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Trento, il 'caso Merler' ora crea problemi all'interno della Lega. Quattro consiglieri firmano un documento senza la capogruppo Giuliani

Onda Civica  torna a chiedere le dimissioni di Merler. Interviene anche la consigliera di 'Si può Fare' Silvia Zanetti: "Come si può valutare inadatta la figura di Merler a ricoprire il ruolo istituzionale per le evidenti dichiarazioni e pochi giorni dopo, costruire un accordo che ne preserva l’incarico istituzionale?" Il documento della Lega è firmato dai consiglieri Giuseppe Filippin, Vittorio Bridi, Daniele Demattè e Alessandro Saltori: "Consideriamo disdicevole la ventilata ipotesi di modifica dei tempi di trattazione degli atti"

Di GF - 18 gennaio 2021 - 13:29

TRENTO. Il caso Merler in Comune a Trento ora rischia di creare problemi anche all'interno delle minoranze e soprattutto all'interno della Lega in città.  La vicenda ormai è conosciuta. Il vicepresidente Andrea Merler, ed ex candidato sindaco della destra sostenuto da Lega e Fratelli d'Italia, nelle scorse settimane ha scritto un post nel quale diceva: “Siamo cittadini e non sudditi di sudici sudisti” parlando anche di “Un governo meridionalista e sudista, in salsa Pd e 5Stelle, a trazione foggio-salernitana (con cultura del debito)”.

 

Se da un lato la maggioranza di centrosinistra ha tentato, senza riuscirci, di chiedere le sue dimissioni e Onda Civica aveva preparato una mozione di sfiducia, dall'altra il presidente del Consiglio comunale, Paolo Piccoli la scorsa settimana ha risolto la questione lanciando una “commissione paritetica per un nuovo regolamento del Consiglio comunale” capace di rilanciarne anche il ruolo. Un lavoro, appoggiato (ovviamente) dallo stesso Merler che sarebbe dovuto andare avanti senza frenate delle opposizioni. In questo modo tutta la vicenda del vicepresidente sarebbe rientrata.

 

Non sembra essere stato, però, valutato quello che di tutta questa operazione pensano le opposizioni. Alcuni consiglieri della Lega l'hanno giudicata “imbarazzante” e il proprio pensiero lo hanno messo nero su bianco in un documento firmato da Giuseppe Filippin, Vittorio Bridi, Daniele Demattè e Alessandro Saltori. Marca invece la firma della capogruppo Bruna Giuliani.

 

“E' imbarazzante – spiega telefonicamente Filippin – che nessuno si sia preso in carico di evidenziare la contrarietà relativa alla ventilata modifica del regolamento proposta dal Presidente Piccoli. E' chiaro che si riferiva ai tempi d'aula. Avevamo chiesto alla capogruppo una presa di posizione ma non è avvenuta”.

 

Nel documento firmato, i quattro consiglieri spiegano che come minoranza responsabile “abbiamo  dimostrato serietà e concretezza verso la città durante i lavori per l'approvazione in tempi rapidi del D.U.P. 2021-2023”. Ciò premesso, spiegano “siamo disponibili verso la proposta di istituire una commissione per la revisione e il miglioramento del Regolamento allo scopo di semplificare le modalità dei lavori d’aula mentre consideriamo disdicevole la ventilata ipotesi di modifica dei tempi di trattazione degli atti, considerando ciò sia una riduzione del rapporto democratico che uno ridimensionamento del ruolo della minoranza che comunque rappresenta una parte importante della città”.

 

Sulla reazioni della Lega ad intervenire è Andrea Maschio, consigliere di Onda Civica. "A ben leggere sembra già essere saltata la disponibilità del centrodestra, o almeno della Lega, ad elaborare un nuovo regolamento del consiglio comunale che permetta tempi certi alla discussione degli argomenti al fine di rendere lo stesso maggiormente utile alla città" spiega in una nota. "Con un atto di forza contro la capogruppo, il gruppo Lega dichiara già da subito la contrarietà alla riduzione dei tempi di trattazione consigliari - continua - ed ecco che subito le dimissioni del vicepresidente che abbiamo chiesto in modo fermo e risoluto e che con una condivisibile strategia istituzionale il Presidente, con troppo ottimismo, aveva evitato tornano di fatto sul tavolo". Onda Civica torna a chiedere le dimissioni di Merler. "Continuiamo a ritenere che il rispetto dell'istituzione non possa essere associato ad altri argomenti e nonostante la nostra precedente disponibilità ad accettare il compromesso, vista l'attuale presa di posizione della Lega, che di fatto fà saltare l'accordo, continuiamo ad aspettarci le dimissioni del Vicepresidente" ha concluso Andrea Maschio.

 

Una posizione chiara viene espressa anche dalla consigliera d'opposizione di "Si può fare" Silvia Zanetti. "Tra i primi, proprio la sottoscritta ha sottolineato il fatto che quel ruolo istituzionale e super partes non potesse essere occupato da chi aveva, per banale errore o per scelta, rilasciato affermazioni di una tale portata. La stessa maggioranza in Consiglio Comunale comunicava il forte invito alle dimissioni dalla vicepresidenza, nonché l'ipotesi concreta della sfiducia per tutelare l'istituzione comunale. Sorprende quindi come a fronte di un accordo sulla modifica del regolamento d'aula che parrebbe neppure essere stato raggiunto, la maggioranza abbia deciso di mantenere la figura di Merler alla vicepresidenza, giudicata poche ore prima inadatta a ricoprire la carica istituzionale".

 

Le migliorie ad un regolamento comunale volte alla velocizzazione dei lavori d'aula ed al risparmio in termini economici dei costi della politica, spiega la consigliera "Proprio perché a beneficio dell’intera collettività, dovrebbero certamente trovare il consenso dell’intera aula, a prescindere da accordi sulle poltrone che rappresentano le istituzioni. Proprio per questo motivo emerge l’incomprensibilità della scelta della maggioranza e di chi ne è a capo: una persona, indicata fino a ieri come inadeguata a ricoprire ruoli di rappresentanza della comunità, può oggi essere eticamente riabilitata in virtù di un accordo indicato anche da un quotidiano locale come 'patto anti - ostruzionismo?'".

 

"Come è possibile - si chiede Zanetti - valutare inadatta la figura di Merler a ricoprire il ruolo istituzionale per le evidenti dichiarazioni e pochi giorni dopo, costruire un accordo che ne preserva l’incarico istituzionale?".

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