Il Patt con gli Autonomisti di Kaswalder? Corona: ''Dobbiamo accantonare le divisioni''. E Progetto Trentino? ''Poca affinità. L'auspicio è che corra da solo''
A intervenire Giuseppe Corona nel direttivo degli Autonomisti popolari: "La scelta del Patt è importante perché se si corre da soli non si conta niente e non si riesce a entrare nelle dinamiche di governo di un territorio". E su Progetto Trentino: "Non c'è tanta affinità e rappresenta un'altra storia"

TRENTO. "La svolta del Patt è positiva, una decisione corretta, noi già da 5 anni abbiamo aderito alla coalizione di centrodestra". A dirlo Giuseppe Corona degli Autonomisti popolari. "Una scelta importante perché se si corre da soli non si conta niente e non si riesce a entrare nelle dinamiche di governo di un territorio".
L'accordo Stelle Alpine-Lega con orizzonte le elezioni provinciali del prossimo autunno apre alle riflessioni sull'opportunità di raggruppare il mondo autonomista. Una volontà non nascosta dal fiocco di neve di Walter Kaswalder per acquisire maggiore peso e incisività, come Risveglio Tirolese di Paolo Monti, Primavera dell'autonomia di Fausto Valentini e così via. La prospettiva è che questa evoluzione poggerebbe sull'asse Patt-Autonomisti popolari.
Nel 2016, ancora nel Patt, Corona si era presentato (e perso) contro Franco Panizza nella sfida per la segreteria politica. Poi c'è stata la rottura e intanto l'ex senatore è diventato il presidente delle Stelle Alpine. La sensazione è che tutto si possa appianare con l'obiettivo dell'unità. "Ho ancora tanti amici tra gli autonomisti - dice - ci sentiamo spesso. Dobbiamo accantonare le divisioni e valorizzare quanto ci unisce, i rapporti in generale sono buoni".
Alleato alle ultime politiche nazionali, resta da capire il grado di convergenza di Progetto Trentino. "E' auspicabile che il partito di Silvano Grisenti vada da solo - aggiunge Corona - non c'è tanta affinità e rappresenta un'altra storia; poi le porte sono aperte alle forze politiche che hanno a cuore l'autonomia, non siamo dei monoliti".
L'ex assessore alla Comunità Valsugana e Tesino e già vice presidente degli Schützen trentini guarda verso nord. "Oggi la nostra economia è schiacciata da Padania e Baviera", evidenzia Corona. "Il riferimento deve essere l'Euregio e sarà sempre di più un esempio: un progetto che farà da salvagente all'autonomia con competenze da ampliare nell'alveo del Tirolo perché siamo una comunità delle Alpi per un discorso storico e di pancia. Si devono consolidare le sinergie in quella direzione e poi si possono avere collaborazioni con Veneto e Lombardia".
Un'apertura naturalmente anche verso i ladini in Veneto, con il referendum di 15 anni fa per il "via libera" della popolazione al passaggio di Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia all'Alto Adige. Più della metà degli aventi diritto si recarono alle urne e quasi l'80% dei cotanti scelse per il "Sì" alla Regione autonoma con sguardo in particolare alla Provincia di Bolzano.
"I cittadini si sono espressi", dice l'esponente di Autonomisti popolari. "Ma non c'è solo questa situazione. Un discorso simile, che merita attenzione, si può fare per i due Comuni di Magasa-Valvestino e Casotto-Pedemonte, territori con una comune appartenenza storica al territorio dell’Impero austro-ungarico". E gli amministratori sono stati invitati da Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale, a partecipare al prossimo Dreier Landtag di Riva del Garda a giugno, e proporre il riconoscimento formale del ruolo di uditori. "Il riconoscimento e l'eventuale passaggio alla Regione Trentino Alto Adige è una partita che riguarda soprattutto Roma e le criticità sono prettamente economiche perché la storia è un'altra cosa", conclude Corona.














