Ancora scontro sui vitalizi, i sindacati: "Cifre che offendono lavoratori e pensionati: l'unica strada opportuna è la rinuncia agli arretrati"
Il Consiglio regionale ha approvato una legge per limitare gli impatti dei vitalizi. I sindacati Cgil, Cisl e Uil: "Cifre fuori dalla realtà. Opportuno che ci sia una rinuncia o che restituiscano alle casse pubbliche assegni stratosferici"

TRENTO. "L'unica strada opportuna è la rinuncia agli arretrati". Queste le parole di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) sui vitalizi. "Cifre che offendono lavoratori e pensionati".
Il provvedimento varato mercoledì 21 giugno dal Consiglio regionale limita, "ma non elimina il problema che sicuramente ha aspetti giuridici molto complessi", proseguono Grosselli, Bezzi e Alotti. "Per questa ragione riteniamo che nel rispetto di tutti i cittadini sia opportuno che questi consiglieri e consigliere rinuncino o restituiscano alle casse pubbliche gli assegni stratosferici anche perché tutti loro maturano anche il diritto al vitalizio, per un totale di circa 5mila euro al mese, somma più che sufficiente a ricompensarli per l’impegno speso per la collettività".
I sindacati confederali spiegano che hanno sempre sostenuto convintamente la necessità che chi si dedica alla politica e assume incarichi pubblici debba essere adeguatamente retribuito, perché solo così il percorso politico è aperto a tutti e si svolge in totale autonomia. "Nel termine adeguatamente, però, è implicito un senso di equità e di misura che in questo caso è stato chiaramente superato".
Dopo il 2014 il Consiglio regionale ha modificato la contestata norma del 2012 sugli anticipi dei vitalizi degli ex consiglieri attraverso un emendamento di Svp e Lega. Il meccanismo è stato quello di passare dall'Istat all'indice dei prezzi al consumo armonizzato, Ipca, per il calcolo del valore attuale per una decina di politici.
Da un esborso di 3 milioni di euro per ogni consigliere, la rivalutazione scende a 1,8%. La legge, contestata dalle opposizioni perché arrivata last minute e senza una valutazione degli impatti, è stata approvata con 25 "Sì", 7 astenuti e 18 non partecipanti al voto. Duri anche i sindacati: "Le somme che dovrà versare la Regione per l’attualizzazione dei vitalizi agli ex consiglieri che si apprestano a compiere sessant’anni sono cifre fuori dalla realtà che offendono profondamente tutti i lavoratori e i pensionati", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.


















