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Trento, Merler si dimette da vicepresidente del Consiglio comunale. Onda Civica: ''Una buona notizia'. Il Pd: ''Vuole bloccare i lavori in aula? Non aiuta così la città''

L'ex candidato sindaco della destra prendendo spunto da una votazione per i rappresentanti nell'Azienda forestale Trento - Sopramonte ha deciso di dimettersi. Non l'aveva fatto, però, quando sono arrivate critiche da tutta Italia per le sue parole ''Sudici sudisti'' scritte su Facebook 

Di GF - 13 febbraio 2021 - 15:31

TRENTO. Alcuni gli avevano chiesto le dimissioni dopo l'uscita infelice fatta circa un mese fa nella quale aveva usato, in un post di Facebook, le parole “sudici sudisti” (QUI L'ARTICOLO). In quel momento, però, il consigliere ed ex candidato sindaco della destra a Trento, Andrea Merler, aveva tirato dritto presentandosi poi a fianco del presidente del Consiglio comunale Paolo Piccoli, per stringere una sorta di patto per la riforma del regolamento dell'aula (QUI L'ARTICOLO).

 

In queste ore, però, le dimissioni da vicepresidente del Consiglio sono arrivate con una lettera inviata al presidente Piccoli. I motivi? L'elezione dei rappresentanti nell'Azienda forestale Trento-Sopramonte, nella quale la maggioranza di centrosinistra avrebbe distribuito i suoi voti anche su un nome della minoranza non indicato da quest'ultima.

 

A seguito della condotta irresponsabile di buona parte della maggioranza (ben 8 membri) – spiega nella lettera – al momento del voto sull'indicazione dei membri di rappresentanza del Consiglio comunale, all'interno dell'Azienda Forestale Trento-Sopramonte, ha deciso di falsare il voto distribuendo i suoi consensi anche sui membri della minoranza , non rispettando l'indicazione della maggioranza delle minoranze e così scegliendo anche il membro della minoranza, fa venire meno, soprattutto dopo il mio esplicito monito in tal senso, il rapporto di fiducia e di collaborazione tra maggioranza e minoranza”. Da questo fatto la decisione da parte di Merler di non poter più svolgere la figura del vice-presidente del Consiglio: “Non posso collaborazione con chi utilizza la violenza dei numeri sui diritti dei rappresentanti del popolo”.

 

Ad inizio gennaio un post di Merler su Facebook aveva scatenato un'accesa polemica. Aveva scritto: “Siamo cittadini e non sudditi di sudici sudisti” parlando anche di “Un governo meridionalista e sudista, in salsa Pd e 5Stelle, a trazione foggio-salernitana (con cultura del debito)”. Le parole avevano portato da un lato le critiche della maggioranza dall'altro la richiesta di dimissioni che era arrivata  da Onda Civica. Quest'ultima strada, però, era stata poi abbandonata. La maggioranza di centrosinistra fin dall'inizio si era dimostrata abbastanza tiepida su questa proposta portata avanti invece da Andrea Maschio. La vicenda si era risolta con l'intervento del presidente Piccoli.

 

Oggi, invece, le dimissioni di Merler sono arrivate sul tavolo di Piccoli e i toni usati dall'ex candidato sindaco non sono stati di certo morbidi parlando di “forte ripercussione nelle dinamica d'Aula, siano a quando non verrà ristabilito il reciproco rispetto dei ruoli e dei diritti”.

 

Parole questa sulle quali interviene l'ex assessore e capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Italo Gilmozzi, stigmatizzando l'intervento. “E' assurdo e sconvolgente che in un momento in cui anche a livello nazionale si cerca di lavorare tutti assieme per il bene della cittadinanza il consigliere Merler annunci di voler bloccare i lavori del consiglio”.

 

La vicenda, ha spiegato Gilmozzi, è nata dalla votazione di un membro per l'azienda forestale Trento – Sopramonte. “Le minoranze avevano proposto un candidato che però era anche presidente di un'Asuc – ha spiegato Gilmozzi – e abbiamo cercato di far capire che non era opportuno. Purtroppo però Merler ha scelto di andare per la propria strada e così alcuni membri della maggioranza hanno scelto di votare un altro esponente delle minoranze''.

 

Non è quindi mancata alcuna nomina e vi è una rappresentanza sia della maggioranza che della minoranza. “Non ci siamo intromessi e nemmeno abbiamo votato contro un membro della minoranza” ha chiarito ancora Gilmozzi “e da inizio di questa consiliatura ci siamo intromessi negli affari della minoranza solo una volta, per la scelta della vicepresidente della Commissione sport , ma in quel caso favorendoli”.

 

In merito alle “forti ripercussioni nelle dinamiche d'Aula” annunciate da Merler, Gilmozzi conclude: “Stiamo lavorando tutti per riuscire ad aiutare la cittadinanza in una gravissima pandemia e ora tutti dobbiamo anche affrontare una zona arancione. Bloccare i lavori in consiglio non è certamente il modo migliore di amare Trento''.

 

A parlare di "stupore" nell'apprendere la decisione di Andrea Merler di dimettersi dalla carica di vice presidente del Consiglio Comunale di Trento e anche la consigliera Silvia Zanetti. "Questo - spiega - a più di un mese dall' infelice uscita sui 'sudici sudisti', dopo settimane di polemiche sull'opportunità della sua figura in quel ruolo e dopo la notizia di un ipotetico accordo sulla modifica del regolamento d'aula a fronte proprio del mantenimento di Merler nel ruolo di vice presidente. Oggi, 13 febbraio, arrivano improvvise le dimissioni sorrette da motivazioni che lasciano  ben più di una perplessità e che poco hanno a che fare con la vice presidenza".

 

Vengono accolte come "una buona notizia" le dimissioni di Merler da parte di Onda Civica. "Abbiamo chiesto le sue dimissioni più e più volte - ha spiegato il consigliere Andrea Maschio -  vista la dimostrazione di incapacità dello stesso di svolgere un ruolo tanto delicato quanto prestigioso come quello della vicepresidenza del nostro consiglio comunale senza alcun esito". E sempre in merito al modo in cui ha agito in consiglio comunale Merler, Maschio rincara la dose: "Qui non siamo di fronte ad un consigliere incapace di svolgere il ruolo della vicepresidenza ma di un politico che durante la campagna elettorale si è forse montato troppo la testa e che ora ha perso quell’equilibrio e quell’aplomb che lo avevano caratterizzato nel passato. Credo sarebbe più opportuno un momento di riflessione per trovare il bandolo di una matassa che pare ormai irrimediabilmente annodata"

 

 

 

 

 

 

 

 

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