“Opzione donna va ripristinata: la prima premier in Italia taglia l'unico strumento di flessibilità per la pensione delle donne ed i fondi non sono stati reinvestiti"
L'intervento di Sara Ferrari (Pd) in Parlamento: “Chiediamo che venga ripristinata 'opzione donna', cancellata dal governo Meloni in cambio di nulla, visto che questi tagli alla spesa non sono stati reinvestiti in strumenti di sostegno pubblico al lavoro di cura che grava soprattutto sulle donne”

ROMA. “E' proprio la prima donna premier in Italia ad eliminare l'unico strumento di flessibilità per la pensione delle donne. In cambio di cosa? Nulla: anzi, questi tagli alla spesa non sono stati reinvestiti in strumenti di sostegno pubblico al lavoro di cura, che grava soprattutto sulle donne”. Sono queste le parole della deputata trentina Sara Ferrari (Partito democratico), intervenuta in Aula alla Camera sul tema delle pensioni dopo aver sottoscritto la mozione per chiedere il ripristino dell'opzione donna per il pensionamento anticipato.
“Di fatto – ha detto Ferrari – è stata cancellata l'unica possibilità per le donne di uscire dal mondo del lavoro a favore di una misura di welfare a costo zero. La chiamano ancora così ma non è più un'opzione, bensì una possibilità per pochissime di fare assistenza privata a familiari certificati, in supplenza del welfare pubblico e rinunciando al 30% dell'assegno. Non solo, ma assistiamo anche alla discriminazione dell'anticipo in base a quanti figli la lavoratrice ha avuto. Un intervento contro le donne che noi chiediamo con forza di correggere, ripristinando l'istituto pensionistico come era prima del bilancio 2023 della destra, che ha perso l'occasione con il 'decreto precarietà' del 1 maggio di rimediare al danno fatto alle lavoratrici italiane”.
Con la cancellazione di fatto di opzione donna, spiegano i dem: “Le uniche lavoratrici che possono usufruire di una possibilità di uscita dal mondo del lavoro flessibile anticipata con 35 anni di contributo e 60 di età, devono essere assistenti di un familiare certificato 104 o essere loro stesse nella categoria invalide o licenziate da un'azienda che ha attivato un tavolo per la disoccupazione. Così la platea delle persone che possono fare questa domanda si è ridotta da 23mila nel 2022 a un massimo di 2900 per quest'anno. Finora quelle erogate effettivamente sono solo 10. A questa decisione del governo non è seguito alcuno strumento alternativo”.














