Non ci sarà l'adeguamento del 14% delle indennità dei politici: "Tardiva e doverosa marcia indietro, ora la Provincia dia risposte alle lavoratrici e ai lavoratori"
I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: "E' stata doverosa la marcia indietro del Consiglio regionale sull'adeguamento Istat al 14%. Altrimenti la misura avrebbe rappresentato un ulteriore schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici e privati del Trentino"

TRENTO. "E' stata doverosa la marcia indietro del Consiglio regionale sull'adeguamento Istat al 14%", queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl). "Altrimenti la misura avrebbe rappresentato un ulteriore schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici e privati del Trentino".
Negli scorsi giorni è stato votato l'emendamento presentato da Mirko Bisesti per togliere l'agganciamento automatico all'Istat per l'inflazione. I sindacati erano intervenuti per chiedere di bloccare questo meccanismo.
"Osserviamo che, pur tardivo, è sopraggiunto un senso di realtà e del limite: la cancellazione all’adeguamento automatico degli aumenti all’indice Istat, era l’unica risposta a quanto evidenziato da oltre mille lavoratrici e lavoratori presenti nell’assemblea generale unitaria Confederale del 3 maggio, organizzata dalle parti sociali proprio al Palazzo della Regione, la distanza che si sarebbe ulteriormente allargata tra privilegiati e salariati e pensionati".
L’assemblea in quell'occasione aveva votato un mandato chiaro. "Gli aumenti - proseguono Diaspro, Pallanch e Bassetti - non possono essere un privilegio per i nostri politici e solo un miraggio per chi opera all’interno del mondo del lavoro. Per questo la posizione confederale sul pubblico impiego, con lo stato d’agitazione in atto, non arretrerà di un passo, fino alla garanzia di stanziamento certo delle risorse di rinnovo contrattuale 2022/2024".
Le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil chiedono alla politica di affrontare le tante partite aperte. "Necessari e urgenti impegni concreti e esigibili con la Giunta provinciale per lo stanziamento in bilancio d’assestamento delle risorse per rinnovare tutti i contratti pubblici in relazione ai gravi livelli inflattivi registrati, per chi non scende a patti con una politica irrispettosa, che riserva solo le briciole a chi da sempre in prima linea nell’erogazione dei servizi ai cittadini trentini. Presidieremo i lavori di questa Giunta, che scappa dagli appuntamenti fissati, nel tentativo di 'tirare ulteriormente la corda', non considerando che, prima o poi, si potrà spezzare", concludono Diaspro, Pallanch e Bassetti.


















