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Trentino Digitale, Zeni attacca la Giunta: “Il presidente Soj percepisce due stipendi, così si regalano soldi alla Lombardia”

Zeni accusa la giunta Fugatti di “superficialità” e “negligenza”, poi punta il dito: “Dopo aver costretto alle dimissioni il consiglio di amministrazione di Trentino Digitale, il governo leghista lo ha sostituito con persone di provata fedeltà ma lo ha fatto in contrasto con le leggi”

Di Tiziano Grottolo - 03 marzo 2020 - 19:56

TRENTO. Quando il presidente del consiglio provinciale ha dichiarato inammissibile l'interrogazione a risposta immediata, il consigliere del Partito Democratico, Luca Zeni, non l’ha presa bene. Il consigliere avrebbe voluto interrogare la giunta a proposito degli emolumenti concessi a un dirigente della società Trentino digitale.

 

Di certo non si tratta però di un’intromissione negli affari personali di un dirigente dal momento che in ballo ci sono molti soldi pubblici e anche il possibile sforamento della legge Madia che fissa un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici.

 

“Dopo aver costretto alle dimissioni il consiglio di amministrazione di Trentino Digitale, la giunta provinciale lo ha sostituito con persone di provata fedeltà”, attacca Zeni. Al vertice dell’ente è stato nominato Roberto Soj, che stando a quanto riporta Zeni ricoprirebbe già il ruolo di dirigente nella società informatica della Regione Lombardia, Aria Spa, “un evidente conflitto di interessi” chiosa il consigliere. A questo punto Soj si sarebbe trovato a percepire ben due compensi, “la cui somma sfora il tetto di 240.000 euro annui previsto dalla legge Madia”, precisa Zeni.

 

A confermare i dubbi del consigliere c’è anche la risposta, fornita dall’assessore Achille Spinelli, a una precedente interrogazione, grazie alla quale si scopre che la giunta provinciale avrebbe scelto di aumentare i 39.000 euro di compenso del Presidente Soj di altri 20.000 euro. “In questo modo il tetto della legge Madia è stato superato di alcune decine di migliaia di euro – evidenzia Zeni che poi accusa – la cifra esatta non è stata riportata dalla giunta, che da mesi elude le domande sulla gestione di Trentino Digitale”.

 

Secondo il consigliere del Pd emergono delle chiare responsabilità “Da una parte – spiega – del Presidente di Trentino Digitale, che in quanto rappresentante legale della società aveva il dovere di segnalare il raggiungimento del tetto, evitando alla società un esborso non dovuto – al contempo però anche la Giunta sarebbe ugualmente censurabile – visto che dopo aver nominato un presidente in conflitto di interessi, non ha vigilato, regalando così risorse pubbliche trentine ad altri enti e dimostrando in tal modo superficialità e negligenza nella gestione della cosa pubblica”.

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