"Grave passo indietro", Trento si mobilita contro il ddl sulla violenza sessuale: "Si sposta l'attenzione sulla volontà contraria rischiando di creare alibi e giustificazioni"
Stiamo parlando del disegno di legge che ha come obiettivo modificare l’articolo 609 bis del codice penale, quello sul reato di violenza sessuale. Con la riformulazione, invece, il fulcro diventa la “volontà contraria”, conta cioè il fatto che la persona abbia espresso, in modo chiaro, di non voler avere un rapporto sessuale. Il 15 febbraio a Trento la manifestazione proposta dal Coordinamento Donne con la partecipazione di numerose associazioni. La partenza è alle 17 dal Centro Antiviolenza di Trento in via Dogana

TRENTO. Anche Trento è pronta a “dire no al ddl Bongiorno”. Domani nel capoluogo trentino si terrà la mobilitazione, indetta a livello nazionale da D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), per “denunciare il tentativo di stravolgere la riforma sul consenso, attualmente in discussione al Senato”. La partenza dell'iniziativa proposta a livello locale dal Coordinamento donne è fissata per le 17 dal centro antiviolenza di Trento.
Stiamo parlando del disegno di legge che ha come obiettivo modificare l’articolo 609 bis del codice penale, quello sul reato di violenza sessuale. Ora si parte da un principio: è violenza sessuale ogni atto compiuto senza il “consenso libero e attuale” della persona. Con la riformulazione, invece, il fulcro diventa la “volontà contraria”, conta cioè il fatto che la persona abbia espresso, in modo chiaro, di non voler avere un rapporto sessuale.
La legge del 1996 è stata fortemente voluta dal movimento delle donne e dai femministi in oltre dieci anni di mediazioni, compromessi e valutazioni approfondite e si regge su un delicato equilibrio tra tutela del diritto di autodeterminazione della sfera sessuale, rischio di vittimizzazione secondaria e tutela del diritto di difesa dell’accusato. La proposta avanzata dalla presidente Bongiorno il 22 gennaio 2026 e approvata con due voti di scarto (12 – 10) introduce, spiega la Rete, “preoccupanti cambiamenti, che ledono – ancora una volta – la dignità delle donne”.
A confermarlo è Elena Biaggioni, avvocata della rete D.i.Re. “Noi riteniamo che questo disegno di legge sia un grave passo indietro, una grave retrocessione per tutto quello che riguarda la violenza sessuale, sia per quel che riguarda l'accertamento del reato, ma anche per il messaggio che passa”.
Da qui la decisione di una mobilitazione permanente e di manifestazioni diffuse che vedono protagoniste numerose piazze da tutta Italia con varie iniziative e la partecipazione di tantissime associazioni.
Questo provvedimento, spiega ancora Biaggioni, “ sposta tutta l'attenzione sulla volontà contraria, che poi viene valutata di volta in volta in base alla situazione, facendo pensare che quando siamo di fronte a una violenza sessuale siamo davanti a un’incomprensione e questo rischia di creare alibi e giustificazioni e lascia la posta aperta al 'non avevo capito'”.
La violenza sessuale non è una questione di incomprensione, ma un atto di potere, di prevaricazione, un approfittarsi della situazione. Ma non solo.
“In secondo luogo – spiega ancora l’avvocata della rete D.i.Re – impone il rischio che molti pregiudizi e stereotipi prendano il sopravvento, arrivando a valutare anche la condotta antecedente. Il rischio è di arrivare a creare una sorta di onere di resistenza. Tutto questo rischia di lasciare impunita una casistica che riguarda tante situazioni in cui il no non è possibile”.
A Trento, domani 15 febbraio alle ore 17, dal Centro Antiviolenza di Trento in via Dogana, prenderà il via una passeggiata pubblica che raggiungerà il presidio organizzato in piazza d'Arogno.












