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| 01 apr 2023 | 20:00

A destra gli autonomisti cercano una ''casa'' comune. Il Patt: ''Progetto Trentino? Nessun obbligo ad allearsi''. Kaswalder: ''Abbiamo dato il nostro programma a Fugatti''

L'impegno è quello di "unirsi" per “contare di più”. Un progetto che va avanti da anni senza trovare una soluzione. Kaswalder: "Ho chiamato tempo fa anche Primavera dell'Autonomia di Valentini e Risveglio Tirolese di Paolo Monti. Ma poi non si sono fatti più sentire". Marchiori: ''Siamo in grado di semplificare il quadro politico trentino senza perdere le varie identità? In caso contrario ci saranno come in passato due o tre liste"

A destra gli autonomisti cercano una casa'' comune

TRENTO. “Nessuna fusione a freddo” e soprattutto per il Patt “nessun obbligo” nel confermare l'alleanza fatta in passato con Progetto Trentino, alle Politiche e prima ancora alle Europee. Il mondo autonomista di destra è in fermento ancora una volta. L'idea di un “partito di raccolta” come viene chiamato dal segretario del Patt, Simone Marchiori, torna ad animare gli animi a pochi mesi dalle elezioni. La volta buona? Forse no. Occorrerà capire quali saranno le mosse che metteranno in campo i partiti nei prossimi mesi. 

 

La parola d'ordine sembra essere quella di riunire il mondo autonomista e allargarsi a quello popolare per riuscire a “contare di più”. Un progetto che va avanti da anni senza trovare una soluzione. Sul come e sul quando, ancora non è stato deciso. Nemmeno l'adesione di Progetto Trentino è scontata.

 

“Noi questo progetto lo abbiamo messo sul piatto – spiega a il Dolomiti il segretario del Patt - se ci stanno, bene, noi ci rivolgiamo comunque anche all'elettorato popolare. Non imponiamo nulla a nessuno e saranno poi gli organi di partito a decidere. Chiamiamola 'suggestione'. Siamo in grado di semplificare il quadro politico trentino senza perdere le varie identità? In caso contrario ci saranno come in passato due o tre liste. Ognuno porterà avanti le proprie idee ma è chiaro che serve essere incisivi”. L'impegno di riunire la varie anime autonomiste va avanti da tempo. Quello che si è ottenuto fino ad oggi, però, è una accentuazione della frammentazione.

 

“Da parte nostra – spiega Marchiori - c'è la volontà di proporre un ragionamento che non sia solo una somma di liste perché non avrebbe senso. Vogliamo valorizzare la tradizione autonomista che da 75 anni è rappresentata dalle stelle alpine. Questo potrebbe dare risposte anche ad un elettorato popolare che in questo momento è privo di un riferimento. Noi, è bene ricordarlo, facciamo parte del Partito Popolare Europeo e il progetto che portiamo avanti guarda al lungo periodo”.

 

Nessun 'contenitore' politico. “Continuiamo a parlare di 'partito di raccolta', dimostriamo che lo vogliamo fare. E' la naturale evoluzione” spiega Simone Marchiori.

 

Un ragionamento che non comprende però solamente il mondo autonomista trentino ma anche Progetto Trentino di Silvano Grisenti con cui il Patt alle scorse elezioni politiche aveva stretto un'alleanza.

 

“Se vogliono starci su un progetto simile devono essere loro a dirlo” spiega Marchiori riferendosi a Pt. “Non è certamente un automatismo – chiarisce - ripresentare questa alleanza alle provinciali. L'avevamo fatta anche alle Europee dimostrando che era possibile trovare dei punti di convergenza. Ma che si sia obbligati a rappresentarla questo no. Nulla è già stato stabilito, rimane il tema di allargare la rappresentanza, fare massa critica per essere determinanti”.

 

A non interessarsi, per il momento, di un'alleanza con Progetto Trentino è certamente Walter Kaswalder di Autonomia popolare. La sua linea rimanere sempre la stessa: “Riuniamo il mondo autonomista mettendo assieme i soggetti che hanno una base valoriale comune. Poi un eventuale allargamento se ne riparlerà più avanti”. Primi gli autonomisti. Poi, nel caso, il resto. Kaswalder si sta spendendo da tempo per il progetto di riunificazione.

 

“Oltre al Patt – spiega – con il quale ho parlato anche di recente, ho sentito tempo fa anche Primavera dell'Autonomia di Valentini e Risveglio Tirolese di Paolo Monti. Dissero che mi avrebbero fatto sapere ma poi non ho più sentito nessuno ed io non ho più telefonato. Se hanno voglia di partecipare sanno che la porta è aperta, devono essere anche loro a dimostrare di tenere al progetto”.

 

Intanto, nei giorni scorsi Autonomisti Popolari hanno già presentato al presidente Fugatti il proprio programma. “Qualche giorno fa – ci spiega Kaswalder – abbiamo portato al presidente Fugatti un documento su cui abbiamo lavorato noi riprendendo il protocollo firmato nel 2018 e sottolineando alcuni punti essenziali. Poi ovviamente sarà condiviso al tavolo di coalizione”.

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