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Bolzano
09 marzo | 10:41

"Abolizione della Consigliera di parità scelta inaccettabile", il Team K sul decreto legislativo Meloni-Roccella: "Cancellare questa istituzione sarebbe un passo indietro"

 La consigliera provinciale del Team K Maria Elisabeth Riede: "In Alto Adige le Consigliere di parità hanno realizzato un servizio importante e indispensabile. Proprio in un momento in cui la pressione sociale e professionale sulle donne non accenna a diminuire abbiamo bisogno di strutture per la parità forti, competenti e ben radicate"

di Redazione

BOLZANO. "L'abolizione della Consigliera di parità sarebbe un passo indietro, la sua collaudata struttura va invece garantita". Ad intervenire sulla questione è il Team K di Bolzano, che in una ufficiale definisce "inaccettabile" il fatto che a livello statale si stia pensando di abolire una figura che "ha assunto negli ultimi anni un ruolo fondamentale nella tutela delle lavoratrici e nella promozione delle pari opportunità, svolgendo un eccellente lavoro".

 

Facendo un passo indietro e ripercorrendo il tema, la premier Meloni e la ministra Roccella hanno depositato in Parlamento un decreto legislativo che prevederebbe la cancellazione, a partire da quelle nazionali, della figura della delle Consigliera di parità sul lavoro. Alla base il recepimento di una direttiva europea che chiede agli Stati di istituire entro il 2027 un organismo di parità nazionale. E per le figure regionali e provinciali? Anche queste potrebbero essere sostitute da un organismo "centrale".

 

“In Alto Adige le Consigliere di parità hanno realizzato un servizio importante e indispensabile. Esse - dichiara la consigliera provinciale del Team K Maria Elisabeth Rieder - proteggono le donne sul posto di lavoro, rafforzano i loro diritti e garantiscono che discriminazioni e disparità di trattamento vengano coerentemente perseguite. Abolire questa istituzione sarebbe un chiaro passo indietro. Nel nuovo disegno di legge sulle figure di garanzia questo servizio deve essere esplicitamente previsto”.

 

La Consigliera di parità sul lavoro, sottolinea il Team K,  è "l’anello di congiunzione per la promozione della parità e la tutela delle lavoratrici" e da anni sostiene le persone coinvolte in casi di discriminazione sul lavoro basate sul sesso, di mobbing e in generale sulle disuguaglianze strutturali. Il suo lavoro, viene rimarcato, è svolto in modo indipendente, accessibile e in diretto contatto con le lavoratrici ed è un servizio decisivo soprattutto in situazioni sensibili.

 

Il Team K mette poi in guardia in guardia contro il rischio di smantellare meccanismi di protezione funzionanti e consolidati nel tempo, chiedendo invece di mantenerli e rafforzarli. 

 

“Proprio in un momento in cui la pressione sociale e professionale sulle donne non accenna a diminuire - prosegue Maria Elisabeth Rieder - abbiamo bisogno di strutture per la parità forti, competenti e ben radicate. Ci impegniamo affinché l'Alto Adige possa conservare questo modello di successo e chiediamo che vengano rispettate le nostre competenze autonome”.

 

E poi la richiesta diretta alla Provincia e allo Stato: "Il Team K chiede di non indebolire il ruolo della Consigliera di parità, bensì di rafforzarlo ulteriormente e garantirlo nel lungo periodo".

 

 

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