Da Rovereto a Trento, il Patt verso le elezioni comunali. A rischio l'alleanza con Ianeselli? "Scenario cambiato ma solo un veto: dove c'è Casa Autonomia non ci sono le Stelle Alpine"
Sciolte le riserve per le elezioni di Ala (alleanza con la Lega), si lavora per quelle di Rovereto e sono iniziate le manovre per le scadenze di Trento. A forte rischio l'alleanza per sostenere Ianeselli in corsa per un bis?

TRENTO. Più a destra che a sinistra a Rovereto, molto ancora da valutare per Trento ma le scelte guardano verso la Lega, non solo per seguire quello schema che ha riportato le Stelle Alpine nella maggioranza provinciale. In linea generale c'è un punto fermo: il Patt non si sede al tavolo con Casa Autonomia degli ex Michele Dallapiccola e Paola Demagri. E il sostegno a Franco Ianeselli per un bis appare molto in discussione.
Nelle scorse ore gli autonomisti hanno sciolto le riserve nella corsa elettorale di Ala. Espressione della maggioranza consiliare nella squadra di Claudio Soini, il Patt si candida con forza a guidare la città di velluto: Stefano Gatti il candidato sindaco, mentre gli alleati sono Lega e le civiche rappresentate da Ala Civica, Abc - Ala e Frazioni Bene Comune.
Quest'anno si vota anche a Rovereto dopo le dimissioni di Francesco Valduga alla testa della coalizione di centrosinistra. "Gli autonomisti cercano un progetto a favore della città, pensiamo a qualcosa di nuovo", commenta Simone Marchiori, segretario politico del Patt. "E' un centro importante, la città della Quercia deve scrollarsi di dosso il complesso di inferiorità rispetto a Trento perché ha tutte le carte in regola per trainare il Trentino".
L'ex primo cittadino nella vittoria al ballottaggio (primo turno: Valduga 47,99%, Zambelli 31,41% e Canestrini 13,93%; secondo turno: Valduga-Zambelli 64,64%-35,36%) per il secondo mandato nella città della Quercia aveva potuto contare sul supporto del Patt. Oggi insomma le Stelle Alpine sembrano orientate a schierarsi con il centro(destra).
"E' vero che Valduga ha vinto ma di poco e il voto va interpretato", prosegue Marchiori. "Si guarda a un progetto marcatamente civico, questo non è necessariamente nella parte di chi governa oggi". E si stringe un'alleanza soprattutto con le forze politiche che si riferiscono agli assessori Mattia Gottardi e Achille Spinelli. "E' un progetto sicuramente interessante".
Il meccanismo elettorale è diverso rispetto alle provinciali. Se un candidato sindaco non supera il 50% si va al ballottaggio. Nelle scorse settimane Fratelli d'Italia ha messo sul tavolo sul proposta Paolo Piccinni, ma c'è stata quantomeno un po' di freddezza da parte della coalizione. Due blocchi in casa centrodestra e poi si valuterà?
"Noi siamo orientati a un ragionamento senza nomi nel solco della tradizione civica e sui programmi", aggiunge Marchiori. "Altri hanno un percorso, legittimo, ma diverso. E' tutto in valutazione". Manca un anno, ma il tempo corre in fretta e il 2025 porta alla scadenze naturali di quasi tutti i consigli comunali. A Riva del Garda l'ultima volta il Patt si è apparentato con la Lega per portare alla vittoria Cristina Santi. Tra le situazioni più interessanti ci sono poi Lavis (il sindaco è espressione delle Stelle alpine al secondo mandato in alleanza con il Partito Democratico) e Trento.
"Non siamo ancora entrati nel merito delle scelte territoriali", evidenzia Marchiori. "Le sezioni lavorano per tirare le fila, rimettere insieme i gruppi, le liste e le squadre. I ragionamenti sono ancora prematuri". Nel 2020 il Patt ha puntato su Ianeselli, poi c'è stata una rapida convergenza del centrosinistra. Il resto è il percorso che ha portato alle provinciali con la spaccatura interna, ma anche alla fuoriuscita dalla squadra di governo (e da palazzo Geremia) delle Stelle Alpine e il ritorno in Aula del simbolo con Pattini. Alle provinciali gli autonomisti hanno eletto tre consiglieri, ma entrati all'ultimo (Bosin, Tonina, Kaswalder). Un risultato non brillantissimo, però poi Fugatti ha investito sul consolidare l'alleanza: la nomina del segretario politico come assessore dopo la trattativa con Fratelli d'Italia per la vice presidenza a Gerosa e l'uscita da Cia dalla Giunta per le polemiche con il partito di Giorgia Meloni.
"La logica era di presentare una novità e trovare schemi diversi", continua il segretario politico del Patt. "Ora la situazione è cambiata e ci sono partite non indifferenti all'orizzonte quali il bypass e le grandi opere, l'università, la viabilità e i collegamenti per esempio. Per il momento nero su bianco ci sono alcune proposte degli autonomisti. In questa fase siamo blockfrei ma il discorso non è di poltrone quanto di idee e progetti".
Insomma, l'appoggio per rinnovare la fiducia a Ianeselli non è così scontato. Le porte sono aperte. "Il capoluogo è atteso da tante sfide, nuove e diverse". E si potrebbe chiudere il cerchio anche per allineare un tandem Provincia-Comune a trazione centrodestra.
"Non ci deve essere una contrapposizione ideologica perché le istituzioni devono collaborare per il bene del territorio senza fermarsi ai colori politici, altrimenti non si va da nessuna parte. Un punto è fermo: il Patt non intende sedersi a un tavolo dove ci sono forze politiche il cui unico obiettivo è attaccare le Stelle Alpine, senza alcuna proposta".
Tradotto, dove c'è Casa Autonomia non c'è il Patt. "Si deve operare una scelta. Siamo incompatibili. E questo è l'unico veto", conclude Marchiori.












