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| 02 mag 2023 | 17:23

Decreto Lavoro, i sindacati: “Manca la clausola di salvaguardia delle Autonomie speciali, lo avevamo chiesto alla delegazione del Centrodestra ma è stata dimenticata”

Nella revisione del reddito di cittadinanza manca il riconoscimento delle potestà sull’assistenza di Trento e Bolzano. Cgil,Cisl e Uil: “Quando si parla di povertà e inclusione sociale non ci si può dimenticare delle prerogative di Trentino e Alto Adige in materia di welfare e assistenza. Lo avevamo chiesto alla delegazione parlamentare del Centrodestra”

Decreto Lavoro, i sindacati: “Manca la clausola di salvaguardia delle Autonomie speciali
di T.G.

TRENTO. In questi giorni il Governo Meloni è al lavoro sul cosiddetto decreto lavoro che al suo interno contiene una serie di importanti provvedimenti che riguardano il taglio del cuneo fiscale, il welfare e incentivi per le assunzioni. Nel provvedimento è contenuto anche l’assegno di inclusione che dovrebbe sostituire il reddito di cittadinanza.

 

Eppure secondo i sindacati di Cgil, Cisl e Uil manca qualcosa: “È grave che nell’ultima versione il Governo Meloni si sia dimenticato ancora una volta delle competenze delle Province di Trento e Bolzano”. 

 

Secondo i sindacati manca infatti la clausola di salvaguardia degli Statuti di Autonomia. “Quando si parla di povertà e inclusione sociale non ci si può dimenticare delle prerogative di Trentino e Alto Adige in materia di welfare e assistenza. Lo avevamo chiesto alla delegazione parlamentare del Centrodestra. Confidiamo che si corregga l’errore prima della pubblicazione del decreto altrimenti sarebbe l’ennesimo smacco per le Autonomie speciali”. In pratica nella revisione del reddito di cittadinanza manca il riconoscimento delle potestà sull’assistenza di Trento e Bolzano. 

 

I segretari generali Grosselli, Bezzi e Alotti, sottolineano tra l’altro, come l’assegno unico provinciale garantisca “una forte spinta all’attivazione sul mercato del lavoro”. Basti pensare che la stragrande maggioranza dei percettori dell’intervento provinciale, più del 90% in pratica, lavora o è esonerato dal lavoro perché anziano, minore o con carichi di minori sotto i tre anni. “Un modello virtuoso il nostro, frutto dell’Autonomia, che va quindi difeso fino in fondo e riconosciuto anche dallo Stato”, concludono i sindacalisti.

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