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Il piano rialzato mette nei guai il sindaco Betta e l’assessore Miori: indagati insieme ai proprietari del camping Maroadi

La procura ha inserito nel registro degli indagati il sindaco e l’assessore all’urbanistica di Arco, oltre ad altri due funzionari comunali per la vicenda del camping Maroadi. La candidata Parisi: “A prescindere dall’esito, notizia che non sorprende, gestione urbanistica disinvolta e troppo spesso sbilanciato a favore di privati”

Di Tiziano Grottolo - 15 giugno 2020 - 18:44

ARCO. Secondo quanto ricostruito dall’accusa durante i lavori di ristrutturazione al camping Maroadi di Linfano, l’edificio principale sarebbe stato sopraelevato (aggiungendo il terzo piano) prima che l’apposita deroga fosse votata in consiglio comunale, cosa che poi puntualmente è avvenuta. Il problema era che nel frattempo i lavori erano già a buon punto. Da qui è partita l’indagine della procura che in primo momento aveva coinvolto i titolari dell’azienda che gestisce il camping, i fratelli Barion, oltre all’architetto che ha seguito i lavori, indagine che ora si è estesa anche al mondo della politica, coinvolgendo addirittura il sindaco di Arco Alessandro Betta, l’assessore all’urbanistica Stefano Miori, il segretario comunale Rolando Mora e la dirigente comunale Tiziana Mancabelli.

 

Va chiarito che le indagini sono ancora in una fase preliminare, adesso gli indagati avranno alcuni giorni di tempo per farsi interrogare e/o produrre delle memorie difensive, dopodiché sarà il pubblico ministero a stabilire se archiviare o meno la posizione delle persone coinvolte a vario titolo per reati diversi. È stato lo stesso sindaco di Arco a confermare di essere stato coinvolto nell’inchiesta: “Personalmente sono convinto e fiducioso di poter dimostrare con metodologia e puntualità l’assoluta trasparenza e il preordinato interesse pubblico del mio agire – ha fatto sapere Betta – chi ricopre incarichi pubblici deve mettere in conto che il proprio operato possa essere oggetto di accertamenti della magistratura e quindi ho accettato con il massimo rispetto dei ruoli tale incombenza”.

 

Nel frattempo però tiene banco la questione politica: “Da anni – commenta Chiara Parisi candidata sindaca alle prossime elezioni comunali – il coordinamento ambientalista ha sollevato forti perplessità sulla gestione del delicato ambito dell'urbanistica dato che il cambio di destinazione urbanistica e le deroghe urbanistiche consentono grandi vantaggi per alcuni privati”.

 

Nel mirino di Parisi rientra anche l’utilizzo “troppo spesso sbilanciato a favore di privati” dello strumento della perequazione e le procedure eccessivamente “disinvolte”, poi l’affondo: “Si è sempre avuta la sensazione di una pubblica amministrazione ossequiosa nei confronti del privato di turno con l'alibi della creazione di ipotetici nuovi posti di lavoro o di altri vantaggi per la collettività”. Secondo Parisi si tratterebbe della dimostrazione “di un modo di amministrare quantomeno discutibile, perciò – aggiunge – vedere indagati il Segretario Comunale, il Sindaco, l'Assessore all'urbanistica e la Responsabile del procedimento, a prescindere dall'esito finale, non possiamo certo dire che ci sorprenda”. La candidata conclude auspicando un cambio di passo.

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