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Fugatti il “super-presidente” sarà anche il commissario per la gestione dei fondi destinati al riordino della rete ospedaliera trentina

Dopo il trasferimento di competenze sui grandi carnivori e il tesoretto da circa 350 milioni di euro depositato sul fondo di riserva, il presidente della Pat si è fatto nominare commissario delegato per la gestione dei fondi dedicati all’attuazione degli interventi per la “ristrutturazione” e l’aggiornamento degli ospedali trentini

Di Tiziano Grottolo - 10 October 2020 - 20:44

TRENTO. La comunicazione ufficiale è arrivata con l’ultima conferenza stampa dedicata ai provvedimenti varati dalla Giunta e agli aggiornamenti sul Coronavirus: Maurizio Fugatti si è fatto nominare commissario delegato per il riordino della rete ospedaliera trentina. In altre parole spetterà al presidente della Pat gestire parte dei fondi per l’attuazione degli interventi per la “ristrutturazione” e l’aggiornamento degli ospedali trentini in funzione anti-Covid. Si parla di un tesoretto da 34 milioni di euro, di questi 17 milioni saranno gestiti dallo stesso Fugattti dopo che, su richiesta della Pat, il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri lo ha nominato commissario delegato. La gestione dell’altra metà dei fondi resterà in capo ad Arcuri che si occuperà, tramite gare d’appalto, di recuperare apparecchiature, dispositivi e altri materiali sanitari da destinare all’Apss.

 

Il Trentino, attraverso l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, gestirà quindi in autonomia tutti gli adempimenti necessari per l’attuazione delle modalità organizzative e per la realizzazione delle opere necessarie a riorganizzare il sistema sanitario provinciale, al fine di contrastare efficacemente la pandemia. In particolare la Provincia potrà attuare le opere e i servizi tecnici connessi, accelerando la tempistica dei procedimenti di appalto.

 

Ad ogni modo è impossibile non notare come Fugatti stia accentrando sulla sua figura diverse responsabilità. L’impressione è che il presidente non possa fare affidamento su una squadra preparata, non si spiegano altrimenti le 23 deleghe che Fugatti ha tenuto per sé dall’inizio della legislatura. Alcune di queste riguardano anche settori molto importanti come interventi in materia di sicurezza, immigrazione, appalti e contratti, opere pubbliche e viabilità ma anche corpo forestale, protezione civile e prevenzione rischi. Senza dimenticare che a quest’ultimo dicastero è stata attribuita in qualche modo la gestione dei grandi carnivori (QUI articolo).

 

Infine, non va dimenticata la questione del tesoretto da circa 350 milioni di euro che era stato “parcheggiato” sul fondo di riserva (QUI articolo). Una decisione che aveva fatto storcere il naso alle opposizioni perché quelle risorse avrebbero potuto essere stanziate senza passare attraverso l’aula del Consiglio (consentendo anche alle minoranze di potersi esprimere) ma con una semplice delibera di Giunta. Anche se alla fine i fondi sono in parte stati assegnati in assestamento di bilancio (circa 138 milioni) e per 165 milioni la ripartizione è stata recentemente votata in Aula, altri 52 milioni restano fermi sul fondo in attesa delle coperture governative. Insomma ci si trova di fronte a un presidente con i “super poteri” o più semplicemente un uomo solo al comando che prosegue sulla linea dell’accentramento delle decisioni in capo all’unica persona su cui probabilmente pensa di poter fare affidamento: sé stesso. 

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