchio, di dissociarsi e richiedere le scuse del consigliere a quelle dell'Udu (l'unione degli universitari) che chiede espressamente le dimissioni dell'assessore all'università e istruzione Mirko Bisesti.

 

Poi c'è la politica con il consigliere provinciale di Futura Paolo Ghezzi che, dichiara, ''esprimo la mia incondizionata solidarietà alla redazione del Dolomiti'' e quello del Patt Michele Dallapiccola che su Twitter commenta così ''eccolo qua l'assessore alla conoSCIEnza, il segretario del partito che governa il cambiamento in Trentino. Non una questione di cultura ma solo creanza ed educazione e se non ci arrivi certifichi i tuoi limiti e le tue incapacità''. E ancora Jacopo Zannini, consigliere comunale di Trento dell'Altra Trento a Sinistra, chiede le dimissioni di Savoi e la senatrice Donatella Conzatti che parla di ''speciale autonomia trentina oltraggiata''.

 

Cosa è successo? Andiamo con ordine: mentre sta per arrivare la Giornata contro la violenza sulle donne (è il 25 novembre ma già in questi giorni si stanno tenendo incontri e convegni su tutto il territorio, domani ci sarà la Women in Run e per lunedì Mara Dalzocchio ha già annunciato che l’Associazione Donne Federali, le ex Donne padane, sfilerà con degli scialli rossi come segnale di “stop alla violenza contro le donne”) vengono promossi anche dalla Provincia incontri per sensibilizzare la comunità al rispetto della donna, alla tolleranza, allo sviluppo di una cultura paritaria e di un corretto linguaggio di genere

 

Eppure se anche questi eventi sono stati presentati qualche giorno fa in conferenza stampa anche dall'assessore alla cultura e istruzione Mirko Bisesti, (ribadendo che è sua intenzione portare tutto ciò nelle scuole per educare e formare i giovani) pochi giorni prima era con i tesserati della Lega Val di Fiemme e Fassa con i consiglieri provinciali Cavada e Savoi (che è anche presidente della Lega) a festeggiare con tanto di foto ricordo tutti attorno a un torta con scritto ''Viva la Lega, Viva la F....''. 

 

Sembrava bastare come ''caduta di stile'' (giusto per usare un eufemismo) eppure il presidente Savoi si è superato e a commento del nostro articolo, dopo averci dato dei poveracci, ha rincarato la dose aggiungendo un altro commento: ''Culatoni''.  ''Ora basta! È inaccettabile che chi siede in Consiglio provinciale, a rappresentanza di tutti i trentini e le trentine, possa esprimersi con un simile vocabolario - commenta il presidente dell'Arcigay Lorenzo Depreto -. In queste settimane abbiamo assistito a episodi di omofobia estremamente gravi e in molti ci avete chiesto da dove nascono comportamenti violenti di questo tipo. Ecco, hanno origine nella legittimazione che commenti (imbarazzanti) come quello del consigliere Savoi danno loro''.

 
''Savoi (celebre per i suoi "vaffa" in aula consiliare e per aver dato della "me**a" al coloratissimo Dolomiti Pride) - prosegue Arcigay - usando questo vocabolario di fatto legittima comportamenti omofobi e discriminatori, come quelli che nelle ultime settimane, a Mezzolombardo, a Rovereto e a Borgo Valsugana, sono sfociati in gravi episodi di violenza. Non tolleriamo più un atteggiamento simile da parte dei/lle nostri/e rappresentanti istituzionali. Chiediamo formalmente al presidente del Consiglio Kaswalder di stigmatizzare il linguaggio omofobo e violento del consigliere Savoi e alla capogruppo della Lega in Consiglio, Mara Dalzocchio, di dissociarsi e richiedere le scuse del consigliere''.

 

La senatrice Donatella Conzatti che fa anche parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere commenta così l'accaduto: “La speciale autonomia trentina oltraggiata. Insulti, sberleffi, ingiurie, volgarità e affermazioni prive di fondamento da chi dovrebbe guidare. E’ urgente che, chi non l’ha ancora fatto, prenda le distanze da questo degrado sociale e istituzionale. Il Trentino e i trentini sanno e possono invertire la rotta''.

 

 

Questo Paolo Ghezzi: ''Essendo uno dei bersagli preferiti del consigliere Savoi (che mi ha rivolto epiteti irriferibili non più tardi di giovedì in prima commissione legislativa) esprimo la mia incondizionata solidarietà alla redazione del Dolomiti, attaccata perché osa praticare l'antica e sempre più vilipesa arte della libera informazione. Savoi è un personaggio pittoresco, perfino simpatico quando non pratica la comunicazione d'odio. E le nuove leve della Lega Salvini Trentino, a partire dal segretario Bisesti, sono comprensive e tolleranti nei suoi confronti: è solo un leghista della prima ora che esagera un po'... Ma se Bisesti e la capogruppo provinciale Dalzocchio, che si proclama paladina del rispetto delle donne e dei minori, e l'assessora provinciale alle pari opportunità Segnana non si dissociano dai commenti omofobici e odiocratici di Savoi, vuol dire che, come scrive il Dolomiti, sono una forza politica che legittima il peggio del maschilismo intollerante. E pensare che Fugatti - con l'oscena norma sulle case Itea - si dice mosso da una preoccupazione "educativa"''.

 


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