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| 20 mar 2021 | 10:52

“Le tro*e restano tro*e”, il caso Savoi diventa nazionale. Selvaggia Lucarelli: “Post pacato degno del partito che rappresenta”

Selvaggia Lucarelli interviene per condannare le parole del presidente del Carroccio: “Ieri due consigliere provinciali (prima la Ambrosi, poi la Rossato) sono uscite dalla Lega Trentino per passare a Fdi. Il presidente del partito leghista e consigliere provinciale Alessandro Savoi ha scritto un post pacato, degno del partito che rappresenta”

“Le tro*e restano tro*e”, il caso Savoi diventa nazionale
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Le parole del presidente della Lega del Trentino, Alessandro Savoi, hanno avuto una risonanza nazionale, d’altra parte il consigliere provinciale dopo la fuoriuscita di due colleghe, Alessia Ambrosi e Katia Rossato passate con Fratelli d’Italia, ha affidato la propria rabbia a un post su Facebook (poi rimosso): “E niente. Nella vita, come nella politica, i leoni restano leoni, i cani restano cani e le troie restano troie”. Parole sessiste che hanno suscitato la reazione di moltissimi esponenti politici di ogni partito.

 

A queste reazioni si è aggiunta quella della giornalista Selvaggia Lucarelli: “Ieri due consigliere provinciali (prima la Ambrosi, poi la Rossato) sono uscite dalla Lega Trentino per passare a Fdi. Il presidente del partito leghista e consigliere provinciale Alessandro Savoi ha scritto un post pacato, degno del partito che rappresenta”.

 


 

Il presidente della Lega trentina non è nuovo a esternazioni di questo tipo. Nel novembre 2019 venne fotografato (in compagnia dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti e del consigliere Gianluca Cavada) in bella posa davanti a una torta con la scritta “Viva la Lega, viva la F..…”. Un modo per festeggiare il compleanno di un tesserato. Non contento, Savoi apostrofò i giornalisti de Il Dolomiti che avevano sollevato la questione come “culatoni”. Per non parlare di quando definì i sindacati “gente inutile, persone mantenute e parassite”.

 

Nonostante ciò, almeno fino ad ora, le prese di distanza da parte degli altri esponenti del suo partito sono sempre rimaste timide a partire dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dall’assessora alla Salute e alle pari opportunità Stefania Segnana, che pure in questa occasione dovrebbero essere chiamati a rispondere per le esternazioni del presidente della Lega trentina.

 

 

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